Come aiutare un bambino che ha paura di fare sport di gruppo

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

I bambini durante la fase di crescita sono sottoposti a numerosi stimoli che arricchiscono le loro esperienze, favorendone lo sviluppo fisico ed intellettuale. Lo sport è un'attività che offre grandi opportunità a tutti i bambini. Alla crescita del fisico s'accompagna lo sviluppo della personalità dell'individuo. I bambini che praticano sport hanno più occasioni per socializzare e per inserirsi in un contesto diverso da quello familiare, imparando il rispetto delle regole ed acquisendo un bagaglio di esperienze che li accompagnerà per il resto della vita. Per scegliere l'attività più adatta al proprio bambino è bene sempre valutare i consigli del medico pediatra e le preferenze manifestate dal proprio bambino. Lo sport deve essere scelto anche in base all'età del bambino, non forzando il piccolo a praticare un'attività troppo presto. Dai 7-8 anni si può pensare ad uno sport di squadra, molto importante per il bambino, perché lo spinge a confrontarsi con i suoi coetanei, dandogli la possibilità d'imparare i valori del gruppo e della solidarietà. E come aiutare un bambino che ha paura di fare sport di gruppo? Vediamo insieme i suggerimenti che ci vengono proposti in questa guida. Lo sport di squadra è in genere gestito da associazioni sportive dilettantistiche, è fondamentale e buona premessa dunque, scegliere un associazione sportiva animata da principi ludici/educativi e da istruttori adeguatamente formati che svolgono il loro compito rispettando e trasmettendo le sane regole di fairplay a ragazzi e genitori; "il diritto di non essere un campione" e tra i principi elencati in tutela dei diritti del giovane sportivo.

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Genitori, il primo compito è mettervi in discussione.

La prima cosa che dovete fare, cari genitori, è togliervi la paura di dosso.
Si, avete letto bene: il primo compito per aiutare vostro figlio a far parte di uno sport di gruppo dovete svolgerlo voi, dovete smettere di avere paura.
La paura più grossa che può celarsi dietro ai vostri comportamenti è la paura che il bambino cresca, che si allontani da voi.
Il bambino sta crescendo, è vero; il bambino passerà meno tempo con voi, vero; il bambino ammirerà anche alcuni amici e non più solo voi, è vero.... Ma questo fa parte della crescita.
Non temete, l'amore che il bambino nutre per il genitore resterà immutato nella quantità, cambierà solo forma, diventerà grande anch'esso....
Comprendere le cause della paura ed ascoltare i disagi del bambino.
Indipendentemente dall'origine della paura, il bambino va ascoltato e compreso e mai forzato, piuttosto occorre invitarlo a vivere l'esperienza a piccole dosi, aiutandolo a scoprire gli aspetti positivi della competizione e il conseguente senso di appartenenza, di socialità e di condivisione. La paura che ha origine dal timore del distacco dalla mamma è una paura differente da quella che nasce dal confronto con gli altri. Fare attenzione alla sua sensibilità, soprattutto in presenza dei compagni.
Un genitore davanti ad un bambino cauto e timoroso di esplorare dovrebbe domandarsi se non è troppo apprensivo oppure, ansioso. I nostri nonni quando ci facevamo male dicevano " è il mestiere che entra nel sangue!", conserviamo la tradizione e sdrammatizziamo anche noi ma sopratutto stiamo attenti a non mortificarlo mai, ancor meno in presenza dei compagni di squadra. Per le altre paure più strettamente fisiche (la paura che il bambino possa farsi male praticando uno sport) non possiamo fare altro che: ricordare al bambino di stare attento, affidarlo a un centro sportivo qualificato dove insegnati e personale interno sia competente e... Tenere a portata di mano la scatola del pronto soccorso! (le cadute, nello sporto come nella vita, servono per diventare più forti).
Una volta che siete riusciti a mettere in pratica questa cosa potete passare ai " trucchetti " seguenti.

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Pazienza e sincerità soprattutto.

*Le prime volte cercate di accompagnare vostro figlio in palestra e, se vi è possibile, restate a guardare il suo allenamento: questo farà sentire più sicuro il bambino, si sentirà protetto perché voi siete lì con lui. Man mano che acquista sicurezza e tranquillità azzardate distanze di brevi periodi ed avvisatelo, ditegli sempre che vi sposterete, ad esempio ditegli che andrete al supermercato o a fare una commissione ed organizzate realmente qualcosa da fare che possa rassicurarlo che non dite bugie.
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*Cercate di creare dei momenti di aggregazione con i "compagni sportivi" di vostro figlio: questo permetterà al bambino di socializzare con i nuovi amici, in un ambiente a lui familiare e questo lo farà essere più rilassato e tranquillo. Durante questi momenti di socializzazione, mi raccomando, voi genitori dove essere distanti, non state troppo appiccicati a vostro figlio, altrimenti sarà tutto inutile. Capirà presto che non mancherete mai ai suoi eventi importanti.

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Difendete il suo diritto di conoscere la vita giocando


Non caricate il bambino con eccessive pressioni emotive, non siate ansiosi, no pretendete la vittoria sempre. Assicuratevi che non lo facciano altri: papà, nonni, allenatori, fratelli maggiori, se necessario spiegate loro che è un diritto del bambino vivere lo sport per il suo valore formativo e catartico. Lo sport può scaricare l'energia in eccesso, disciplinarla ed orientarla verso obbiettivi di squadra, dove la competizione è sana e di gruppo, sinergica.

Quando vincerà esultate con lui...
quando cadrà capite il suo dolore, ma fategli capire che la prossima volta andrà meglio e che lui, per voi, è sempre un vincitore.

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