Idee per stimolare lo sviluppo sociale del bambino

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Lo sviluppo sociale può essere definito un processo in cui il bambino si evolve rapportandosi con gli altri. Per "altri" bisogna intendere innanzitutto i genitori, poi gl altri membri della famiglia. Il rapporto che si intreccia con loro nei primi anni di vita influenzerà le modalità di approcciarsi a tutti gli esseri umani in genere. Poi vengono la scuola, che si occupa di condurre l'individuo verso un adeguato sviluppo cognitivo, il gruppo dei pari (fondamentale per lo sviluppo della cooperazione che porta al superamento dell'individualismo e dell'egoismo), e ancora le associazioni, la Chiesa, i mass media. Possono agire in sinergia tra loro o in concorrenza, proponendo modelli opposti. Lo sviluppo sociale si può allora intendere come una progressiva integrazione in contesti sociali sempre più ampi. In un'ottica evolutiva, tale processo va a braccetto con lo sviluppo della personalità: il bambino, individuo unico, è insieme collegato agli altri, si adatta all'ambiente circostante rimanendo comunque se stesso e mantenendo il proprio personale equilibrio. Egli appare come un essere tendenzialmente asociale che, mediante l'interazione con gli adulti, diventa in grado di acquisire quei comportamenti indispensabili per fare parte integrante di una comunità. Per voi, alcune idee per stimolare lo sviluppo sociale del bimbo.

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Ricercare il contatto fisico

La famiglia soddisfa quelli che Maslow ha individuato come i quattro bisogni fondamentali, ossia quello fisico, di cibo, difesa, sicurezza, quello sociale, di affetto e amore, quello di autostima
per formare la propria personalità in fieri, e infine quello di autorealizzazione, che consiste nell'esplicitare le proprie potenzialità. I legami con la madre si sviluppano da subito, favoriti anche dal contatto fisico. I primi mesi di vita rappresentano un periodo di intensa stimolazione affettiva e sociale. La madre deve quindi cercare sempre il contatto fisico con il suo piccolo, intercettandone lo sguardo. Per questo è necessario accarezzarlo con un dito (oltre a parlargli continuamente, seppur comunicando ancora in due lingue diverse). Oppure prenderlo in braccio e cullarlo per farlo calmare se è agitato. Ricordatevi di non fare altre attività mentre passate del tempo con lui, per aiutarlo a rafforzare l'autostima e la fiducia in se stesso. L'allattamento è la prima esperienza socio-affettiva del bimbo; con il padre può invece condividere il momento del bagnetto.

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Lasciarlo giocare

Il gioco non si riduce a semplice passatempo. Intanto per il bambino è una cosa seria, come dimostra il fatto che mentre gioca è molto concentrato, è "preso". In particolare, il role-taking consiste nell'assunzione del ruolo e del punto di vista altrui ed è molto proficuo per lavorare sulla sua empatia e la sua capacità di immedesimarsi con le altre persone, favorendo così la cooperazione e un atteggiamento di apertura. Per questo possono tornare utili quei giochi in cui il bambino impersona più ruoli. I puzzle, i giochi di memoria e da tavola poi, oltre a essere una vera e propria palestra per la mente (poiché allenano concentrazione e memoria), sono fantastici per favorire la socializzazione dei bambini. A casa dei cuginetti, con i figli dei vicini di casa, non importa, basta giocare!

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Portarlo al parcogiochi

Favorire in tutti i modi le occasioni di socializzazione con altri bambini è fondamentale, specialmente per i figli unici. Per questo, punti di ritrovo per l'infanzia come i parchi giochi, le giostre, gli incontri di lettura organizzati dalle biblioteche per i più piccoli sono delle occasioni imperdibili.

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Iscriverlo all'asilo

Negli asili i bambini possono giocare insieme, apprendere, litigare, condividere e stringere amicizie, persino prendersi le prime cotte. In una parola: sperimentare. Non bisogna privarlo di un'esperienza così costruttiva per continuare a tenerlo sotto l'ala come mamma chioccia. Capisco le difficoltà a separarsi dal proprio piccolo, ma frequentare un asilo contribuisce alla sua maturazione sociale, consentendogli di diventare più autonomo e indipendente.

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Fargli scegliere uno sport

Fermo restando che non deve essere fonte di stress, la ginnastica, la danza, il calcio e gli sport di squadra, il nuoto, il judo sono tutte attività ottimali se praticati all'età giusta. L'attività fisica stimola il cervello del bambino, inoltre fare parte di un gruppo sportivo gli darà maggiore sicurezza e fiducia, consentendogli di fare amicizia con i compagni di allenamento.

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I presenti contributi sono stati redatti dagli autori ivi menzionati a solo scopo informativo tramite l’utilizzo della piattaforma www.o2o.it e possono essere modificati dagli stessi in qualsiasi momento. Il sito web, www.o2o.it e Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. (già Banzai Media S.r.l. fusa per incorporazione in Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.), non garantiscono la veridicità, correttezza e completezza di tali contributi e, pertanto, non si assumono alcuna responsabilità in merito all’utilizzo delle informazioni ivi riportate. ATTENZIONE: tali contributi in nessun caso possono costituire la prescrizione di un trattamento o sostituire la visita specialistica o il rapporto diretto con il proprio medico curante. È pertanto necessario consultare SEMPRE il proprio medico curante e/o specialisti. Per maggiori informazioni leggi il “Disclaimer »”.

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