Come interpretare l'aggressività del bambino

tramite: O2O
Difficoltà: facile
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Introduzione

Quando il bambino entra in contatto con gli altri suoi coetanei può manifestare comportamenti aggressivi nei loro confronti, ma anche in quelli di chi cerca di capirne le cause e cercare una soluzione, come genitori e insegnanti. Come interpretare l'aggressività? Cosa fare in questi casi? Il primo passo è capire la causa! È opportuno interpretare l'aggressività manifestata e correggere il bambino in tempo. La guida mostra i passi fondamentali all'interpretazione e ai rimedi.

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Evitare di essere accondiscendenti

Spesso i bambini quando i genitori non li "accontentano" hanno un atteggiamento di ripicca e spesso capriccioso. Diventano scontrosi, irascibili, arrabbiati ed aggressivi e tendono ad allontanarsi da mamma e papà, avendo una sorta di rifiuto verso di loro. Questo atteggiamento non deve però spingere il genitore ad essere accondiscendente verso il figlio per paura di essere "rifiutato". Il genitore deve mostrarsi sempre comprensivo nei confronti del bimbo aggressivo, senza urlare o mostrare a sua volta altrettanta aggressività, usando per primo le buone maniere. Non è altro che un contro-attacco, un'offensiva pacifica che dà la sicurezza al bambino che il proprio genitore è lì per lui e non lo lascerà solo, ma allo stesso tempo esprime il suo ruolo di educatore.

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Valutare la visione di scene violente

Un altro modo per interpretare l'aggressività è valutare anche la visione di scene violente da parte: sia che avvengano in TV (prendiamo come esempio i telegiornali, educativi per un pubblico adulto, ma ormai pieni di immagini cruente che spesso possono spaventare) o nei videogiochi (non solo il bambino è proiettato in un mondo diverso dal reale, ma se per di più ambientato spesso in periodi di guerra assimilerà ogni scena violenta diventando lui stesso portatore di angherie, trasformando il piccolo mondo immaginario nella sua vita di tutti i giorni) o che si tratti di litigi fra persone anche fra genitori (o forse dovrei scrivere soprattutto!). Il bambino non deve mai assistere o prendervi parte: queste immagini sono cattivi esempi che alterano il suo sistema nervoso. Spesso questo suo comportamento nevrotico, deriva dal fatto che il bambino in tenera età sviluppa principalmente il tatto e tende a difendersi, attaccando chi gli sta di fronte. È come una spugna pronta ad assimilare qualunque cosa e se le immagini proposte sono negative, il suo inconscio reagirà alzando le mani su chi ritiene un nemico.

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Abituare il bambino a familiarizzare con gli altri

L'aggressività del piccolo può essere causata anche dal suo senso di difesa: se si mostra troppo protettivo delle sue cose, tenderà a scontrarsi con chi tenta di toccarle, che siano adulti o bambini stessi. In questo caso, fate in modo che, periodicamente, scambi con altri bimbi le sue cose, i suoi giocattoli e i suoi vestiti, abituandolo a familiarizzare con gli altri. Non ricattatelo con punizioni o privazioni: il vostro obiettivo è modificare il suo comportamento scorretto, non sostituirlo con uno altrettanto poco corretto. Infine ricordate che qualsiasi comportamento dei bambini, può derivare dall'esempio che mostrano i genitori: create un ambiente armonioso, rendetelo partecipe di alcune semplici decisioni, come il colore con cui dipingere le pareti della propria cameretta, o il cartone animato da guardare nel week-end.

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I presenti contributi sono stati redatti dagli autori ivi menzionati a solo scopo informativo tramite l’utilizzo della piattaforma www.o2o.it e possono essere modificati dagli stessi in qualsiasi momento. Il sito web, www.o2o.it e Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. (già Banzai Media S.r.l. fusa per incorporazione in Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.), non garantiscono la veridicità, correttezza e completezza di tali contributi e, pertanto, non si assumono alcuna responsabilità in merito all’utilizzo delle informazioni ivi riportate. ATTENZIONE: tali contributi in nessun caso possono costituire la prescrizione di un trattamento o sostituire la visita specialistica o il rapporto diretto con il proprio medico curante. È pertanto necessario consultare SEMPRE il proprio medico curante e/o specialisti. Per maggiori informazioni leggi il “Disclaimer »”.

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