Compiti a casa: 5 concetti-chiave per i genitori

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

I compiti a casa sono spesso fonte di ansia e preoccupazioni per i genitori. Che i propri figli frequentino le scuole elementari, medie o superiori, le preoccupazioni restano, anzi si fanno sempre più intense man mano che le difficoltà scolastiche aumentano e si avvicina, inoltre, la fine ed il compi mento degli studi. I propri figli saranno preparati abbastanza per affrontare il mondo dell'università o addirittura direttamente quello del lavoro? Ecco, quindi, che i genitori riversano sui compiti a casa tutte le proprie speranze: l'unica cosa che pensano di poter "controllare" e su cui poter influire. Ma quali sono i "concetti-chiave" che un genitore deve tenere sempre presenti quando si tratta di compiti a casa? Crediamo di poterli raggruppare e restringere fondamentalmente a 5, i più importanti ed essenziali.

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Non fare i compiti al posto loro

La prima cosa che deve necessariamente entrare in testa ai genitori è quella che i compiti devono essere svolti dai propri figli, senza sostituirsi a loro pensando che non siano in grado o che altrimenti possano prendere un brutto voto a scuola. Se i compiti a casa vengono assegnati dagli insegnanti, infatti, è proprio perché i bambini (o i ragazzi) si esercitino e imparino a fondo la materia. Lasciate, dunque, che svolgano i loro compiti, aiutandoli, se necessario, spiegando loro meglio i concetti chiave per andare avanti in caso di "blocco totale".

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Non correggere i loro compiti

Un altro concetto importante, forse più difficile da comprendere per i genitori apprensivi e perfezionisti, è che i compiti svolti a casa non dovete correggerli voi. Gli insegnanti esistono apposta per questo, ed è fondamentale che siano loro a farlo. Vi chiederete "perché"! Ebbene, a rischio che i vostri figli possano prendere anche un cattivo voto, è bene che l'insegnante sappia quali difficoltà i vostri figli hanno riscontrato nello svolgere i compiti, così da poter eventualmente rispiegare loro quanto non hanno ben compreso, e magari anche interrogarsi sui propri metodi didattici, qualora sia un'intera classe a svolgere male i compiti a casa: forse il suo modo di spiegare o di approcciarsi è errato, e sarà bene che lo capiscano.

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Lasciarli studiare da soli

È importante, inoltre, che già dalla tenera età e quindi dalle scuole elementari, i bambini imparino a fare i propri compiti da soli, in completa autonomia. Non sarà corretto, quindi, rimanere seduti accanto a loro per tutto il tempo finché non avranno terminato. In questo modo, infatti, si adageranno troppo sulla vostra presenza e potrebbero avere poi difficoltà in classe, dove voi non siete presenti, a svolgere i propri compiti. Lasciate, dunque, che imparino a gestirsi i propri tempi e l'ordine in cui svolgere i compiti. Sarà un ottimo investimento per il futuro, il migliore che possiate regalare ai vostri figli: l'indipendenza.

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Controllare i loro compiti

Ma se abbiamo detto che non dovreste correggere i compiti dei vostri figli, né tanto meno farli al loro posto e neanche presenziare tutto il tempo durante lo svolgimento, ciò non significa che non dobbiate però controllare il lavoro svolto. Un genitore attento e presente deve sempre essere a conoscenza di quanto fatto o non fatto dai propri figli, rendersi conto del loro livello di apprendimento e delle loro eventuali difficoltà, così da poter intervenire in caso di problematiche più serie (come difficoltà di apprendimento o problemi con gli insegnanti). Una sbirciatina ai loro quaderni e libri sarà sempre necessaria, magari quando i vostri figli non vi guardano.

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Dargli fiducia

Ultimo ma non per importanza, è dargli fiducia. Ciò consiste, quindi, nel fidarsi di loro quando vi dicono che "hanno finito", o che "non hanno compiti quel giorno" o che "sono preparati". Controllate, dunque, quanto da loro svolto in segreto, così da sapere se vi stanno mentendo. Ma attenzione, non dovrete rinfacciare loro qualche piccola bugia. Tenete per voi la consapevolezza che vi stanno mentendo, e lasciate correre persino il brutto voto, se preso di tanto in tanto. Vedrete che il riporre fiducia alla fine ripaga sempre. Ovviamente, ciò deve valere solo se la "bugia" è una cosa sporadica e non compromette il rendimento finale. In caso contrario, sarà bene fare un passo indietro e capire dov'è che risiede il problema di tale comportamento. Potreste scoprire che i compiti a casa dovrebbero essere l'ultimo dei vostri pensieri (ma ci auguriamo vivamente di no!)

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