Lo sviluppo psicomotorio nel bambino

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Un bambino è il regalo più bello che la vita possa fare a chi si ama. Lo sviluppo psicomotorio è una fase attraverso cui tutti i bambini passano. Addirittura è una fase che ha inizio all'interno dell'utero materno e termina, approssimativamente, attorno ai 10 anni di età. Ma di cosa si tratta nel dettaglio? Quali sono le sue fasi principali? Vediamolo insieme all'interno della presente guida.

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Occorrente

  • Tanto amore nel seguire il bambino nella sua crescita.
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cos'e lo sviluppo psicomotorio

Non si sente spessissimo parlare di sviluppo psicomotorio. Eppure è importantissimo conoscere in cosa consiste. Solo in questo modo, infatti, si può aiutare nel modo migliore il bambino ad affrontare e superare questo importantissimo periodo della sua vita. Chiariamo innanzitutto il concetto di "sviluppo psicomotorio". Si tratta dell'unione dello sviluppo fisico e di quello mentale. Sembra che questo abbia inizio già prima di venire al mondo. Infatti, il bambino, all'interno dell'utero, è soggetto a continue sollecitazioni provenienti dal liquido amniotico, e risponde a queste stimolazioni. Ad esempio, un bambino nell'utero della madre sente e risponde alle vibrazioni, alle pressione e anche a tutte le pulsazioni provenienti dall'esterno, e, quindi, principalmente dalla madre. Il primo senso che si sviluppa è senza dubbio quello del tatto, coinvolto sempre in forma maggiore nel neonato sin dal momento del parto. Tramite il tatto il bambino vede senza guardare e sente senza ascoltare.

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le prime forme

Da neonato, il bambino è quasi "semicosciente" e deve l'appagamento delle sue necessità solamente agli adulti che lo circondano. Da appena nato, però, è già in grado di effettuare dei piccoli movimenti autonomi, come ad esempio quello di sollevare leggermente il capo, di stringere le dita quando gli si tocca il palmo della mano. L'apprendimento motorio, importantissimo in questa fase dello sviluppo, si favorisce certamente dalla posizione che il neonato assume in essa. Quella favorevole è la posizione prona. Si tratta di un momento in cui è necessario infondere al piccolo totale sicurezza. A questo scopo è importantissimo metterlo spesso a contatto con la nostra pelle, fargli sentire la nostra vicinanza, abbracciarlo quanto più possibile .

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cosa succede a due mesi

A 2 mesi di vita, il bambino è in grado di seguire col proprio sguardo un oggetto che gli si muove davanti fino ad un'angolatura di 90°. Inizia, inoltre, a comunicare con lo sguardo e soprattutto il "dialogo". Ovviamente si tratta di un dialogo tutto particolare ma dagli effetti molto benefici sullo sviluppo del neonato. A 3 mesi, da 90° si passa ad una visione a 180° (nel seguire un oggetto). Il bambino è in grado di afferrare gli oggetti con le mani portandoseli alla bocca.
Tra il terzo e il quinto mese inizia la fase di deambulazione. Il bambino striscia a terra e riesce a muovere il capo indipendentemente dagli arti. Inizia a riconoscere le voci della madre, del padre e di tutti coloro che gli stanno vicino. Inoltre si sviluppa il sorriso (specialmente nei confronti della voce della madre.

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dopo 6 mesi di vita

A sei mesi il bambino riesce a stare seduto in autonomia, anche se naturalmente gli serve ancora un appoggio. Scopre i suoi piedini e inizia a portarseli alla bocca. Inizia, inoltre, la scoperta dei genitali e si riconosce guardandosi allo specchio. Non è raro, infatti, che in quest'occasione il bambino sorrida a se stesso. Il bagaglio di esperienze è notevole già a questo punto. Tra il settimo e l'ottavo mese si verificano altre importantissime conquiste. Riesce, infatti, a stare seduto a gambe tese, trasferisce gli oggetti da una mano all'altra con una sicurezza senza dubbio superiore, si muove a carponi.
La fase compresa tra il nono e il dodicesimo mese è caratterizzata dalla deambulazione in posizione eretta. Iniziare a camminare è un passo importantissimo. Bisogna aiutare il bambino lasciandolo camminare in modo progressivo, possibilmente a piedi scalzi per favorirne l'equilibrio. Anche il linguaggio si sviluppa in questa fase.

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cosa succede a 6 anni di vita

Le più importanti sono le abilità motorie acquisite a 6-7 anni. Anche i cambiamenti fisici che si verificano tra 6 e 12 anni sono semplici filtri di queste capacità motorie a velocità crescente, migliorando il coordinamento, competenza nello svolgimento dell'attività fisica. Durante questo periodo ci sono cambiamenti ormonali a 8 anni nelle femmine e 10 anni nei maschi. Per Piaget, è un momento importante e significativo come quando il bambino comincia ad usare simboli per 2 anni. Questo è il periodo operativo concreto. Un'operazione è l'insieme di modelli astratti e potente come reversibilità interno, sottrazione, addizione, moltiplicazione, divisione, seriation. Le caratteristiche principali sono la conservazione, a 6 anni il bambino ha acquisito la conservazione del liquido, la sostanza, e il numero. In 7-8 anni è la conservazione di peso. A 10-11 anni la conservazione di volume. Per raggiungere questo livello di comprensione, il bambino usa diverse strategie che può essere reversibile, l'aggiunta o la sottrazione, la compensazione. - La classificazione a 7 anni il bambino capisce il principio di inclusione di classe. - La logica è di tipo induttivo. Per Piaget, sembra che il bambino sviluppa in questo momento una logica induttiva quando si passa al'esperienza di regole più generali.

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I presenti contributi sono stati redatti dagli autori ivi menzionati a solo scopo informativo tramite l’utilizzo della piattaforma www.o2o.it e possono essere modificati dagli stessi in qualsiasi momento. Il sito web, www.o2o.it e Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. (già Banzai Media S.r.l. fusa per incorporazione in Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.), non garantiscono la veridicità, correttezza e completezza di tali contributi e, pertanto, non si assumono alcuna responsabilità in merito all’utilizzo delle informazioni ivi riportate. ATTENZIONE: tali contributi in nessun caso possono costituire la prescrizione di un trattamento o sostituire la visita specialistica o il rapporto diretto con il proprio medico curante. È pertanto necessario consultare SEMPRE il proprio medico curante e/o specialisti. Per maggiori informazioni leggi il “Disclaimer »”.

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