Lavoro e gravidanza: consigli pratici

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Ecco ci siamo, ci speravate così tanto, avete fatto il vostro test di gravidanza ed eccolo là in bella mostra il risultato che speravate così tanto, siete incinte! Contentezza, gioia, mista a paura e smarrimento si agitano in voi, per non parlare dei mille interrogativi che affollano disperatamente la vostra mente, primo fra tutti: e con il lavoro? Come farò a conciliare il lavoro con la gravidanza? Niente paura! Se seguirete i nostri pratici consigli riuscirete a gestire e a vivere il periodo più entusiasmante della vostra vita, in maniera tranquilla e serena.

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Il vostro lavoro è al sicuro anche in gravidanza

La prima cosa che vi consigliamo è di rilassarvi, la vostra occupazione è al sicuro. Nessuno può esonerarvi dal vostro impiego. La legge, infatti, vieta al datore di lavoro di licenziarvi dall'inizio del periodo di gravidanza fino al compimento di un anno di età del vostro bambino se non per casi eccezionali come il licenziamento per giusta causa, la scadenza dei termini del contratto, la cessazione dell'attività dell'azienda presso la quale lavorate. State serene, quindi.

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La domanda di indennità di maternità

A causa della vostra condizione ed in quanto lavoratrici dipendenti avrete diritto ad "un'indennità di maternità" di cui potrete beneficiare, pagata dall'INPS e anticipata dal vostro datore di lavoro. La domanda, però, deve essere presentata, preventivamente e telematicamente al sito dell'INPS oppure ad uno dei tanti patronati disponibile nella vostra zona di appartenenza, prima del periodo di inizio del congedo di maternità e comunque non oltre un anno, pena l'esclusione del diritto.

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Il momento in cui direte al vostro capo di essere incinte

Uno dei momenti più difficili da affrontare quando si è una lavoratrice dipendente è proprio quello di dire al vostro capo che siete incinte. Per quest'ultimo, infatti significa dover far a meno di una risorsa certa e, spesso, di andare incontro, a livello organizzativo, a possibili "seccature".
Cercate, quindi di tranquillizzare il vostro capo, dimostrandogli che il vostro periodo d'assenza sarà gestito meticolosamente ed avendo cura di ogni minimo dettaglio, di rispettare tutte le consegne e senza lasciare nulla di indefinito.

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Il lavoro durante la gravidanza

È bene ricordare che aspettare un bambino non significa essere malate. A meno che voi non facciate un lavoro particolarmente pesante dal punto di vista fisico, sappiate che è possibile lavorare fino agli ultimi mesi di gravidanza, avendo cura, però, di non affaticarvi più del necessario. Recenti studi affermano, infatti che stare troppe ore in piedi o lavorare più di 40 ore a settimana possa avere ripercussioni negative sul feto e rallentarne, quindi la crescita.

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Il lavoro durante il periodo di maternità

Durante il periodo di maternità, ricordatevi del vostro lavoro. Può sembrare paradossale ma "farsi vive" durante il periodo di congedo è importante perché aiuterà a far capire alla vostra azienda che siete intenzionate a ritornare al più presto alla vostra mansione e che nutrite massimo rispetto e fedeltà nei confronti del vostro capo, dei colleghi e dell'ambiente in cui lavorate. Quando potete, quindi, recatevi sul luogo di lavoro, il vostro interesse e la vostra presenza servirà a ribadire implicitamente la vostra intenzione a riprendere al più presto la vostra vecchia occupazione.

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I presenti contributi sono stati redatti dagli autori ivi menzionati a solo scopo informativo tramite l’utilizzo della piattaforma www.o2o.it e possono essere modificati dagli stessi in qualsiasi momento. Il sito web, www.o2o.it e Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. (già Banzai Media S.r.l. fusa per incorporazione in Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.), non garantiscono la veridicità, correttezza e completezza di tali contributi e, pertanto, non si assumono alcuna responsabilità in merito all’utilizzo delle informazioni ivi riportate. ATTENZIONE: tali contributi in nessun caso possono costituire la prescrizione di un trattamento o sostituire la visita specialistica o il rapporto diretto con il proprio medico curante. È pertanto necessario consultare SEMPRE il proprio medico curante e/o specialisti. Per maggiori informazioni leggi il “Disclaimer »”.

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