Come riconoscere e gestire il pianto del bambino

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

I più piccoli, fin dai primi momenti della loro vita, hanno un unico modo di comunicare: il pianto.
Dapprima un flebile vagito, che è già espressivo dello stato di malessere o delle esigenze primarie. Poi un pianto più articolato ed intenso attraverso il quale il neonato o il piccolo bambino comunica alle figure parentali; ed in special modo alla madre le sue necessità. Il pianto va vissuto, dai genitori come un modo di comunicare del proprio figlio, considerato che non è ancora in grado di parlare o gesticolare. Fatta questa premessa allora viene da chiedersi: come riconoscere e gestire il pianto del neonato?

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Occorrente

  • Calma
  • Razionalità
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I primi vagiti o il pianto più articolato, in primo luogo vanon vissuti senza ansia. I neo genitori alle prime armi, difronte al pianto del figlio reagiscono in preda all'ansia, desiderosi, in primo luogo di far cessare quel richiamo allarmante del loro bambino. In questi casi invece l"imperativo è: calma prima di tutto. Il bambino, infatti, ha la capacità di percepire lo stato d'agitazione della madre o del padre al qaule inevitabilmente risponde accentuando il suo disperato richiamo. È consigliabile vivere il pianto come un atto comunicativo del bambino, che non deve toglierci razionalità ma che al contrario richiede tutta la nostra lucidità e razionalità per comprenderlo.

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I bisogni di un neonato, in normale stato di salute, non sono molti, fortunatamente. Pertanto decifrare il pianto è abbastanza semplice. Può significare infatti: fame, cacca, sonno.
Ogni volta che vostro figlio piange dovete semplicemente verificare, come prima cosa, che questo non dipenda dal disagio di avere il pannolino sporco. Questa evenienza è facilmente accettabile. Fatto questo controllo in caso di necessità è bene provvedere al cambio.

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Una volta che il piccolo è al pulito è necessario chiedersi quando ha avuto l'ultima razione di latte. Nel caso sia trascorso un congruo lasso di tempo, è bene predisporre per una nuova poppata. Nella maggior parte dei casi questa farà placare il pianto del piccolo. Nel caso in cui, invece il pianto persista non va scartata la possibilista che il neonato possa avere sonno ed abbia bisogno di un nostro aiuto per trovare la giusta calma che lo predisponga al sonno. Un po' di coccole in questo caso sono consigliate. Qualora il pianto non si plachi ed il sonno non arrivi può essere che il malessere di vostro figlio sia provocato da piccole coliche d'aria. In questo caso disponete il neonato sdraiato sulla propria pancina e massaggiategli la schiena, per rilassarlo e facilitargli l'espulsione d'aria.
Pochi semplici bisogni facilmente comprensibili. Con l"andare del tempo imparerete anche a riconoscere le varie modulazioni del pianto di vostro figlio. Capirete da quelle se si tratta di fame, sonno o cacca.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Mantenete sempre la calma difronte al pianto di vostro figlio.

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I presenti contributi sono stati redatti dagli autori ivi menzionati a solo scopo informativo tramite l’utilizzo della piattaforma www.o2o.it e possono essere modificati dagli stessi in qualsiasi momento. Il sito web, www.o2o.it e Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. (già Banzai Media S.r.l. fusa per incorporazione in Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.), non garantiscono la veridicità, correttezza e completezza di tali contributi e, pertanto, non si assumono alcuna responsabilità in merito all’utilizzo delle informazioni ivi riportate. ATTENZIONE: tali contributi in nessun caso possono costituire la prescrizione di un trattamento o sostituire la visita specialistica o il rapporto diretto con il proprio medico curante. È pertanto necessario consultare SEMPRE il proprio medico curante e/o specialisti. Per maggiori informazioni leggi il “Disclaimer »”.

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