Come gestire l'età dei "perché?"

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

All'interno della guida che andremo a sviluppare nei prossimi passi, ci occuperemo di bambini. Per essere più precisi, ci occuperemo dell'età che va dai tre ai quattro anni, con l'aumento della curiosità che si comincia a sviluppare. Come avrete compreso dal titolo della presente guida, ora andremo a spiegarvi come gestire l'età dei "perché". Cominciamo questo percorso.
Quando i bambini raggiungono i 3, 4 anni di età iniziano ad aumentare la loro curiosità: si rivolgono al mondo in modo diverso, non comprendendo molte cose tenderanno sempre a chiedere con mille domande tutto ciò che li circonda. Per quanto può sembrare una fase un po' noiosa per alcuni, in realtà è importante per i bambini perché esprimono la loro curiosità: questa fase viene definita l'età dei "perché?". Dobbiamo essere in grado, come in ogni altro momento della loro crescita, di saper gestire questa fase perché importante per sviluppare le loro conoscenze.

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L'età dei perché

Come abbiamo visto all'interno del passo che è andato a introdurre la tematica principale di questa guida, ora andremo a spiegarvi Come gestire l'età del "perché". Non perdiamo tempo e cominciamo immediatamente ad argomentare su questo specifico tema.
I bambini a partire dai 3/4 anni cominciano ad affacciarsi sul mondo, a guardare ciò che li circonda con occhi diversi, cominciano ad interloquire con gli altri e ad autodeterminarsi. Gli adulti devono essere più recettivi e disponibili nei confronti dei bambini, noteranno come gli stessi siano divenuti più sensibili, a volte più capricciosi, spesso piangono di più, soffrono di insonnia, insomma manifestano dei cambiamenti importanti.

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Le fasi di crescita

Per le problematiche illustrate precedentemente non preoccupatevi, in quanto tutto questo è fisiologico, rientra nelle cosiddette "fasi di crescita" del bambino. Il fatto che formuli sempre nuove domande è un fattore molto positivo per il bambino perché significa che è recettivo, ha stimoli e tanta voglia di conoscere e imparare sempre di più. Noi, d'altra parte, dobbiamo essere in grado di rispondere in maniera concreta alle loro domande, con una terminologia semplice in modo tale che il bambino possa comprendere facilmente Il concetto.

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L'acquisizione di consapevolezza e i nuovi dubbi

La funzione del genitore è quella di indirizzare il bambino alla conoscenza, guidando la sua curiosità attraverso la sicurezza, le risposte, gli abbracci, il contatto, la presenza, tutti aspetti che per i nostri figli sono davvero fondamentali.
Questa specifica fase inizia a cavallo fra i tre e i quattro anni ma, chiaramente, si protrae oltre, e si modifica, in quanto a ogni scoperta nascono nuovi dubbi che vanno chiariti.
I bambini di 6/7 anni formuleranno dei "perché" più circostanziati, più dettagliati dettati anche dalla loro esperienza a scuola, a contatto con altri bambini della loro età, in questo caso le risposte devono essere un po' più dettagliate, meno semplificate ed alleggerite rispetto a prima.
Quello che è importante davvero, che è formativo per un bambino, è avere le attenzioni del genitore, deve sapere che può contare su di lui, che ci sarà sempre quando lui avrà bisogno; il bambino riesce anche a capire e a distinguere il genitore più inadeguato a rispondere a certe domande, ma lui da bambino sensibile e perspicace qual è, per non offendere quel genitore, gli farà comunque delle domande ma saranno più semplici, più adeguate a lui. I bambini non sono altro che dei piccoli adulti depurati dalle brutture della vita che vedono tutto rosa e positivo.
In ultima analisi, vi consiglio vivamente la lettura di ulteriori articoli su questo tema davvero molto interessante, specie per i genitori. Eccovi un link utile: http://www.insiemeinfamiglia.com/bambino-3-5-anni/leta-dei-perche_cosi-crescono-3-5-anni_linguaggio-3-5-anni_psicologia/.

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Consigli

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