Come spiegare la povertà ai bambini

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

La povertà è un tema di toccante attualità che, direttamente o indirettamente, interessa tutti noi. Ci imbattiamo quotidianamente in persone che per necessità sono costrette a mendicare qualche moneta per poter acquistare un tozzo di pane per sfamarsi o che vediamo dormire sulle panchine del parco perché non hanno una casa, o ancora bussano alle nostre porte offrendosi per fare qualsiasi tipo tra i lavori più umili e meno pagati. Spesso si tratta di uomini o donne soli, senza famiglia, esclusi da una società sempre più egoistica ed individualistica, dove primeggiano uomini incentrati solo su se stessi. Davanti queste scene le domande dei nostri figli nascono quasi spontanee: "Perché quell'uomo dorme sulla panchina?" o ancora "Perché quella donna siede per terra con un bimbo in braccio?". Ma noi siamo pronti a dare le risposte giuste? Ma come spiegare ai bambini cos'è la povertà? Di seguito troverete alcuni suggerimenti per poter affrontare questo delicato argomento anche con i più piccoli.

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Per prima cosa è bene ricordarsi che i bambini sono molto curiosi e, quindi, è normale che alla vista di un senza tetto o di alcune immagini viste in programmi televisivi o al telegiornale o su internet, loro si pongano delle domande, o meglio ci pongano delle domande che spesso ci lasciano spiazzati. In questo caso, non dovete ignorare tali dubbi ma, al contrario, dovete soddisfare la loro curiosità, cercando ovviamente di trovare la parole e i modi giusti. Occorre, inoltre essere sinceri. I bambini, si sa, non amano affatto che gli vengano dette delle bugie, che potrebbero solo maggiormente spaventarli o disorientarli.

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Fate capire, inoltre, ai vostri bambini che non tutti hanno la fortuna di nascere in famiglie benestanti o in paesi più tranquilli e ricchi. La povertà purtroppo è una piaga che colpisce specifiche zone del nostro pianeta, al punto da costringere migliaia di persone ad affrontare viaggi molto pericolosi pur di raggiungere paesi più ricchi, come ad esempio, il nostro, nella speranza di trovare un lavoro e poter vivere un futuro migliore. Ma la povertà non è l'unico motivo per cui le persone possono decidere di andar via dai loro paesi. Infatti, le recenti cronache ce lo insegnano tutti i giorni, le guerre, che causano tanta povertà e che si stanno combattendo in diverse parti del nostro pianeta, provocano dei forti flussi migratori, verso paesi più sicuri, come l'Italia.

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Vi potrà capitare che il vostro bambino associ la povertà alla cattiveria, individuando il clochard visto per strada o al parco, come un uomo malvagio di cui diffidare e stare lontani. Nulla di più sbagliato. Fategli, quindi, capire che chi veste di stracci o dorme per strada non è sempre una persona crudele, ma è semplicemente meno fortunata di noi. Una persona che cerca di sopravvivere grazie alla carità e alla solidarietà di coloro che invece hanno di più. Ricordate, inoltre, di dire che, sebbene la maggior parte dei mendicanti proviene da paesi lontani, alcuni di loro sono nati in Italia, quindi sono italiani come lo siamo noi, e che purtroppo sono nati in famiglie disagiate o hanno avuto delle storie personali particolarmente sfortunate.

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Trattare di argomenti quali quelli della miseria e della povertà con i vostri figli sarà un modo per sensibilizzarli maggiormente all'argomento, invitandoli ad apprezzare di più la loro posizione "privilegiata". È essenziale, però, affrontare questi temi senza particolare drammaticità poiché, nel bambino potrebbe nascere un inutile senso di colpa per la sua migliore condizione di vita. Sensibilizzare i vostri figli, significa infatti insegnare loro a riflettere sulla vita e sulla necessità di aiutare concretamente chi ha bisogno, fosse cibo, una casa, un lavoro, non per mettere a posto la propria coscienza, ma per farli diventare persone migliori.

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L'essenziale è quindi far capire che esistono realtà diverse dalla nostra e che la diversità non va vissuta come una minaccia, bensì come un'acquisizione, un aggiunta di qualcosa di nuovo che prima non conoscevamo. È quindi importante che il bambino capisca che la diversità è arricchimento. E che la solidarietà non consiste soltanto nel dare denaro o cibo o regalare giocattoli, bensì è condividere con il bisognoso ciò che si ha o che si può fare, insieme.

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