Come gestire Un Bambino Iperattivo

Tramite: O2O 16/12/2016
Difficoltà: facile
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Introduzione

Educare e crescere i bambini non è sempre semplice, essi mettono spesso alla prova i nostri nervi e sanno metterci all'angolo facilmente. Allora ci chiediamo dove abbiamo sbagliato, cosa c'è che non va nella nostra relazione col piccolo e se siamo davvero dei buoni genitori... Quando poi ci si trova di fronte ad un bambino che manifesta la sindrome da iperattività tutto sembra ancora più complicato. Cosa fare? Di cosa si tratta? Come comportarsi? In questa guida vedremo brevemente come "gestire" un bambino iperattivo.

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ADHD, sembra il nome di una strana malattia tropicale invece si tratta della sigla della sindrome da deficit di attenzione e iperattività. Questo disturbo comportamentale si manifesta soprattutto nei bambini maschi in età scolare. Le cause del disturbo non sono ancora note mentre ad oggi conosciamo i sintomi che, comunque, sono abbastanza aspecifici. Il bambino risulterà poco concentrato, molto propenso alle distrazioni, avrà difficoltà a prestare attenzione per lungo tempo alla stessa cosa e difficoltà a dormire. Spesso lo vedrete correre, urlare, dimenarsi, ridere senza motivo, essere impaziente.

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Distinguere tra irrequietezza ed iperattività non è sempre semplice. Se notate alcuni atteggiamenti particolari nei vostri bambini consultate un medico che vi indirizzerà verso la soluzione migliore. Molto spesso questi bambini vengono aiutati con farmaci specifici, prima di ricorrere a questi però sarà opportuno adottare alcuni atteggiamenti che migliorino il rapporto genitori-figli. Per prima cosa bisognerà sforzarsi di capire, voi siete gli adulti e spetta a voi prendere in mano la situazione. Cercate di mantenere sempre la calma, non perdete il controllo e non urlate. Invece di usare la forza provate a risolvere i problemi con il dialogo.

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I bambini iperattivi hanno bisogno di vivere in luoghi calmi, poco rumorosi e poco affollati. Non amano imprevisti e sorprese ed hanno bisogno di orari e punti ben fissi. Parlare con loro è molto importante, siate chiari, semplici evitando giri di parole, fate in modo di catturare la loro attenzione. Cercate di stimolarli senza mettergli pressione, lasciategli i propri spazi. Non sgridateli per le loro "stranezze", se nei loro atteggiamenti riscontrate qualche errore spiegategli con calma dove hanno sbagliato. Non arrendetevi alle prime difficoltà, ricordate che siete voi i più forti, loro sono la parte debole, quella che già si sente diversa dal resto del mondo.

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Talvolta questi bambini si oppongono a quello che diciamo per capriccio, semplicemente perché vogliono tastarci il polso e cercano di affermare la loro personalità distanziandosi da quello che diciamo. Per cui, di fronte ad una situazione complicata, non tentiamo di imporci per forza, ma cerchiamo, dialogando con astuzia, una soluzione alternativa. Poiché essi tendono ad avere problematiche relazionali coi coetanei, ponetegli delle situazioni di vita reale nelle quali deve scegliere tra diverse opzioni comportamentali. Ad esempio provate a chiedergli cosa farebbe se un amico si rifiutasse di farlo giocare. Dategli più alternative possibili, e dopo averlo fatto scegliere commentate assieme a lui le conseguenze di ogni comportamento.

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