Come riconoscere la chetosi nei bambini

Tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

La chetosi, nota anche come acetone, è un processo biologico legato all'alimentazione. In poche parole la chetosi è una temporanea disfunzione metabolica.
Si verifica principalmente nei bambini fino ai 10 anni quando l'organismo, finiti gli zuccheri da bruciare nel sangue, inizia a bruciare i grassi. La chetosi non è una vera e propria patologia, bensì un sintomo importante di una disfunzione dell'organismo.
Vediamo in questa guida quali sono le cause più comuni, i sintomi e qualche consiglio sui rimedi. Riconoscere i sintomi della chetosi può aiutare a prevenire problemi più seri.

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Cause: Le motivazioni di questo disturbo possono essere molteplici.
La più comune è associata allo stato febbrile e al relativo cambio di abitudini alimentari.
La causa può anche essere un'alimentazione errata: il digiuno oppure una dieta troppo ricca di grassi possono provocare rapidamente una chetosi, tanto nei bambini quanto negli adulti.
Altra motivazione comune può essere un'intensa ed eccessiva attività sportiva oppure uno sforzo fisico prolungato al quale il corpo non è in grado di rispondere con gli zuccheri disponibili. L'organismo inizia così a bruciare i grassi per trovare energia sufficiente.
Tra le cause patologiche vi sono il diabete, l'alcolismo, le malattie del pancreas oppure del fegato.
La chetosi è, di per sé, un metodo utilizzato per dimagrire perché aggredisce direttamente i grassi.
Tuttavia uno stato prolungato (superiore ai 10-20 giorni) può portare grossi problemi, terminato il grasso l'organismo inizierebbe ad attaccare il muscolo.
Prestate quindi molta attenzione se decidete di seguire diete chetogeniche.

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I sintomi: Possiamo facilmente riconoscere i segni di questo disagio, l'alito infatti assume subito il tipico odore di "frutta molto matura" oppure di "solvente per unghie", mentre la lingua è spesso ricoperta di una patina biancastra e la persona accusa un senso di malessere generale.
La chetosi è spesso associata a questi sintomi:

-nausea
-dolori addominali
-mal di testa
-respiri profondi e frequenti
-sonnolenza
-disidratazione
-vertigini-aritmia cardiaca (nei casi più gravi)

In farmacia sono disponibili facili test che si possono fare a casa in pochi minuti. Sarà sufficiente fare qualche goccia di pipì su uno stick sul quale sono presenti dei reagenti per verificare la presenza di chetosi. Qualora si riscontri per un lungo periodo è sempre consigliabile rivolgersi al proprio pediatra.

Continua la lettura
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Per rimediare a questo malessere è indispensabile assumere frequentemente (ed in piccole dosi) zuccheri.
Ad esempio somministrando a piccoli sorsi: acqua zuccherata, succhi di frutta o bevande zuccherate.
Cosi facendo l'organismo reintegrerà le scorte di energia, ricominciando così a bruciare gli zuccheri anziché i grassi.
In caso di vomito provocato dall'acetone, assumere un cucchiaino di zucchero seguito da sorsi di acqua fresca. Eliminare dalla dieta tutti gli alimenti ricchi di grassi (quali ad esempio: insaccati, formaggi, latte intero, cioccolato, fritture e burro) privilegiando invece cibi ricchi di carboidrati: pasta, riso, cereali e pane.
Nel caso la situazione non migliori rapidamente o comunque in caso di dubbi, consultare il pediatra.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Non lasciate mai soli i vostri bambini e in caso di dubbi chiamare subito il pediatra
Alcuni link che potrebbero esserti utili:

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I presenti contributi sono stati redatti dagli autori ivi menzionati a solo scopo informativo tramite l’utilizzo della piattaforma www.o2o.it e possono essere modificati dagli stessi in qualsiasi momento. Il sito web, www.o2o.it e Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. (già Banzai Media S.r.l. fusa per incorporazione in Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.), non garantiscono la veridicità, correttezza e completezza di tali contributi e, pertanto, non si assumono alcuna responsabilità in merito all’utilizzo delle informazioni ivi riportate. ATTENZIONE: tali contributi in nessun caso possono costituire la prescrizione di un trattamento o sostituire la visita specialistica o il rapporto diretto con il proprio medico curante. È pertanto necessario consultare SEMPRE il proprio medico curante e/o specialisti. Per maggiori informazioni leggi il “Disclaimer »”.

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