Come affrontare il colloquio con gli insegnanti

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Il primo colloquio con gli insegnanti è un momento cruciale della vita scolastica di un bambino. In questa occasione genitori e docenti iniziano a farsi un'idea, sia della persona a cui affidano il loro bambino (sarà una persona didatticamente valida e affidabile? Sarà un/a buon/a educatore/trice?), sia dell'ambiente di provenienza della stessa. Ciascuno, in questa occasione, com'è inevitabile che sia, trarrà le sue conclusioni. Ecco come affrontare il colloquio con gli insegnanti dei propri figli.

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Occorrente

  • Buon senso
  • Obiettività
  • Capacità di comprendere le persone
  • Educazione
  • Intelligenza
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Farsi un'idea anticipatamente

Solitamente gli incontri scuola - famiglia avvengono dopo qualche mese dall'inizio delle lezioni. I genitori quindi, sia grazie ai racconti dei figli, sia confrontandosi con madri e padri di altri compagni, hanno già l'opportunità di farsi un'idea riguardo alle personalità dei diversi insegnanti dei propri figli. Tali informazioni saranno utili, più che altro, per comprendere il modo con cui relazionarsi con il docente in questione; essere schietti ed arrivare subito all'eventuale problema senza tanti preamboli o indorare la pillola, discutere in maniera formale o prediligere una modalità più colloquiale, sono tutte informazioni che possono facilmente essere desunte proprio grazie all'interazione con il figlio e gli altri genitori. È comunque preferibile mantenere un approccio di valutazione autonoma del docente, senza farsi eccessivamente condizionare dalle opinioni degli altri genitori, che per questioni anche personali, potrebbero distorcere la buona reputazione di un insegnante, o comunque essere influenzati da giudizi espressi dai ragazzi a fronte di eventuali negligenze dei discenti stessi.

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Non esporsi eccessivamente

Qualora invece l'incontro con i docenti avvenga in tempi più precoci, magari il giorno prima dell'inizio delle lezioni, è sempre bene non esporsi eccessivamente; il docente infatti non ha ancora avuto modo di dimostrare il proprio valore didattico e rivelare il carattere, quindi nessuna critica, specie se porta in maniera brusca, può essere ben accolta. Si consiglia in questi casi di lasciare l'iniziativa all'insegnante, farlo parlare ed elaborare una prima idea del suo modo di essere. Qualora ci si trovasse in posizioni contrastanti sarà bene esprimere, con calma, umiltà ed educazione, il proprio punto di vista. Nell'esposizione delle proprie idee bisognerà fornire anche una spiegazione dell'eventuale ragione del disappunto e magari condire il tutto con dell'autoironia (p. Es., prendendosi in giro per la tendenza ad essere ansiosi o per l'incapacità di comprendere una specifica materia, facendo del disappunto una pecca personale); un sorriso può aiutare a risolvere situazioni potenzialmente complicate, evitando che il proprio figlio divenga oggetto di ritorsione da parte di alcuni insegnanti vendicativi.

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Non difendere i propri figli a spada tratta

Infine è consigliabile non difendere i propri figli a spada tratta; non sempre questi rendono al massimo e non sempre il comportamento che tengono in presenza dei genitori è uguale a quello adottato davanti agli insegnanti e soprattutto ai coetanei. È fondamentale non soltanto tener conto di eventuali negligenze o deficit in terrmini didattici, ma anche analizzare condotte e comportamenti talvolta lesivi della fisicità e/o della psicologia di altri bambini e ragazzi, al punto tale di innescare veri e propri fenomeni di bullismo.
Ad un'eventuale critica del docente deve sempre seguire una verifica privata molto accurata. Soltanto dopo aver agito così, si può, semmai, ritentare un dialogo con l'insegnante in modo da collaborare al fine di elaborare delle idonee strategie educative.

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