Come stimolare un bambino a camminare

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Quando un bambino inizia a camminare? Senza dubbio quando glielo consentono le strutture ossee e muscolari ma anche quando tutte le funzioni neurologiche che permettono la marcia sono appropriatamente mature. Un altro aiuto fondamentale, quando il bambino non cammina ancora e predilige gattonare per andare in giro, può arrivare dai genitori che lo stimolano a muovere i passi iniziali: certo non è una cosa abbastanza facile, in quanto sarà necessario avere molta pazienza e un pochino d'impegno; il passaggio dallo strisciare al camminare richiede sempre un po' di tempo (considerando il fatto che i piccoli s'abituano a gattonare per eseguire i loro spostamenti). Qualora venisse stimolato correttamente, al bambino verrà automatico iniziare a passeggiare: per sapere come bisogna procedere esattamente, dovremo andare a leggere i passaggi successivi di questa pratica guida.

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Occorrente

  • Oggetti vari (giocattoli, ciuccio o biberon)
  • Tappeto imbottito
  • Premi (carezze, baci, ecc.)
  • Pazienza
  • Sorriso
  • Sicurezza
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Attirare la sua attenzione su alcuni oggetti

Innanzitutto, occorre sapere che esistono tre fasi diverse che conducono un qualsiasi bimbo a camminare autonomamente, senza alcuna problematica specifica, ovvero l'abbandono del gattonamento, i passi iniziali con l'aiuto dei genitori e la conquista della sicurezza sui due piedi. Queste tre fasi sono successive fra loro e ciascun bambino potrebbe impiegare dei tempi differenti per passare dall'una all'altra. La prima operazione da compiere è quella di far comprendere al bambino quali sono i vantaggi dello stare in piedi e del camminare, semplicemente attirando la propria attenzione con degli oggetti di suo particolare gradimento (come i giocattoli, il ciuccio o il biberon) e mettendo quest'ultimi sopra un piano dove il bimbo non possa raggiungerli da seduto ma soltanto alzandosi da terra.

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Incitarlo a muovere i primi passi

Dopodichè, occorrerà indicargli il posto in cui è situato un determinato oggetto e lasciare che sia libero di eseguire i suoi tentativi per afferrarlo (accompagnati probabilmente da pianti e lamentele): vi suggeriamo di collocare un tappeto imbottito sul pavimento o qualcosa che riesca a smorzare le eventuali cadute. Quando il bambino avrà cominciato ad alzarsi spesso in piedi, sarà il momento d'incitarlo a muovere i primi passi: basterà posizionarsi alle sue spalle, tenerlo per entrambe le mani e incoraggiarlo a muoversi magari accompagnando quest'azione con dei suoni ripetitivi e divertenti.

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Premiare il bambino per il traguardo raggiunto

Di volta in volta, il piccolo acquisterà sicurezza sui due piedi, finché non sarà finalmente in grado di camminare senza bisogno di alcun sostegno; adesso, bisognerà lasciare il bambino senza nessun supporto: certamente avverranno delle cadute e dei pianti ma sarà assolutamente normale. Occorrerà incoraggiare il bimbo a muoversi da solo e stimolare le proprie esperienze solitarie: per fare ciò, basterà attirare l'attenzione del piccolo con un determinato oggetto oppure stimolarlo a raggiungere una persona a lui cara. Una pratica da non sottovalutare è quella di premiare il bambino dopo le sue brevi passeggiate anche soltanto con una carezza o qualche bacio.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Se il bambino è in sovrappeso, potrebbe non riuscire a camminare per colpa dell'eccessivo peso: in questo caso, rivolgetevi al vostro pediatra di fiducia
  • Sarà necessario consentire al bambino di esplorare liberamente l'ambiente, dopo averlo messo in sicurezza: negli spazi eccessivamente limitati, egli tenderà a non camminare
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I presenti contributi sono stati redatti dagli autori ivi menzionati a solo scopo informativo tramite l’utilizzo della piattaforma www.o2o.it e possono essere modificati dagli stessi in qualsiasi momento. Il sito web, www.o2o.it e Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. (già Banzai Media S.r.l. fusa per incorporazione in Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.), non garantiscono la veridicità, correttezza e completezza di tali contributi e, pertanto, non si assumono alcuna responsabilità in merito all’utilizzo delle informazioni ivi riportate. ATTENZIONE: tali contributi in nessun caso possono costituire la prescrizione di un trattamento o sostituire la visita specialistica o il rapporto diretto con il proprio medico curante. È pertanto necessario consultare SEMPRE il proprio medico curante e/o specialisti. Per maggiori informazioni leggi il “Disclaimer »”.

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