Come sviluppare l'intelligenza emotiva nei bambini

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Le emozioni sono un fenomeno di fondamentale importanza nella nostra vita. Il mondo delle emozioni è molto complesso e vario; conoscerlo e saperlo governare aiuta in modo notevole la gestione della nostra vita, i rapporti con gli altri, ma anche e sopratutto con noi stessi. Tuttavia, la consapevolezza dei propri stati emotivi risente dell'educazione che si ha avuta fin dalla prima infanzia. L'importanza dell'educazione dei bambini sotto questo punto di vista è stata messa in rilievo da numerosi studi scientifici ed esperimenti condotti da psicologi e psicoterapeuti; secondo queste ricerche, insegnare ai piccoli a conoscere e quindi a saper esprimere i propri sentimenti in modo cosciente è il primo passo per imprimere dentro di loro uno spirito di empatia e di socialità, oltre che di auto-analisi, che gli permetterà di affrontare il futuro nel migliore dei modi. Ecco come sviluppare l'intelligenza emotiva nei bambini.

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Gli studi di cui abbiamo parlato dimostrano che, già attorno ai quattro anni, il bambino è in grado di esercitare un certo controllo sui propri impulsi istintivi interni. Certo, non è solo una questione di carattere o temperamento individuale; non deve mancare un certo esercizio da parte del bambino, o del ragazzo più avanti, per poter sempre meglio essere consapevole dei sentimenti o delle spinte interiori. Come può concretamente un genitore, un educatore, accompagnare un bimbo in questo non semplice compito? Innanzitutto bisognerebbe abituarlo ad esprimere con un certo nome l'emozione che prova in un determinato momento. Rabbia, gioia, tristezza: sono dimensioni emotive profondamente differenti tra di loro, e da non confondere con sensazioni fisiche. Incoraggiare innanzitutto il bambino a nominarle, senza paura, alla propria persona di fiducia.

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Ma la dimensione emotiva del bambino non si riduce ad un fenomeno esclusivamente interiore; bisogna mettere alla prova la capacità di espressione e gestione dei propri sentimenti nel contesto in cui, anche crescendo, si troverà sempre immerso il bimbo: cioè quello sociale. Si può quindi dire che esiste anche una “dimensione esterna” dell'emotività; e non sempre le sensazioni che il bambino proverà saranno piacevoli.

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Per concludere, ognuno è un individuo a parte; ma si può certamente cercare sempre di migliorare la conoscenza di sé per facilitare l'apertura verso gli altri e la consapevolezza dei propri obbiettivi, reagendo quindi positivamente anche alle esperienze negative della vita.

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I presenti contributi sono stati redatti dagli autori ivi menzionati a solo scopo informativo tramite l’utilizzo della piattaforma www.o2o.it e possono essere modificati dagli stessi in qualsiasi momento. Il sito web, www.o2o.it e Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. (già Banzai Media S.r.l. fusa per incorporazione in Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.), non garantiscono la veridicità, correttezza e completezza di tali contributi e, pertanto, non si assumono alcuna responsabilità in merito all’utilizzo delle informazioni ivi riportate. ATTENZIONE: tali contributi in nessun caso possono costituire la prescrizione di un trattamento o sostituire la visita specialistica o il rapporto diretto con il proprio medico curante. È pertanto necessario consultare SEMPRE il proprio medico curante e/o specialisti. Per maggiori informazioni leggi il “Disclaimer »”.

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