Parolacce e bambini: ecco che fare

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Riuscire a relazionarsi in maniera adeguata con i bambini è sempre un'operazione delicata, soprattutto quando è necessario rimproverarli per una marachella, un comportamento poco corretto o, come nel caso qui analizzato, per aver detto una parolaccia. Ma perché i nostri figli e i loro amici, ridono di gusto nel pronunciarla? Le cause sono molteplici e variano a seconda dell'età dei soggetti in questione; i più piccini hanno, con elevata probabilità, ascoltato la parolaccia in televisione o da un adulto e sono portati a ripeterla per puro divertimento. Cambia il discorso per i bambini che invece frequentano le scuole elementari e medie, per i quali la parolaccia diventa un'occasione per "sentirsi grandi", per "essere alla pari". Quali sono dunque i provvedimenti da adottare per evitare che il bambino continui a dire parolacce? Ecco cosa fare per risolvere questa problematica che sembra ormai esser diventata all'ordine del giorno nella nostra società.

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EVITARE DI DIRE PAROLACCE A CASA IN PRESENZA DI BAMBINI: siano essi i nostri figli, o si tratti di conoscenti e figli di amici, va sottolineato come i bambini tendano ad emulare il comportamento di quella cerchia di persone che quotidianamente vive al loro fianco. Se in casa si ha l'abitudine di dire parolacce, è un'utopia credere di poter trasmettere ai propri figli il dovere di non farne uso. A nulla vale l'affermazione "io posso perché sono adulto, sono più grande di te", dato che con elevata probabilità il bambino si sentirà legittimato a imitare il comportamento dell'adulto per sentirsi "grande" a sua volta. Se è vero che è assai complesso per un insegnante riuscire a governare il comportamento di un'intera classe, bisogna comprendere quanto, di conseguenza, sia importante che il lavoro principale sia svolto tra le mura domestiche. Per tali ragioni, un genitore dovrà prestare molta attenzione alla terminologia utilizzata in casa ed evitare, in prima persona ed in ogni occasione, l'uso di parolacce in presenza dei bambini.

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NON AVER TIMORE DI LODARE O RIMPROVERARE I NOSTRI FIGLI: se il comportamento dei genitori è lodevole tra le mure domestiche, sarà più semplice fronteggiare il ritorno a casa dei loro figli con lo zaino ricco di libri, quaderni e qualche parolaccia in più. Anche ai bambini, come accade per gli adulti, capita di arrabbiarsi se qualcosa va storto; bisogna lodarli se, anziché reagire pronunciando una parolaccia, riescono a gestire la rabbia con una battuta o utilizzando parole "più pulite" come "Caspita", "Cavoli", "Perbacco", e magari premiarli con qualcosa, anche di poco conto, che possa far capire loro di avere l'approvazione del genitore, o più semplicemente con un "bravo". Al contrario, se una madre si accorge che il proprio figlio continua a far uso di parolacce nel lessico utilizzato quotidianamente, ha il dovere di punirlo privandolo di ciò che più riesce a farlo divertire: le partite di calcetto con gli amici, i videogiochi, i cartoni animati in televisione.

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DIALOGARE CON I PROPRI FIGLI: alla base di ogni rapporto interpersonale vi è il dialogo; ciò è vero soprattutto nella relazione genitore-figlio, assai complessa perché essa tende a configurarsi non come un rapporto alla pari, ma piuttosto come una relazione in cui il bambino si sente spesso messo in discussione e prova timore nei riguardi della persona adulta con la quale va a relazionarsi. La mancanza di dialogo può portare al distacco del figlio dalla figura genitoriale, con la conseguente ricerca di nuovi punti di riferimento, che spesso vengono ritrovati negli amici di scuola o nei compagni di giochi. È dovere di ciascuna madre e di ciascun padre cercare di comprendere cosa sia alla base della rabbia del ragazzino e spiegargli, nella maniera, più adeguata, che l'impiego di una parolaccia non risolve la problematica che si trova ad affrontare come invece l'amichetto della porta accanto aveva cercato di fargli credere, perché lo aveva a sua volta appreso da un compagno più grande.

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