Come gestire le emozioni dei bambini

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Gestire le emozioni dei più piccoli solitamente mette gli adulti in difficoltà, soprattutto quando si tratta di sentimenti come tristezza, rabbia o paura. I bambini non hanno filtri nell'esprimere ciò che provano e non sanno dargli un nome. Accade spesso che i genitori più o meno ansiosi si facciano prendere in modo eccessivo dalla preoccupazione e tendano a evitare di rendere partecipi i propri figli, circa quegli eventi che, secondo loro, potrebbero turbarli. Per questo motivo, proprio nei momenti più difficili della vita familiare, capita che i bambini debbano far fronte alle loro emozioni senza poter contare sul sincero aiuto delle loro figure di riferimento: la mamma o il papà. Domandiamoci se è davvero necessario temere le emozioni dei più piccoli. La verità è che spesso questi vivono le cose con molta più spontaneità e leggerezza di quanto facciamo noi adulti. I bambini hanno solo bisogno di sentire un porto sicuro presso cui fare ritorno, qualsiasi cosa accada.

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Occorrente

  • Amore, ascolto e tempo per vostro figlio
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Evitare errate interpretazioni

La prima cosa importante da fare è evitare errate interpretazioni. È risaputo che i bambini hanno difficoltà a dare un nome a quello che provano. Infatti nel periodo pre-verbale sono completamente impossibilitati nel farlo, così ciò che deve guidare l'adulto nel capire cosa accade nel piccolo è la reazione di quest'ultimo (es. Il pianto o le urla). Questa capacità di analisi viene acquisita nel tempo dai genitori, gli unici in grado di capire a fondo il proprio bambino.

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Comprendere la reazione

La seconda cosa si deve comprendere in seguito a cosa ha reagito in questo modo.
Sappiamo che i piccoli esprimono le emozioni in seguito a precisi eventi che li riguardano o a situazioni e persone che li circondano. Saper capire quale motivo causa la manifestazione emotiva può essere utile al genitore per evitare di fare interpretazioni errate sui motivi della stessa e può aiutare a farsi un'idea corretta della reale emozione sottostante. Altrettanto importante è analizzare ciò che accade dopo la manifestazione emotiva. Infatti, spesso i bambini urlano o si agitano semplicemente per attirare l'attenzione dell'adulto, per ottenerne coccole e affetto.

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Osservare cosa accade dopo la reazione emotiva

Osservare attentamente cosa accade solitamente dopo una certa reazione emotiva del bambino è un ottimo stratagemma che permette di capire cosa lo spinge a comportarsi in quel modo.
Nel caso in cui si dovesse notare che è la presenza di persone precise o l'allontanamento delle figure di riferimento a turbare il bambino, è opportuno modificare i modi attraverso cui ci si avvicina o ci si distacca dal piccolo e prepararlo al meglio a incontri e/o distacchi. Si consiglia a questo pro l'introduzione di "rituali", che si rivela spesso un'ottima strategia per aiutare il piccolo a capire che si sta avvicinando un evento o un momento preciso. Esempi classici sono il momento di andare a scuola, di andare a dormire o l'arrivo della baby-sitter.

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Osservare i comportamenti anche quando è calmo

Evitate assolutamente di prestare tempo e attenzioni solo quando il bambino è capriccioso.
Un errore frequente è coccolare o riempire di baci e vezzeggiativi il bambino dopo che ha avuto una manifestazione emotiva di un certo tipo. Non significa che non si debba mostrare interesse e affetto per il piccolo quando ci fa capire che ne ha bisogno, ma vuol dire che non si deve farlo solo in queste circostanze. Il motivo? Non è difficile immaginarlo: il bambino aumenterà i momenti di disagio non perché ne abbia più motivi del solito, bensì per assicurarsi la sua dose quotidiana di amore e affetto.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Quando il bambino è turbato per qualcosa che non conosce e di cui ha paura, parlategliene. Usando un linguaggio adeguato alle sue capacità di comprensione e mostrandovi tranquilli.
  • Evitare assolutamente di prestare tempo e attenzioni solo quando il bambino è capriccioso.
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I presenti contributi sono stati redatti dagli autori ivi menzionati a solo scopo informativo tramite l’utilizzo della piattaforma www.o2o.it e possono essere modificati dagli stessi in qualsiasi momento. Il sito web, www.o2o.it e Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. (già Banzai Media S.r.l. fusa per incorporazione in Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.), non garantiscono la veridicità, correttezza e completezza di tali contributi e, pertanto, non si assumono alcuna responsabilità in merito all’utilizzo delle informazioni ivi riportate. ATTENZIONE: tali contributi in nessun caso possono costituire la prescrizione di un trattamento o sostituire la visita specialistica o il rapporto diretto con il proprio medico curante. È pertanto necessario consultare SEMPRE il proprio medico curante e/o specialisti. Per maggiori informazioni leggi il “Disclaimer »”.

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