Come educare il bambino al vasino

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Rimuovere il pannolino ad un bimbo rappresenta una tappa estremamente importante sia per lui stesso ma anche per i genitori. Non sempre è un periodo semplice da affrontare, ma è sufficiente attuare le giuste tecniche ed utilizzare alcuni accorgimenti di natura pratica, per raggiungere l'obiettivo prefissato. Tutto quello di cui non si può fare a meno è il vasino, in qualsiasi formato esso sia. Stiamo, infatti, parlando di un elemento indispensabile per rendere questa avventura il più giocosa possibile. Tra l'altro, vi consigliamo fortemente di scegliere il periodo compreso tra la primavera e l'estate per iniziare questa fase. In questa fase dell'anno, infatti, in caso di qualche inconveniente sarà più facile intervenire. In questa semplice ed esauriente guida andremo a spiegare come è possibile educare il proprio bambino all'utilizzo del vasino.

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Occorrente

  • Un vasino
  • Cambi frequenti
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La fase iniziale è quella di procedere all'acquisto di un vasino. Tra l'altro, un consiglio molto importante che vi possiamo dare è che sia il bambino stesso a sceglierlo, in modo tale che inizia a famigliarizzare con questo nuovo oggetto, anche se ancora non ha ben presente quale sia la sua funzione. Infatti prima dei venti mesi, è del tutto inutile sforzarsi ad abituare il bambino all'utilizzo del vasino, dal momento che non ha ancora raggiunto la maturazione adatta per riconoscere lo stimolo che deriva dalla sua vescica e dal suo intestino. Pertanto, non riesce a collegare stimoli urinari o fecali (non ancora presenti) all'utilizzo del vasino. Addirittura, un uso precoce di questo oggetto può rivelarsi controproducente.

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Dopo i venti o ventiquattro mesi, invece, il bambino è in grado di riconoscere determinati stimoli. Pertanto è buona regola che prenda confidenza con il nuovo gioco misterioso, dal momento che per lui si tratta di un oggetto come un'altro. Inoltre, è fondamentale spiegargli a cosa serve, tenendo il vasino nella sua stanza e lasciando che si sieda sopra anche con le mutandine, almeno per le prime volte. Quindi, è necessario decidersi di togliere il pannolino e di non metterlo più, almeno durante il giorno. All'inizio questa strategia non sarà semplice, ma la sensazione di bagnato, sgradevole, che sentirà il proprio bimbo lo porterà a comprendere che forse è preferibile avvalersi del suo vasino. Lo stesso discorso, ovviamente, vale per le feci. Quindi, non occorre scoraggiarsi se i primi tempi i cambi saranno molto frequenti. Tutto questo rientra nella normalità. Se si agisce con una certa decisione, nel giro di dieci o al massimo di venti giorni, si raggiungerà l'obiettivo prefissato.

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Non occorre dimenticarsi, inoltre, che la prima volta che riuscirà a fare la pipì nel vasino, è fondamentale premiare il proprio figlio con tanti applausi. Ad esempio, un'idea può essere quella di farlo parlare al telefono con i nonni per informarli dell'evento, facendo sentire davvero importante questo grande passo che ha compiuto verso la sua indipendenza. Attraverso questo espediente, egli ricorderà che avrà fatto qualcosa di estremamente importante e tutto questo lo porterà a ripetere l'azione proprio per avere quella stessa gratificazione. Altrettanto importante deve essere non rimproverarlo o mortificarlo eccessivamente quando non riuscirà ad utilizzare il vasino, in quanto lo porterà ad avere timore dei suoi stessi stimoli.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Se esci di casa per un passeggiata porta con te l'occorrente: mutande e calzoncini, gonne ecc

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I presenti contributi sono stati redatti dagli autori ivi menzionati a solo scopo informativo tramite l’utilizzo della piattaforma www.o2o.it e possono essere modificati dagli stessi in qualsiasi momento. Il sito web, www.o2o.it e Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. (già Banzai Media S.r.l. fusa per incorporazione in Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.), non garantiscono la veridicità, correttezza e completezza di tali contributi e, pertanto, non si assumono alcuna responsabilità in merito all’utilizzo delle informazioni ivi riportate. ATTENZIONE: tali contributi in nessun caso possono costituire la prescrizione di un trattamento o sostituire la visita specialistica o il rapporto diretto con il proprio medico curante. È pertanto necessario consultare SEMPRE il proprio medico curante e/o specialisti. Per maggiori informazioni leggi il “Disclaimer »”.

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