Ragadi al seno: come si presentano

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Difficoltà: media
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Introduzione

In questa breve guida cercheremo di fornirvi alcuni utili consigli riguardanti le ragadi al seno. Si tratta di un effetto collaterale, che si presenta durante la fase di allattamento del neonato. Nello specifico, ci occuperemo di vedere e di conoscere le possibili cause scatenanti. Inoltre andremo a vedere come si presentano. Vi consigliamo, quindi, si leggere questa guida, in modo tale da sapere come affrontare questa fastidiosa situazione accuratamente.

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Cosa sono le ragadi

Le ragadi, in termini pratici, consistono in una sorta di piccoli tagli che si presentano nella zona del capezzolo o tutto attorno all'areola dello stesso. Una donna primipara, ovvero al suo primo parto e, di conseguenza, al suo primo allattamento), è maggiormente predisposta alla formazione delle ragadi. Queste avvengono per oltre il 90% dei casi, già a partire dalla prima settimana dopo la nascita del bambino. Non rappresenta un problema particolarmente serio, anche se è buona regola non trascurarlo. Infatti, le ragadi possono caratterizzarsi anche con un dolore intenso e non limitato, e non soltanto come un semplice fastidio.

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Le cause delle ragadi

I tagli che hanno luogo a seguito della formazione delle ragadi, sono soggetti all'attacco da differenti tipologie di forme batteriche. In linea generale, possiamo affermare che è possibile classificare le principali cause che danno luogo alle ragadi in due categorie. Per prima cosa, annoveriamo un'igiene non appropriata del seno durante la fase di allattamento, intesa anche come lavaggi eccessivamente frequenti, oppure caratterizzati dall'utilizzo di detergenti particolarmente aggressivi e poco idonei. La seconda causa è rappresentata dalla maniera scorretta di allattare il bimbo. Riguardo a quest'ultima affermazione, è fondamentale ricordarsi che il neonato deve essere attaccato all'intera areola, e non soltanto al capezzolo.

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La prevenzione delle ragadi

Per prevenire la formazione delle ragadi è necessario, prima di tutto, migliorare l'elasticità del capezzolo. A questo scopo, occorre far ruotare il capezzolo mediante l'ausilio delle dita, sia in un senso che nell'altro, tenendolo tra il pollice e l'indice. Alla stessa maniera è possibile procedere a stirarlo in modo abbastanza delicata. Successivamente è necessario tenere il bambino correttamente durante l'intera fase di allattamento. Quindi occorre introdurre l'intera porzione finale del seno. È fondamentale non allattare sempre nella medesima posizione, e non effettuare delle poppate eccessivamente lunghe Precisamente, vanno bene delle poppate della durata massima di quarto d'ora per capezzolo. Il prossimo passaggio consiste nel pulire le mani ed i capezzoli prima di attaccare il lattante, per poi lasciare asciugare liberamente o semplicemente tamponando. Per la prevenzione delle ragadi è molto importante l'igiene, ma allo stesso tempo non si deve commettere l'errore di lavare troppe volte il seno in un giorno. Inoltre, un altro consiglio che possiamo darvi è quello di effettuare alcuni massaggi con l'utilizzo di oli vegetali (ad esempio l'olio di mandorle e l'aloe), in modo tale da ammorbidire la pelle.

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I presenti contributi sono stati redatti dagli autori ivi menzionati a solo scopo informativo tramite l’utilizzo della piattaforma www.o2o.it e possono essere modificati dagli stessi in qualsiasi momento. Il sito web, www.o2o.it e Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. (già Banzai Media S.r.l. fusa per incorporazione in Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.), non garantiscono la veridicità, correttezza e completezza di tali contributi e, pertanto, non si assumono alcuna responsabilità in merito all’utilizzo delle informazioni ivi riportate. ATTENZIONE: tali contributi in nessun caso possono costituire la prescrizione di un trattamento o sostituire la visita specialistica o il rapporto diretto con il proprio medico curante. È pertanto necessario consultare SEMPRE il proprio medico curante e/o specialisti. Per maggiori informazioni leggi il “Disclaimer »”.

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