Cosa fare se il bambino si sveglia spaventato

tramite: O2O
Difficoltà: facile
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Introduzione

Durante la crescita di un bambino, i genitori si trovano ad affrontare piccoli e grandi problemi. Non si è mai preparati abbastanza. Di sicuro ci deve essere la lucidità per capire al volo l'eventuale problema e cercare una soluzione veloce ed efficace. È il caso del bambino che improvvisamente si sveglia spaventato. Cosa fare, se accade durante il sonnellino pomeridiano o notturno? Vediamo, rapidamente, come dobbiamo comportarci in questa situazione.

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Comportamento in età neonatale

In età neonatale e cioè nei primi quaranta giorni dopo la nascita, è molto difficile che il bambino si svegli spaventato. Non ha ancora un bagaglio culturale che gli possa procurare delle vere e proprie paure. Se durante il sonno si dovesse verificare un improvviso risveglio accompagnato da un pianto di particolare intensità, occorre escludere le possibili cause, come il dolore, la fame ed il disagio procurato dal pannolino particolarmente sporco. La prima cosa da fare, nel frattempo è quella di prendere dolcemente in braccio e poggiarlo sul proprio petto. Mentre si massaggia delicatamente, il bambino con il calore ed il profumo del genitore si dovrebbe calmare in tempi brevissimi.

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Comportamento in età infantile

Durante la crescita il bambino apprende di tutto ed affina gli stati d'animo. A volte è la famiglia che rafforza alcuni sentimenti e particolari stati d'animo. Erroneamente si attribuiscono qualità esageratamente negative ad oggetti ed eventi, a scopo educativo. Il famoso "lupo cattivo" ha turbato per anni i sogni di molti bambini. Se un bambino di quattro-cinque anni si sveglia spaventato, molto probabilmente ha fatto un brutto sogno. Spesso si tratta di personaggi di fantasia che nel sogno minacciano il nostro bambino. Cosa fare? Vista l'età, si può facilmente capire se si è trattato di un incubo. Non deridere il bambino. Per lui è una cosa seria e verosimile. Abbracciare il piccolo è il primo passo. Per facilitare la sua tranquillità si può portare nel lettone e farsi raccontare con calma cosa lo ha turbato così tanto da svegliarlo. Usare sempre un tono di voce calmo e rassicurante. Quando si calma, il passo più difficile è quello di riportarlo nel suo lettino. Con fermezza si mette a letto e con le carezze e tanta pazienza si aspetta che si riaddormenti.

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Possibili cause

Tra le possibili cause che portano il bambino a svegliarsi spaventato, oltre al frequente incubo da improbabili "mostri" ce ne sono alcune non rimediabili. Si tratta di un necessario trasferimento della famiglia in un'altra casa o in un altro paese. Una causa di difficile gestione è anche un lutto in famiglia o la separazione dei genitori. Anche il distacco di un fratello o sorella maggiore che cambia città per motivi di studio, può minare l'equilibrio e la serenità del piccolo. Se si è consapevoli della possibile causa il comportamento di fronte al bambino che si sveglia spaventato, sarà finalizzato a tranquillizzare il piccolo con le dovute frasi e proposte di miglioramento della situazione di partenza.

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Prevenzione

Non è semplice prevenire gli incubi nel bambino. Quello che si può fare è pianificare serenamente il sonno del piccolo. Innanzitutto, occorre fare attenzione ai discorsi che si fanno davanti ai nostri figli. Anche se a volte non capiscono il significato di alcuni dialoghi, ne percepiscono gli stati d'animo che provocano, come ansia e preoccupazione. Evitiamo la visione di trasmissioni che parlano di sentimenti negativi e frustranti. I vari casi di cronaca nera riccamente proposti in tv, spesso turbano il sonno dei nostri piccoli. Anche i discorsi degli acciacchi inevitabili o improvvisi in famiglia, se ripetuti in continuazione, incuteranno la paura di perdere un familiare o un amico. Rispettiamo l'età dei nostri figli e non carichiamoli anche dei nostri pensieri.

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I presenti contributi sono stati redatti dagli autori ivi menzionati a solo scopo informativo tramite l’utilizzo della piattaforma www.o2o.it e possono essere modificati dagli stessi in qualsiasi momento. Il sito web, www.o2o.it e Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. (già Banzai Media S.r.l. fusa per incorporazione in Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.), non garantiscono la veridicità, correttezza e completezza di tali contributi e, pertanto, non si assumono alcuna responsabilità in merito all’utilizzo delle informazioni ivi riportate. ATTENZIONE: tali contributi in nessun caso possono costituire la prescrizione di un trattamento o sostituire la visita specialistica o il rapporto diretto con il proprio medico curante. È pertanto necessario consultare SEMPRE il proprio medico curante e/o specialisti. Per maggiori informazioni leggi il “Disclaimer »”.

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