Come aiutare un bambino a superare l'ansia da separazione

Tramite: O2O
Difficoltà: facile
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Introduzione

Solitamente, attorno agli otto o ai nove mesi i neonati iniziano a rendersi conto di non essere un tutt'uno con la loro mamma e che possono essere separati da lei. In questi momenti possono essere colti da una serie di sensazioni del tutto negative, derivanti dalla paura di essere abbandonati oppure dal timore che possa accadere qualcosa di terribile all'oggetto del loro amore o a loro stessi. In questa semplice ed esauriente guida vi daremo qualche piccolo suggerimento su come aiutare un bambino a superare l'ansia da separazione.

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Occorrente

  • pazienza
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La routine quotidiana

Per prima cosa, è necessario tentare di comprendere da che cosa derivano le paure e chiedersi se a livello familiare esistono dei problemi che possono incoraggiare questo genere di atteggiamento. Alcuni cambiamenti che avvengono nella routine quotidiana, come la nascita di un fratellino oppure di una sorellina, ma anche l'inizio dell'asilo, possono influire notevolmente nel comportamento del bambino e nel suo stato d'animo. L'importante è che i genitori non si facciano prendere dal panico e vivano questo momento come una fase normale, da considerare come passeggera.

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Il punto di riferimento temporale

L'abitudine a stare con gli altri si apprende sin dai primi mesi di vita del bambino. Per questo motivo possiamo affermare che è molto importante abituarlo a stare in compagnia dei nonni o di altri familiari, anche per brevi periodi della giornata. Quando è necessario allontanarsi dai propri bambini, è assolutamente sconsigliato defilarsi nel momento in cui è distratto oppure se è girato da un'altra parte. Invece, è buona regola parlagli, dargli un punto di riferimento temporale come "tornerò dopo il tuo pisolino". È consigliabile, inoltre, non indugiare al momento di salutarlo e soprattutto non rientrare se lo si sente piangere. Se un adulto si comporta in questa maniera, il proprio bambino imparerà che il pianto serve a riportarlo indietro e tutto sarà più difficile in futuro. Se i genitori assumeranno dei comportamenti decisi ed amorevoli i bambini, supereranno con il loro aiuto tutte le paure nel giro di pochissimi mesi.

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L'oggetto transazionale

Giocare al gioco del cucù può apparire come un qualcosa di estremamente banale, ma si tratta di un'attività importantissima perché insegna e dimostra che, anche quando non si vede il proprio genitore, non è sparito. Questo tipo di gioco può essere praticato in tenera età, ed è molto divertente per i bambini. Si consiglia, pertanto, di utilizzare un oggetto come sostituto. Quando occorre allontanarsi dai propri bimbi, si può lasciare un orsetto di peluche, una bambola, il gioco preferito o semplicemente il loro ciuccio. Si chiama oggetto transazionale, e diventa un vero e proprio sostituto della madre quando lei non è insieme a lui. Praticamente, la sua funzione è quella di far sentire il piccolo al sicuro ed in una condizione di tranquillità.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • non vivetela come un problema...è una fase normale!
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I presenti contributi sono stati redatti dagli autori ivi menzionati a solo scopo informativo tramite l’utilizzo della piattaforma www.o2o.it e possono essere modificati dagli stessi in qualsiasi momento. Il sito web, www.o2o.it e Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. (già Banzai Media S.r.l. fusa per incorporazione in Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.), non garantiscono la veridicità, correttezza e completezza di tali contributi e, pertanto, non si assumono alcuna responsabilità in merito all’utilizzo delle informazioni ivi riportate. ATTENZIONE: tali contributi in nessun caso possono costituire la prescrizione di un trattamento o sostituire la visita specialistica o il rapporto diretto con il proprio medico curante. È pertanto necessario consultare SEMPRE il proprio medico curante e/o specialisti. Per maggiori informazioni leggi il “Disclaimer »”.

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