Come capire se il neonato ha le coliche

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Una colica è un forte dolore che coinvolge l'addome, sede dell'apparato digerente dallo stomaco in giù, al quale sono alternati momenti privi di dolore. Un attacco di coliche è generalmente provocato da ciò che si beve o si mangia, e può colpire chiunque, sia grandi che piccini, anche se i neonati sono particolarmente soggetti a questo tipo di dolori per via della non completa formazione degli organi digestivi. In questa guida vedremo come capire se il proprio bebè ha una colica, ed eventualmente come intervenire.

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Occorrente

  • Pazienza
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Perché avvengono le coliche nei neonati

Un attacco di coliche, sia per gli adulti che per i neonati, è caratterizzato da crampi lancinanti che vengono percepiti durante gli spasmi e le contrazioni degli organi interessati, tra i quali vi sono dei momenti di remissione a causa del rilassamento muscolare. Sebbene il dolore sia sempre molto intenso, queste pause diventano sempre più lunghe a causa della stanchezza dei muscoli coinvolti, e generalmente un attacco di coliche passa dopo qualche ora senza il bisogno d'intervenire, specialmente nel caso degli infanti in quanto si tratta di semplice colite gassosa dovuta alla presenza di bolle d'aria nell'intestino.

Sono tante le possibili cause che generano coliche addominali in un bebè ed è quasi impossibile poterle individuare, ma in linea generale è dovuto al fatto che l'apparato digerente, ed in particolare l'intestino, non è ancora del tutto formato, e ciò lo rende facilmente soggetto a problemi legati all'ingestione di aria tramite l'allattamento, o alle intolleranze alimentari. Il latte materno infatti può venire contaminato dal latte vaccino assunto dalla madre, e può essere che il bambino abbia un'intolleranza verso questo tipo di alimento.

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Riconoscere le coliche in un neonato

Innanzitutto è bene sapere che è solo una minoranza dei neonati ad essere particolarmente soggetti ad attacchi di coliche, ed in quei casi sono piuttosto frequenti: si parla di due o tre ore in un giorno, per più giorni alla settimana. Solitamente le coliche iniziano a manifestarsi subito dopo il primo mese di vita del bambino, e scompaiono dopo i tre.

Riconoscere se il bimbo ha una colica a questo punto è molto semplice, in quanto i sintomi sono ben precisi e facilmente riconoscibili. Innanzitutto, le coliche arrivano all'improvviso, quindi il bebè passerà da uno stato tranquillo e spensierato ad uno agitato, che ben presto sfocerà in un pianto che durerà anche fino a tre ore. In realtà il pianto sarà sempre alternato a momenti di calma apparentemente inspiegabili, dovuti al rilassamento dei muscoli come è stato spiegato in precedenza. Durante tali pause, il bimbo, stremato dal pianto, tende a rilassarsi quasi del tutto fino anche ad addormentarsi per breve tempo, e può succedere che emetta un flato liberatorio.

Un bambino che sta avendo una colica inoltre, a causa del dolore, stringe i pugni e cerca di portare le gambe al ventre, e in alcuni casi può anche diventare pallido.

Continua la lettura
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Intervenire sulle coliche del proprio bambino

Purtroppo calmare un neonato che sta avendo una colica non è semplice, e spesso l'unica soluzione è aspettare che passi. La cosa migliore da fare è comunque non darsi alcuna colpa dell'accaduto, e se si hanno dubbi basta contattare il proprio pediatra in modo da accertarsi che si è di fronte ad una comunissima colica gassosa, escludendo ogni altro malessere.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Mantenere la calma è fondamentale per il genitore, che può fare ben poco per alleviare il dolore del bambino.

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I presenti contributi sono stati redatti dagli autori ivi menzionati a solo scopo informativo tramite l’utilizzo della piattaforma www.o2o.it e possono essere modificati dagli stessi in qualsiasi momento. Il sito web, www.o2o.it e Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. (già Banzai Media S.r.l. fusa per incorporazione in Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.), non garantiscono la veridicità, correttezza e completezza di tali contributi e, pertanto, non si assumono alcuna responsabilità in merito all’utilizzo delle informazioni ivi riportate. ATTENZIONE: tali contributi in nessun caso possono costituire la prescrizione di un trattamento o sostituire la visita specialistica o il rapporto diretto con il proprio medico curante. È pertanto necessario consultare SEMPRE il proprio medico curante e/o specialisti. Per maggiori informazioni leggi il “Disclaimer »”.

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