Come rispondere alle sfide dei bambini

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Incentivare l'autonomia del bambino è molto importante per accrescere la fiducia in sé stesso e il suo spirito d' iniziativa: ciononostante il compito di ogni bravo genitore è prima di tutto quello di dare al proprio figlio un insieme di norme e di valori che siano in grado d' orientare e guidare il suo comportamento. L'imposizione di regole al bambino rappresenta quindi il primo passo verso la sua totale indipendenza e non un modo per tarpargli le ali e impedirgli di spiccare il volo. A volte però gestire un neonato o un bambino può risultare non molto semplice, sopratutto se il piccolo con cui avete a che fare è dotato di un carattere intraprendente e ribelle. E quanto più il papà e la mamma appariranno altalenanti e insicuri nell'imporre le proprie regole, tanto più il minore potrebbe riuscire a prendere il sopravvento: dietro a quelli che potrebbero sembrare a prima vista solo dei capricci immotivati ed inutili, potrebbe infatti celarsi il tentativo di vostro figlio di testare la vostra autorità per comprendere fino a che punto possa spingersi la sua libertà d'azione. Per accompagnare il bambino verso un corretto percorso di crescita basato prima sull'interiorizzazione di regole e valori e poi sulla propria autonomia decisionale, occorre che i genitori siano perfettamente in grado di gestire anche questo tipo di situazioni. Ecco dunque una serie di consigli utili su come rispondere alle sfide dei bambini.

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Di fronte ai capricci e alle richieste immotivate del proprio bambino, molti genitori appaiono del tutto paralizzati e incapaci di agire per imporre la loro volontà. Dopo un'iniziale reazione di imbarazzo, il genitore potrebbe anche reagire con rabbia, alzando la voce e rimproverando pesantemente il figlio il quale, vedendo il padre e la madre andare nel pallone, anziché farsi più rispettoso ed ubbidiente, potrebbe anche diventare più insistente e difficile da contenere. Di norma tutti i bambini intorno ai due anni attraversano questo passaggio, che rientra nel normale processo di sviluppo cognitivo dell'infante, allo scopo di imporre la propria personalità su quella dell'adulto. È molto importante che il genitore reagisca nel modo appropriato, mantenendo il più possibile la calma e la lucidità necessaria per affrontare il proprio piccolo: mostrarsi isterici ed arrabbiati, infatti, non fa che aumentare il desiderio del minore di violare le regole imposte dalla famiglia, come ad esempio quella di non mangiare le merendine prima della cena o di lavarsi i denti prima di andare a dormire. Se il bambino fosse molto piccolo, il suo capriccio potrebbe anche essere manifestazione di sonno o di noia, provate quindi a calmarlo cullandolo fra le braccia o provando a distrarlo con una canzoncina o un sonaglino.

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La provocazione lanciata dal bambino è un chiaro segnale di come egli stia cercando di delineare la propria autonomia, distinguendo un "io" da un "tu". Per rispondere adeguatamente alla necessità di costruire un'identità chiara e diversa rispetto all'autorità genitoriale, occorre quindi interpretare la natura delle sfide lanciate e attribuire loro il giusto significato. Molto spesso infatti questo è solo un modo da parte di vostro figlio per ottenere maggiori attenzioni, magari perché si sente trascurato. Fatevi quindi un esame di coscienza e chiedetevi se forse negli ultimi tempi il lavoro o altri impegni vi hanno assorbito un po' troppo, tenendovi magari lontano da vostro figlio e dalle sue necessità. Se così fosse, è probabile che basterà dedicargli un po' di tempo in più al giorno, soffermandosi ad ascoltare tutte le cose che ha da dire e da raccontare e non essendo avari di baci, abbracci e carezze ogni volta che lo avete sotto tiro. Vedrete che pian piano anche il più ribelle dei bambini diventerà docile e mansueto allo scopo di non infrangere l'ottimo rapporto instauratosi con voi.

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Al contrario, se vostro figlio fosse sempre al centro delle vostre attenzioni, al punto tale che negargli qualcosa risultasse per voi impossibile al fine di non contraddirlo e di non farlo piangere, è probabile che i capricci siano invece un tentativo da parte sua di affermare il bisogno di avere un orientamento. Il lassismo, così come l'iper- protezione, genera nel bambino una sensazione di smarrimento, che porta il piccolo a reagire con comportamenti provocatori. In assenza di regole ferme e certe, il bambino potrebbe sentirsi investito di un carico di responsabilità che, data l'età, risulta ancora troppo difficile da sostenere. Ecco dunque che diventa molto importante essere estremamente risoluti nell'imporre delle regole educative al bambino fin da quanto egli è molto piccolo: è inoltre fondamentale che padre e madre siano solidali in questo processo, senza mostrare indecisioni. Se la madre vieta e il padre concede (o viceversa), la reazione più immediata di vostro figlio sarà il disorientamento.

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Di fronte ad un bambino che si rifiuta di obbedire, che reagisce ad un'imposizione rompendo oggetti o urlando, i genitori devono innanzitutto dare risposte coerenti e mai contraddittorie, evitando di palesare eventuali punti di disaccordo. No alle punizioni fisiche, sì alle spiegazioni: bisogna offrire delle motivazioni che permettano al bambino di capire perché "non si fa". D'altro canto, quando il capriccio e la sfida sfociano nell'aggressività occorre mostrare fermezza, rigore e decisione. Se non si riesce a tenere fede ad una punizione e si cede alla facile tentazione di concedere tutto pur di calmare lo stato di nervosismo, il rischio è quello di perdere definitivamente credibilità e potere decisionale.

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