Come gestire l'ansia da separazione

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Uno dei problemi più comuni per le mamme è quello di trovarsi ad affrontare il distacco dal proprio bambino. Solitamente questo problema si manifesta quando la mamma, dopo aver vissuto i primi mesi di vita di vita del bambino, a suo stretto contatto, diventando quasi un tutt'uno, è costretta a mancare da casa per un paio di ore al giorno; questo primo vero distacco si verifica quasi sempre, con il rientro a lavoro della neo-mamma, dopo la maternità che dura 7 mesi. E proprio in questo periodo il bambino inizia a capire che lui e la sua mamma, sono due persone distinte e inizia a svilupparsi l'ansia di perdere la propria mamma o che a uno dei due possa succedere qualcosa di brutto. Spesso la mamma soffre di fronte alla reazione del proprio bambino, ma bisogna stare tranquille e capire che è una fase normale della sua crescita.
In questo articolo proviamo a capire meglio come le neo-mamme possono imparare a gestire l'ansia da separazione dei loro bambini.

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Angoscia dell'estraneo


La prima ansia da separazione si può presentare quando il bambino inizia a vedere intorno a se nuove figure, non familiari. Il piccolo inizia a diventare più recettivo agli stimoli esterni e a diffidare di persone estranee; una delle tappe evolutive tipiche di questo percorso è la comparsa intorno all'ottavo mese (o comunque entro il primo anno di età) della cosiddetta angoscia dell'estraneo, alla cui presenza il bambino manifesta una normale reazione di paura di fronte ad una persona non familiare. In questi casi il bambino inizia a piangere e a voler stare solo tra le braccia della sua cara mamma, il posto che lo fa sentire al sicuro. Per non incorrere in questo è importante che sin dai primi mesi di vita, il piccolo trascorra qualche ora al giorno insieme ai nonni, agli zii, ecc.

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Ansia da separazione e inserimento scolastico



L'ansia da separazione, testimonia l'instaurarsi di un legame tra il piccolo e la figura di attaccamento. Spesso la prima importante occasione di distacco dalla madre si presenta quando il bambino inizia a frequentare l'asilo nido, o la scuola materna.
Un ambiente nuovo, può creare nel bambino una plausibile reazione di rifiuto che ci consente di classificare questa reazione come vera e propria ansia da separazione quando si verifica una reazione ansiosa inappropriata per l'età del bambino, oppure incongrua rispetto a modi e ai tempi con cui si verifica la separazione dalla figura di attaccamento. Sarebbe importante che il bambino possa iniziare ad esplorare il nuovo ambiente, in compagnia della propria mamma; magari per la prima settimana, giusto il tempo di ambientarsi e sentirsi protetto.

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Come gestire l'ansia


Quando l'ansia da separazione assume delle forme che esulano dalle normali reazioni di adattamento alle novità, sconfinando in un vero e proprio disturbo, è importante affrontare la questione cercando soluzioni per gestirla al meglio.
In alcuni casi potrebbe essere utile un supporto psicologico sia ai genitori che al bambino. La famiglia, infatti, può essere sostenuta aiutandola a comprendere meglio l'origine dell'ansia manifestata dal bambino; individuando le situazioni scatenanti e insegnando strategie mirate, per attuare al meglio un progressivo distacco. È bene che i genitori non trasmettano ansie e insicurezze al bambino e lo preparino anticipatamente a contesti nuovi, come quello scolastico.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Mostrarsi sempre tranquilli e fiduciosi in presenza di chi si prende cura del bambino, lo aiuta a contenere le proprie ansie.

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I presenti contributi sono stati redatti dagli autori ivi menzionati a solo scopo informativo tramite l’utilizzo della piattaforma www.o2o.it e possono essere modificati dagli stessi in qualsiasi momento. Il sito web, www.o2o.it e Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. (già Banzai Media S.r.l. fusa per incorporazione in Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.), non garantiscono la veridicità, correttezza e completezza di tali contributi e, pertanto, non si assumono alcuna responsabilità in merito all’utilizzo delle informazioni ivi riportate. ATTENZIONE: tali contributi in nessun caso possono costituire la prescrizione di un trattamento o sostituire la visita specialistica o il rapporto diretto con il proprio medico curante. È pertanto necessario consultare SEMPRE il proprio medico curante e/o specialisti. Per maggiori informazioni leggi il “Disclaimer »”.

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