Come aiutare un bambino a imparare a parlare

Tramite: O2O
Difficoltà: facile
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Introduzione

Naturalmente, chi prima e chi più tardi, tutti quanti i bambini impareranno a parlare. Ma se è vero che ciascuno presenta i suoi tempi che devono essere rispettati senza ansie, è altrettanto vero che esistono svariate modalità in cui è possibile aiutarlo a parlare e a pronunciare correttamente le parole. In questa semplice ed esauriente guida vedremo come è possibile aiutare un bambino ad imparare a parlare.

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Occorrente

  • dialogo
  • libri per la prima infanzia
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Sin da quando il bambino è piccolissimo, occorre parlagli molto. I bambini imparano principalmente imitando tutto quello che fa la madre ed il padre. Quindi, è buona regola parlare con lui anche se si pensa che non possa comprendere. Infatti, in realtà capisce benissimo il senso ed il valore concettuale di ciò che gli viene riferito. All'inizio più che attraverso la parola in sé, il linguaggio passa attraverso la comunicazione tramite intonazioni di voce e svariate chiacchiere.

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Quando un bambino piccolo inizia a pronunciare le prime parole, generalmente si trattano di sillabe ripetute come, appunto, mamma, pappa, papà, cacca e quant'altro. In queste circostanze è necessario gratificarlo con grandi sorrisi e complimenti. In questa maniera, infatti, imparerà ad associare alla parola mamma la propria espressione di gioia. A questo punto, è necessario iniziare a mostrargli gli oggetti di utilizzo quotidiano e pronunciare il loro nome. È necessario, ovviamente, scandire in maniera corretta e lentamente le varie sillabe. Così facendo, infatti, si noterà che il piccolo inizierà ad osservare attentamente le labbra dell'adulto, per poi provare gradualmente a ripeterle. In questa maniera nascerà il "primo vocabolario", una sorta di repertorio di parole quantitativamente ridotto ma che presenta una possibilità di utilizzi incredibilmente vasta.

Continua la lettura
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Per il bambino, le parole, acquistano e riassumono il significato di un intera frase. Esprimono, pertanto, desideri, stati emotivi e scoperte mentali molto diversi tra di loro. Ad esempio, nel caso in cui il piccolo impara ad associare il suono "bu bu" alla comparsa di un cane, gradualmente lo applicherà a tutti quanti gli animali. Oppure, tenderà ad attribuire il termine "papà" a delle figure nuove che presentano delle caratteristiche di somiglianza (per gesti, per abitudini o per fisionomia) con quella paterna, così come lo userà per indicare tutti quegli oggetti che gli ricordano la sua presenza. In questi casi, dietro ad ogni singola parola deve essere vista una frase completa. Quindi è come se il bambino volesse dire che determinate cose gli ricordano quella figura che ha imparato a chiamare papà. Oppure, è come se dicesse di avere timore come quando si trova di fronte ad un "bu bu", nel caso in cui associa quel suono alla comparsa del cane.

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Oltre alla comunicazione diretta, non è mai troppo presto fare scoprire al bambino l'importanza che riveste la lettura. Pertanto, è fondamentale acquistare dei libretti colorati e pieni di disegni per la prima infanzia, in modo da poterli sfogliare insieme a lui, indicando i disegni e pronunciando il loro nome. Vedrete che gradualmente lui stesso vorrà leggerli insieme a voi, ed imparerà ad indicare e a enunciare correttamente i nomi dei personaggi delle storie.

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I presenti contributi sono stati redatti dagli autori ivi menzionati a solo scopo informativo tramite l’utilizzo della piattaforma www.o2o.it e possono essere modificati dagli stessi in qualsiasi momento. Il sito web, www.o2o.it e Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. (già Banzai Media S.r.l. fusa per incorporazione in Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.), non garantiscono la veridicità, correttezza e completezza di tali contributi e, pertanto, non si assumono alcuna responsabilità in merito all’utilizzo delle informazioni ivi riportate. ATTENZIONE: tali contributi in nessun caso possono costituire la prescrizione di un trattamento o sostituire la visita specialistica o il rapporto diretto con il proprio medico curante. È pertanto necessario consultare SEMPRE il proprio medico curante e/o specialisti. Per maggiori informazioni leggi il “Disclaimer »”.

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