Come fare se il bambino si soffoca

Tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Uno dei rischi più frequenti che si corrono con i bambini, soprattutto quando sono al di sotto dei 4/5 anni, è quello del soffocamento: piccole parti di giocattoli, cibo o altri oggetti di dimensioni contenute, infatti, possono essere ingeriti accidentalmente, o per l'istinto di scoprire le cose anche attraverso il senso del gusto. È sicuramente un'esperienza traumatizzante, tanto per il bimbo quanto per il genitore, che può venire preso dall'ansia del non sapere come gestire la situazione e può avere paura di eventuali conseguenze gravi. Fortunatamente, nella maggioranza dei casi, si può risolvere il problema velocemente, mantenendo sempre la maggior calma possibile e rimanendo lucidi e razionali. Nei passaggi successivi di questa guida ci occuperemo di capire come bisogna fare se ci accorgiamo che il bambino si soffoca.

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Innanzitutto è bene sapere che la presenza della tosse è da considerarsi come un sintomo positivo, in quanto sta a significare che l'organismo sta già tentando da solo di espellere l'oggetto estraneo, e spesso tale sforzo è sufficiente per l'eliminazione del corpo estraneo. Ancora, se il piccolo riesce a parlare vuol dire che l'aria può passare dalla trachea, e quindi, anche in questo caso, probabilmente l'emergenza rientrerà da sola. Ad ogni modo è necessario continuare sempre a tenere la situazione sotto controllo per una decina di minuti, in maniera tale da essere sicuri dell'effettiva risoluzione del problema. In caso contrario, invece, bisognerà essere pronti a intervenire tempestivamente.

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Se invece, ci troviamo nella situazione in cui il bambino non può parlare, diventa frenetico, emette suoni scoordinati o boccheggia, allora è il caso di intervenire immediatamente. Nel frattempo che uno dei genitori inizia le manovre per l'eliminazione del corpo estraneo, l'altro dovrà chiamare immediatamente il medico o, se opportuno, l'ambulanza. Se il bambino è molto piccolo (meno di un anno), mettiamolo subito con la pancia rivolta verso il basso, sulla nostra coscia, tenendolo fermamente nella posizione, quindi, con il polso, assestiamo cinque colpi rapidi tra le scapole del piccolo. Giriamolo a faccia in su e, con le dita, effettuiamo cinque compressioni rapide e decise sullo sterno, poco al di sotto della linea dei capezzoli.

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È importante esaminare la bocca per scoprire se scorgiamo la presenza dell'oggetto estraneo. Se lo vediamo, ed è possibile rimuoverlo, togliamolo subito. Se non scorgiamo nulla, ripetiamo le fasi precedenti, alternando i colpi sulla schiena e le compressioni al torace, esaminando ogni volta l'interno della bocca. Se il bimbo ha più di un anno, quello che dobbiamo fare è metterci in piedi dietro di lui, quindi circondiamo la sua vita con le braccia. Le nostre mani saranno posizionate contro l'addome, al di sopra dell'ombelico; esercitiamo sull'addome una compressione rapida e decisa, indirizzata verso l'alto. Continuiamo ad eseguire queste spinte fino a quando il corpo estraneo non viene espulso. In ogni caso, non esitiamo a contattare il pronto soccorso se la situazione sfugge al nostro controllo o non ce la sentiamo di affrontarla adeguatamente. Ovviamente, in futuro cerchiamo di prevenire le occasioni in cui il bimbo possa ingerire oggetti pericolosi. Ad ogni modo è bene che ogni genitore frequenti un corso di primo soccorso pediatrico, in maniera tale che non si trovi impreparato in caso di emergenza e che possa intervenire quanto prima e nel modo corretto qualora si presentasse una situazione critica.

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