Come comportarsi con i parenti difficili

Tramite: O2O 18/09/2019
Difficoltà: media
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Introduzione

In ogni famiglia, anche la più affiatata , può capitare qualche scontro di idee, qualche posizione contrastante. Ognuno ha il suo carattere, il solo vissuto. Le sue esperienze quindi è fisiologico non essere sempre d'accordo. Qualcuno, però, eccede in "caratteraccio" o nel difendere le proprie opinioni senza ascoltare gli altri; o vorrebbe essere, con i propri problemi e le proprie esigenze, la priorità assoluta nella vita dei familiari. E allora? Come comportarsi con i parenti difficili?

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Il parente piangione

La cosa più importante è stabilire la natura del nostro rapporto con il parente difficile e riuscire a capire quali mosse poter fare per non farci sopraffare dall'altro. Ad esempio, con un individuo portato esageratamente al vittimismo, che scarica tutte le sue frustrazioni, vere o apparenti, su di noi sarà necessario stabilire dei limiti, dei paletti al suo credersi vittima. Far capire a un lamentoso cronico che sta esagerando non è facile, ma essenziale. Restiamo fermi sul nostro intento, senza temere di offendere il parente piangione. Facendogli notare, lamentela su lamentela, la vera dimensione e la effettiva gravità della sua lagnanza e riportandolo alla realtà. Se capisce l'antifona bene, altrimenti sceglierà di continuare a lamentarsi altrove.

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Il parente invadente

Per il parente invadente vale la stessa regola del parente lamentone. Si tratta di imporre dei confini, questa volta proprio di tipo fisico e territoriale. Contro il familiare che si presenta a casa nostra ad ogni ora del giorno o della notte, che si aggrega, non invitato, a cene, cerimonie, eventi a cui partecipiamo, che si sente libero di vivere casa nostra come fosse la sua, è assolutamente necessario imporre i nostri limiti. Anche in questo caso facciamogli capire che "Fai come tu fossi a casa tua" è semplicemente una frase di cortesia e ospitalità e non significa prenderci residenza o poter davvero fare come a casa propria. Quando tenta di aggregarsi a noi, invece di appampare scuse traballanti e poco efficaci o accettare la sua presenza e rovinarci momenti privati, facciamogli intendere che abbiamo bisogno di stare soli, o con determinate persone, e lui/lei non fa parte del "piano". Anche stavolta, o capirà l'antifona o andrà ad invadere altri "territori".

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Il parente giudicante

Fra i parenti difficili il più fastidioso è quello colpevolista, quello che se la sua vita è grama è colpa nostra, che se avesse ricevuto più aiuto, il nostro!, sarebbe andato tutto meglio, che noi non ci siamo mai - o mai stati - quando ha avuto bisogno. Questo comportamento è invariato, sia che chi ci accusa sia effettivamente "messo male" o non abbia obbiettivamente niente da lamentarsi. Il parente giudicante è convinto che noi non facciamo mai abbastanza o non siamo mai all'altezza. Non caschiamo in questo tranello! Solitamente chi tiene questo atteggiamento è la solita persona che prende tutto, pure criticando, e non da niente. Ed allora fermezza e scarichiamogli l'arma del senso di colpa che ci punta contro. Non temiamo di parlare chiaro, di fargli intendere una volta per tutte che non abbiamo intensione di stare al suo bieco giochino psicologico. Parlare, chiarire, spiegarsi, con gentilezza ma determinati! Tenersi tutto dentro, interiorizzare, ingoiare sempre il rospo è molto più dannoso che dire la verità, pur amara che sia!

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