Come Favorire La Socializzazione In Un Bimbo

tramite: O2O
Difficoltà: facile
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Introduzione

La socializzazione è uno degli obiettivi importantissimi, per noi educatori, che vogliamo favorire e formare la personalità del bimbo, spesso, sottovalutato dai genitori, che preferiscono lasciare giocare e fare esperienze al propri figli da soli, mentre dovrebbero condividere specialmente le esperienze "ludiche", poiché considerate le più istruttive. Si, perché la migliore " palestra di vita " quotidiana, passa attraverso l'attività come il gioco o la drammatizzazione e la socialità.

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Occorrente

  • Coetanei del nostro bimbo
  • Ambiente sereno, dove organizzare tali esperienze di gioco
  • Materiale creativo e ludico vario, anche formato da oggetti in disuso
  • Creare uno spazio di gioco, anche in casa
  • Presenza di un adulto che guida i giochi e modera, se necessario gli umori dei piccoli che giocano
  • Gratificazioni o premi, per promuovere e premiare i momenti di condivisione
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Per prima cosa, dobbiamo invitare a casa dei compagni di gioco, possibilmente coetanei del nostro bimbo. Non molti, così sarà più facile il tutto. Dobbiamo riuscire a creare, un ambiente sereno, perché è importante l'atmosfera. Inoltre, altro elemento essenziale è anche il materiale di gioco che dobbiamo proporre, non va affidato al caso, vecchi indumenti per travestirsi o per "imitare" i grandi, oggetti in disuso, che creino nel piccolo quella "sana" curiosità nel gioco.

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Lo "spazio di gioco", dovrebbe possibilmente essere organizzato in casa, un angolino che al bimbo piace, dove si sente a suo agio, non osservato dagli adulti della famiglia, almeno non in modo diretto. Elemento poi, essenziale, la presenza di un adulto, che ama, che conosce e con il quale si sente libero di esprimersi. Vanno bene i nonni, o una persona di fiducia della famiglia, con cui il piccolo trascorre alcune ore della sua giornata. Anche uno dei 2 genitori, non entrambi, contemporaneamente.

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Bisognerà, comunque, gratificare sempre l'operato del nostro bimbo. È molto importante a livello educativo, premiare la condivisione di giochi propri ed ambiente personale della vita quotidiana. Siamo certi, che così facendo, imparerà a stare con altri bimbi, nel modo più giusto e, nessuno in futuro, sarà considerato da lui diverso da sé stesso, mai. Stiamo facendo una cosa giusta e dovremmo continuare, magari più in là, assentandoci più di frequente, per permettergli una socialità più equilibrata. Il piccolo gestirà, in avanti autonomamente la sua affettività e socialità.

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Approfondomenti e consigli: I bambini hanno paura degli estranei ma con l’acquisizione dell’autonomia e dalla permanenza al nido sono attratti dagli altri, soprattutto dai coetanei. Accompagniamo il nostro bambino in questa delicata fase della sua vita. Le tappe che portano un bambino a socializzare, cioè a conoscere e ad apprezzare il mondo “degli altri”, lasciando per sempre la relazione simbiotica a due con la mamma, fanno parte di un percorso lungo e delicato. La capacità di giocare con i coetanei, benché a noi adulti sembri così semplice e immediata, richiede un tempo di maturazione più lungo rispetto, per esempio, dell’imparare a parlare, a fare pipì nel vasino o a mangiare con le proprie mani. Ecco perché è importante che i genitori favoriscano questo processo naturale, senza forzare il bambino o, al contrario, proteggendolo oltre il necessario se sembra un po’ riservato. Da piccolissimi, in quel albore di relazione che hanno con il mondo esterno, i bambini non fanno distinzione tra famigliari e perfetti sconosciuti: quando qualcuno si rivolge a loro con un sorriso, rispondono a loro volta sorridendo, appagati dalla fiducia che ispira quel volto. La consapevolezza dell’altro arriva molto più tardi.

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