Come evitare l'aerofagia nel lattante

tramite: O2O
Difficoltà: facile
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Introduzione

Il termine aerofagia significa letteralmente ingestione di aria. È molto difficile, per la persona inesperta, accorgersi di tale fenomeno al momento in cui avviene, mentre è più facile riconoscere la sintomatologia che generalmente si instaura quando la quantità di aria inghiottita è di notevole entità. Nel caso specifico del lattante, è necessario adottare degli accorgimenti volti a prevenire l'ingestione di aria, pena l'insorgere di fastidiosi disturbi che minano la tranquillità ed il sonno del neonato. Ecco come evitare l'aerofagia nel lattante!

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È fisiologico che il lattante ingerisca piccole quantità di aria durante la poppata e probabilmente questo permette una buona emulsione del latte con una conseguente miglior digestione. Quando invece l'aerofagia diventa imponente si determina una iperdistensione gastrica: la tensione addominale e la difficoltà di liberare l'aria in eccesso rendono il neonato irrequieto e soggetto a rigurgiti, singhiozzi, eruttazioni e meteorismo intestinale.

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Il neonato allattato artificialmente attraverso un biberon deve poter succhiare una tettarella che imiti il più possibile il capezzolo materno: sono da preferire tettarelle semi-rigide e biberon con fondo anti-colica. È fondamentale che la tettarella sia sempre piena di latte e che non si creino bolle d'aria in prossimità del foro di uscita del latte. Subito dopo la poppata, che sia essa al seno o al biberon, è bene facilitare l'espulsione dell' aria ingerita portando il neonato in una posizione in più possibile eretta e battendo delicatamente con una mano la schiena del lattante. La liberazione di eventuale aria dal tratto intestinale può essere sollecitata con un semplice esercizio: con il bambino in posizione supina, si portano lentamente ma con forza le ginocchia al petto, si ruotano verso l'esterno e si torna in posizione distesa. Ripetere l'operazione 3 o 4 volte di seguito faciliterà il rilascio addominale.

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Il neonato attaccato al seno in modo non idoneo va incontro inevitabilmente ad una ingestione massiccia di aria: il naso del lattante deve essere libero da eventuali secrezioni e le sue labbra devono coprire l'intera areola, creando attorno al capezzolo un'area di adesione totale che non lascia spazio ad infiltrazioni d'aria. Anche la posizione reciproca di mamma e bambino è determinante nel facilitare una migliore adesione al capezzolo: le posizioni più confortevoli e maggiormente limitanti l'ingestione di aria sono quella a rugby (corpo del bimbo sotto il braccio corrispondente al seno di allattamento con il mento del neonato attaccato alla mammella, in modo che sia costretto a tirare indietro la testa liberando il naso) e quella sdraiati di lato (mamma e bimbo sono sdraiati su un fianco uno di fronte all'altro).

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I presenti contributi sono stati redatti dagli autori ivi menzionati a solo scopo informativo tramite l’utilizzo della piattaforma www.o2o.it e possono essere modificati dagli stessi in qualsiasi momento. Il sito web, www.o2o.it e Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. (già Banzai Media S.r.l. fusa per incorporazione in Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.), non garantiscono la veridicità, correttezza e completezza di tali contributi e, pertanto, non si assumono alcuna responsabilità in merito all’utilizzo delle informazioni ivi riportate. ATTENZIONE: tali contributi in nessun caso possono costituire la prescrizione di un trattamento o sostituire la visita specialistica o il rapporto diretto con il proprio medico curante. È pertanto necessario consultare SEMPRE il proprio medico curante e/o specialisti. Per maggiori informazioni leggi il “Disclaimer »”.

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