Come avere un buon dialogo con i figli

tramite: O2O
Difficoltà: facile
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Introduzione

Il dialogo fra genitori e figli è un aspetto molto importante nel rapporto tra i membri di ogni famiglia: da esso dipende il comportamento futuro dei ragazzi e la loro maturità. Se i bambini rimangono soli, senza la possibilità di aprirsi, arriveranno a nascondere dei segreti spesso enormi e da adulti ne rimarranno schiacciati. Al contrario se un padre o una madre insegnano loro che possono fidarsi e parlare senza timore, avranno reso migliori quegli uomini che i loro figli saranno domani. E questo lo potranno fare solo insegnando loro che sono amati. In questa guida parleremo di come avere un buon dialogo con i figli.

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Occorrente

  • Pazienza
  • Amore
  • Piccole accortezze
  • comprensione
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È possibile fissare delle tappe fondamentali attraverso le quali coltivare il dialogo con i propri figli. Fin da quando sono piccoli si deve insegnare loro l'importanza di una sana conversazione quotidiana, favorendo una comunicazione circolare tra i membri della famiglia durante la giornata, sfruttando, ad esempio, momenti come il pasto consumato a tavola tutti assieme. È necessario anche dedicare quotidianamente del tempo ad ogni bambino, nonostante il lavoro e le preoccupazioni, affinché un ragazzo capisca che lui è importante e senta il bisogno costante della compagnia dei genitori che ci devono essere sempre per lui.

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Altra cosa fondamentale è imparare ad osservare un ragazzino: spesso non si parla solo con le parole ma anche attraverso i gesti, le abitudini, i movimenti e le espressioni facciali. Se si conosce un bambino da ogni punto di vista, si sarà sicuramente in grado di interpretare il minimo cambiamento e capire per certo quando qualcosa non va. Si saprà così quando è il momento giusto per avvicinarlo, come trovare il modo per fargli capire che ci siete, ma senza forzarlo al dialogo, bensì aspettando i suoi tempi.

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In terza battuta, nel momento in cui lui decide di raccontarsi, bisogna essere abbastanza abili da cercare di comprendere il suo stato d'animo. È come se ci si dovesse "sintonizzare con lui", perché se ha un problema, coltiverà rabbia, paura, scoraggiamento. La domanda da porsi è "come si sente mio figlio? Che cosa prova?". Perché non basta ascoltarlo, ma bisogna anche comprenderlo. Dopo che lui si è aperto ed ha tirato fuori i suoi sentimenti è il momento di individuare insieme le soluzioni del problema ma non essere tu a dettare i possibili rimedi. Lascia che sia lui a immaginarli ed elaborarli, cercando di incoraggiarlo a trovare una via d'uscita, ma valorizzandolo e facendogli capire che sei interessato a ciò che pensa.

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Infine lascia spazio al confronto, parla con lui, dandogli eventuali suggerimenti su ciò che potrebbe succedere se egli prendesse una decisione piuttosto che un'altra. Come genitore puoi anche esprimere obiezioni, dubbi o vietargli determinate azioni pericolose. Se c'è un disaccordo con lui, cercare di farlo ubbidire sbrigativamente non è la cosa migliore, meglio farlo riflettere con più attenzione e soprattutto da protagonista. Puoi anche lasciare che egli sbagli, ma non dimenticare che il primo nemico per tuo figlio è la tua indifferenza.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Ricorda che i genitori sono le prime figure che hanno il compito di educare alla vita.
Alcuni link che potrebbero esserti utili:

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