Problemi di comportamento nei bambini: come affrontarli

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Gestire i bambini non è cosa facile! Capiamo come distinguere i problemi di comportamento nei bambini: come affrontarli.
Alcune ricerche hanno dimostrato come in età evolutiva si sviluppano maggiormente i problemi comportamentali e relazionali nei bimbi. Il coinvolgimento dei genitori e quello degli insegnanti risulta essere di elevata importanza per la formazione e costruzione del sè.

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Oltre al disturbo comportamentale che andremo ad approfondire, riscontriamo anche quello dell'apprendimento ed emotivo. Molti sono gli esperti che si avvalgono dello studio della psicologia dell'età evolutiva per capire i processi e i momenti di sviluppo dei vari problemi comportamentali.
Riscontriamo la fase della prima infanzia, fanciullezza, preadolescenza e adolescenza, l'ultima è riferita all'età che va dai 13 anni in su.
Alcuni studiosi come Piaget hanno dimostrato come il comportamento del bambino dipenda anche dall'ambiente che lo circonda.
Spesso non riconoscendo il tipo di problematica del bambino, tendiamo a sbagliare e ad assumere un atteggiamento non consono a ciò che abbiamo difronte. Bisognerebbe prima di tutto da parte del genitore assumere delle tecniche di intervento: osservazione, nei quali si identificano i disturbi comportamentali o i cambiamenti da parte del bambino, e quali tra questi atteggiamenti soprattutto relazionali che possono riguardare anche il gioco isolato o di gruppo, devono essere necessariamente modificati poiché non giusti. Abbiamo inoltre la comprensione legata poi alla tecnica dell'ascolto, nella quale il genitore ha il dovere di chiedere spiegazioni di tali inadeguati comportamenti e cercare di capire attraverso il dialogo il punto di vista del bambino, la sua spiegazione. Poi vi è la tecnica dell'intervento, ossia dell'atteggiamento da adottare nei confronti dell'altro al fine di permettergli di capire che tale cosa è sbagliata e non va fatta per reali motivi, e che ne sviluppano delle conseguenze positive come il premio e negative come una punizione. Esistono però alcune realtà che riguardano il mondo dei bambini, alcune difficoltà che si trasformano in reali patologie serie, queste necessariamente devono essere diagnosticate da esperti neuropsichiatri infantili, oppure problematiche più lievi come quelle dell'iperattività, che spesso può scomparire in età più matura.

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Il bambino iperattivo di solito assume un atteggiamento oppositivo provocatorio. Facilmente irritabile, tende spesso ad andare in collera, a litigare con gli adulti e in particolare con i genitori e ad accusare gli altri dei propri sbagli. Il bambino iperattivo è un bambino perennemente agitato e in movimento. Tanto da trasmettere all'adulto un senso di impotenza. In realtà quando ciò è gestibile, non diventa ancora una patologia, quando invece questo comportamento risulta essere ingestibile, bisogna confrontarsi con un esperto e capire cosa fare.
Avendo una ridotta capacità dell'attenzione dovuta alla loro iperattività, spesso non danno ottimi risultati a scuola.
In questo caso nè bambini, nè genitori, nè insegnanti hanno colpa, ma bisogna seguire una precisa terapia.

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Affrontare anche una terapia può causare ulteriori problemi.
Di sicuro l'atteggiamento da assumere da parte del genitore non è quello dell' avvilimento, sconforto e altro. Bisogna, una volta diagnosticata la reale patologia esistente, cercare di essere positivi assumendo un approccio delicato, comprensivo ed educativo, grazie ad una prima collaborazione con l'esperto, poi tra i genitori e infine con il bambino che di sicuro è colui che necessita maggiormente di aiuto e guida, per superare le difficoltà che si troverà ad affrontare sul proprio cammino.

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I presenti contributi sono stati redatti dagli autori ivi menzionati a solo scopo informativo tramite l’utilizzo della piattaforma www.o2o.it e possono essere modificati dagli stessi in qualsiasi momento. Il sito web, www.o2o.it e Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. (già Banzai Media S.r.l. fusa per incorporazione in Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.), non garantiscono la veridicità, correttezza e completezza di tali contributi e, pertanto, non si assumono alcuna responsabilità in merito all’utilizzo delle informazioni ivi riportate. ATTENZIONE: tali contributi in nessun caso possono costituire la prescrizione di un trattamento o sostituire la visita specialistica o il rapporto diretto con il proprio medico curante. È pertanto necessario consultare SEMPRE il proprio medico curante e/o specialisti. Per maggiori informazioni leggi il “Disclaimer »”.

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