Come affrontare i risvegli notturni

Tramite: O2O 14/09/2018
Difficoltà: media
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Introduzione

Nei primi mesi di vita tutti i bambini sono soggetti a frequenti passaggi tra le fasi di sonno leggero e di sonno pesante. Questa situazione può provocare una diminuzione della qualità del sonno, con possibili manifestazioni di pianto o momenti di lamento continuo. Tuttavia, è un evento che può verificarsi normalmente senza dover preoccupare eccessivamente i genitori. Qualche mese dopo, il sonno dovrebbe essersi normalizzato e risultare più regolare, con un numero di ore di sonno trascorse tranquillamente. A volte, invece, gli improvvisi risvegli possono essere, in questa fase, sintomo di un disagio più profondo, legato a componenti emotive o a situazioni problematiche ed è bene che vengano approfondite le cause che portano il bambino ad avere un sonno disturbato, per far sì che questo disturbo non alteri la qualità della giornata successiva. In questa guida, in proposito, vedremo come affrontare i risvegli notturni.

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Occorrente

  • Pazienza
  • Calma
  • Serenità
  • Tanto amore da parte dei genitori
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Il risveglio nei neonati

Quando il neonato raggiunge i 9 mesi i frequenti risvegli si possono manifestare a causa dell'ansia provocati dalla separazione dal corpo della madre. A questo proposito bisogna dare ascolto ai loro bisogni. Nel caso il neonato pianga, occorre attendere un paio di minuti prima di allarmarsi, per vedere se la situazione si normalizza da sola. In caso contrario bisogna intervenire calmandolo con delicatezza ma, se possibile, senza prenderlo in braccio. Continui contatti con la mamma, infatti, renderebbero ancora più complicata la fase del distacco peggiorando il problema. Potrebbe rivelarsi utile, in caso di pianti frequenti, avvicinarsi al neonato e parlargli dolcemente, allontanandosi gradualmente da lui, fino ad uscire dalla stanza. In questo modo il bambino percepirà la presenza della madre ma, piano piano, imparerà a fare a meno del contatto fisico continuo.

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Il pianto dei grandicelli

Attorno ai tre anni, si possono manifestare risvegli notturni più frequenti. Infatti, oltre a risvegliarsi improvvisamente, il bambino può agitarsi e piangere, alzarsi dal letto e andare a cercare i genitori in un'altra stanza. Alcuni dei motivi scatenanti possono essere avvenimenti particolari accaduti, come la nascita di un fratellino o i primi giorni d'asilo o ancora, l'amicizia appena iniziata con un altro bimbo o delle relazioni conflittuali nate con compagni o fratellini. Inoltre, anche immagini televisive forti, un litigio o un fatto spaventoso possono portare alla nascita di tali problemi. Per affrontare, questi risvegli notturni, quindi occorre andare ad approfondire la causa scatenante e cercare di porvi rimedio. Se ad esempio, il vostro bambino è molto impressionabile da quello che vede in televisione, evitate di fargli vedere programmi non adatti a lui poco prima di andare a dormire, ripiegando su un cartone animato tranquillo o, ancora meglio, su una bella favola della buona notte.

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La routine come alleata

Per rendere più tranquillo il momento di andare a letto, una preziosa alleata diventa la routine della buona notte, cioè un insieme di azioni che si susseguono sistematicamente ogni sera prima di lasciarlo solo per la notte. Il bambino, trae infatti tranquillità dalla ripetitività e il suo sonno sarà più lineare e meno disturbato. Una buona routine potrebbe ad esempio prevedere bagnetto, tisana rilassante, coccole e favola e il ripeterla uguale ogni sera, aiuterà il vostro bambino ad affrontare più serenamente il distacco dai genitori, la paura del buio e lo aiuterà a metter ordine tra le emozioni e le esperienze vissute durante la giornata, donandogli la tranquillità necessaria per affrontare una buona notte di sonno ristoratore.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • La prima cosa da fare per affrontare i risvegli notturni, è quella di capire le motivazioni che portano il bimbo a tale disturbo
Alcuni link che potrebbero esserti utili:

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