Cos'è il Riflesso di Moro

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Quando avviene l'avvenimento della nascita di un bambino, per poter affrontare nel migliore dei modi l'entrata in un nuovo mondo con delle protezioni limitate e con stimoli sensoriali numerosi, ha bisogno dei riflessi neonatali. Questi riflessi sono delle reazioni involontarie di natura arcaica, che rispondono a finalità precise adattive ai fini della sopravvivenza post-parto. Esse sono fisiologiche nei primi mesi post-parto, e termina di solito entro il primo anno di vita. Continuate la lettura di questo tutorial per capire Cos'è il Riflesso di Moro. Buona lettura!

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Rappresenta la ricerca di qualcuno o qualcosa a cui aggrapparsi

A differenza di altri riflessi neonatali come il riflesso di sobbalzo, tale riflesso di Moro, sembra rappresentare un ricerca di qualcuno o qualcosa a cui aggrapparsi quando si è in situazioni di pericolo. Un'ulteriore prova è il fatto che il riflesso di Moro potrà essere inibito mettendo qualche oggetto nelle mani del neonato. Un'interpretazione dello scopo adattivo del riflesso di Moro comunica che tale riflesso neonatale è utile per favorire ed anche facilitare il primo atto respiratori, rompendo gli schemi flessori predominanti in utero tramite dei pattern estensori. Tale ipotesi è avvalorata dal fatto che per quanto concerne il riflesso di Moro, c'è una componente estensoria che investe l'utilizzo delle mani e delle braccia.

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Il riflesso di Moro è una reazione del bambino

Per la prima volta fu descritto dal suo scopritore che era Ernst Moro. Il riflesso di Moro, solitamente, compare già in epoca embrionale, cioè verso la trentesima settimana, scomparendo in modo progressivo entro il quarto mese dopo il parto. Si possono trovare comunque sporadici episodi piccoli, simili al riflesso di Moro fino a un anno dal parto. Il riflesso di Moro, chiamato anche di abbraccio, è una improvvisa reazione del bambino che allorquando gli si toglie il supporto sul quale poggiava, o sente un rumore improvviso, fa un sobbalzo allargando dita e braccia che inseguito le piega a pugno. Si potrà assistere al riflesso di Moro tutte le volte che il bambino sente una sensazione di pericolo.

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Entro il primo anno di età scompare

Come abbiamo anticipato prima, di norma tale riflesso, scompare completamente entro il primo anno di età. Diverse volte succede anche che il riflesso di Moro, come altri riflessi neonatali, continua anche sotto forme che sono meno evidenti dopo il primo anno di età. Se fosse così, occorre stare molto attenti siccome il persistere del riflesso di Moro, come di altri riflessi neonatali, potrà portare a sofferenze neurologiche che potrebbero ostacolare un conseguimento normale dei sincronismi sensoriali e motori. Le cause che potranno portare alla persistenza del riflesso di Moro sono quasi tutte collegabili a delle gravidanze che sono state difficili.

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Movimenti che farà il bimbo

Mentre diversi bambini a volte scherzano per nessun apparente motivo, solitamente è in risposta ad un rumore forte, un movimento improvviso oppure la sensazione di cadere (ad esempio, quando mettete il vostro piccolo giù nel suo letto senza un sostegno sufficiente). Stringerà il suo corpo, le braccia in alto, aprendo i pugni solitamente strettamente stretti, allargando le ginocchia, portando le braccia, stringendo i pugni tenuti vicini al suo corpo, come quasi si abbandona. Qualche secondo successivo, come improvvisamente ha iniziato, finisce. La ragione è questa: il primo tentativo del bambino è quello di proteggersi dal male. È presente fin dalla nascita. Quando andrà via? Quando il bambino ha 6 settimane circa, acclamando la vita all'esterno e sentendosi maggiormente sicuro nei suoi dintorni (grazie a voi genitori amati). Il suo riflesso di spavento andrà via via sparendo e in ultima analisi scomparirà quando il bambino ha 4 o 6 mesi di età. Al tempo stesso, non dovrete sudare, però cercare di offrire al vostro piccolino, tantissimo sostegno aggiuntivo quando starete raggiungendo da un posto all'altro.
Se il bambino si risveglia, provate a stringerlo a voi facendolo sentire più al sicuro.

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I presenti contributi sono stati redatti dagli autori ivi menzionati a solo scopo informativo tramite l’utilizzo della piattaforma www.o2o.it e possono essere modificati dagli stessi in qualsiasi momento. Il sito web, www.o2o.it e Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. (già Banzai Media S.r.l. fusa per incorporazione in Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.), non garantiscono la veridicità, correttezza e completezza di tali contributi e, pertanto, non si assumono alcuna responsabilità in merito all’utilizzo delle informazioni ivi riportate. ATTENZIONE: tali contributi in nessun caso possono costituire la prescrizione di un trattamento o sostituire la visita specialistica o il rapporto diretto con il proprio medico curante. È pertanto necessario consultare SEMPRE il proprio medico curante e/o specialisti. Per maggiori informazioni leggi il “Disclaimer »”.

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