Come capire dall'ecografia se è maschio o femmina

Tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Le future mamma si sa, sono molto ansiose e curiose di conoscere il sesso del nascituro. Delle volte disposte a sottoporsi ai metodi più disparati e alle credenze di ogni cultura. Osservano la forma dei seni o della pancia in ogni minimo dettaglio o cercano di ricordare se la luna fosse piena o meno durante il concepimento. Al di là di queste credenze che non hanno fondamenti scientifici validi, c'è un metodo molto semplice e ormai diventato routine nel periodo della gestazione: l'ecografia è la tecnica più semplice e per nulla invasiva attraverso la quale ci si può togliere ogni dubbio sul sesso del futuro pargolo. Vediamo in questa guida come capire da una semplice ecografia se il il bimbo sarò un maschio o una femmina.

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E' la tecnica più diffusa per scoprire il sesso

L'ecografia ormai è un esame diffuso e quasi obbligatorio durante la gravidanza. Non rappresenta un pericolo né per la mamma né per il bimbo ed inoltre non è necessario ripetere i controlli ecografici ogni mese. Basta sottoporsi alle ecografie considerate di routine che si ripetono ogni tre mesi. L'ecografia risulta la tecnica più diffusa non solo per scoprire il sesso, ma anche per sapere se la gravidanza sta procedendo correttamente. Naturalmente se esiste il minimo sospetto che qualcosa non vada, l'ecografia è subito seguita da esami più complessi. Per le mamme troppo curiose, essendo un metodo non invasivo, si può sapere il sesso verso la dodicesima settimana ma non con una percentuale esatta a causa di una strumentazione poco sofisticata o a causa della posizione del feto durante l'esame.

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All'undicesima settimana è ancora troppo presto

La prima ecografia ha come scopo quello di tranquillizzare le mamme e notare eventuali complicazioni, stabilire la data del concepimento e con essa una probabile data del parto, anche in questo caso, la data potrebbe non essere esatta ed oscillare. Essendo eseguita intorno all'undicesima settimana, o comunque tra la settima e la quattordicesima settimana, permette anche di individuare il numero di embrioni presenti e di capire quindi se il parto sarà gemellare o meno. Ma è ancora presto per sapere se sarete genitori di un bambino o di una bambina.

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Dopo la dodicesima settimana si intravede l'organo genitale

Per cominciare a intravedere l'organo genitale maschile o femminile bisogna attendere l'inizio del quarto mese di gravidanza, nella speranza che la posizione del feto non sia d'ostacolo durante l'esame. Nel caso in cui ciò sia possibile, si può procedere con una scrupolosa lettura delle immagini. Guardando attentamente quello che verrà mostrato a video, potrete notare la formazione di una minuscola apertura, la fessura uro-genitale, da cui si svilupperà un piccolo pene, nel caso di un maschio, oppure un clitoride, se si tratta di una femmina.

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Tra la diciottesima e la ventiquattresima settimana si può stabilire con più esattezza

Verso la dodicesima settimana la percentuale non è esatta, dato che le dimensione di quello che diventerà un pene o un clitoride sono simili, quindi è molto facile confonderli. Con la seconda ecografia, di norma eseguita tra la diciottesima e la ventiquattresima settimana, si potrà stabilire con più certezza il sesso del nascituro. Se sarà una femmina, si vedrà che la fessura dell'appendice è più concava ed è accompagnata dalla formazione delle grandi labbra. Nel caso di un maschio invece, il tubercolo iniziale diventerà un piccolo pene e a ciò seguirà la comparsa del glande e del prepuzio.

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I presenti contributi sono stati redatti dagli autori ivi menzionati a solo scopo informativo tramite l’utilizzo della piattaforma www.o2o.it e possono essere modificati dagli stessi in qualsiasi momento. Il sito web, www.o2o.it e Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. (già Banzai Media S.r.l. fusa per incorporazione in Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.), non garantiscono la veridicità, correttezza e completezza di tali contributi e, pertanto, non si assumono alcuna responsabilità in merito all’utilizzo delle informazioni ivi riportate. ATTENZIONE: tali contributi in nessun caso possono costituire la prescrizione di un trattamento o sostituire la visita specialistica o il rapporto diretto con il proprio medico curante. È pertanto necessario consultare SEMPRE il proprio medico curante e/o specialisti. Per maggiori informazioni leggi il “Disclaimer »”.

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