Capezzoli dolenti durante l'allattamento: come attenuare il dolore

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

La maggiorparte delle donne possono soffrire in generale di dolore ai capezzoli in diversi periodi della loro vita; in particolare esiste un dolore che le contraddistingue che è rappresentato dall'allattamento: molte di loro solitamente quando allattano i loro bambini appena partoriti, avvertono una serie di disturbi ai capezzoli ma anche in tutto il seno che rendo loro la giornata molto complicata e dolorosa.
In questa guida cercheremo di spiegarvi come mai esistono questi dolori e come è possibile riconoscerli.
Vediamo subito come attenuare il dolore quando abbiamo i capezzoli dolenti durante l'allattamento, senza perdere ulteriore tempo, tramite tre semplici passaggi. Ecco come fare!

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Occorrente

  • Olio di mandorle dolci
  • Saponi delicati
  • Pomata alla lanolina o alla calendula (o anche semplicemente un olio)
  • Coppette in argento o in gel rinfrescante.
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Si sa, purtroppo i capezzoli dolenti costituiscono uno dei problemi più comuni e fastidiosi che colpiscono le donne durante la fase dell'allattamento, ed è a tal punto invasivo da spingere alcune di esse a rinunciare a questo momento così magico e intimo con il proprio figlio.
Qual è la causa dei capezzoli doloranti? Come prevenire questi fastidi? È necessario prima di tutto sottolineare che è assolutamente normale che la pelle attorno ai capezzoli si irriti leggermente quando si allatta, ma se il dolore comincia a diventare intenso e quasi insopportabile significa che è giunto il momento di adottare qualche piccolo accorgimento per far sì che tali fastidi spariscano immediatamente. Il dolore è dovuto al formarsi delle ragadi, ossia delle lesioni che si formano sui capezzoli e che hanno l'aspetto di piccole fessure, e queste si formano soprattutto a causa di una postura scorretta durante l'allattamento; per questo motivo è di capitale importanza assicurarsi di mantenere una corretta posizione del bambino durante la poppata: il capezzolo, infatti, deve essere posizionato all'interno della bocca del bambino mantenendo una posizione centrale, il modo tale che il bambino riesca a suggere in modo efficace il latte materno afferrando il capezzolo e parte dell'areola, senza provocare indolenzimenti o, nel peggiore dei casi, sanguinamenti. Un modo per far mantenere una posizione corretta al proprio bambino durante l'allattamento consiste nel cercare di tenerlo leggermente sollevato e vicino al seno della madre, in modo tale da evitare che egli, mentre è intendo a suggere il latte materno, non arrechi danno all'area del capezzolo tirandolo.

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Se si è cercato in tutti i modi di evitare l'insorgere delle fastidiosissime ragadi senza tuttavia ottenere il risultato sperato, non bisogna assolutamente disperare, poiché esistono diversi rimedi che permettono di ridurre e lenire il dolore che si prova durante i primi mesi dell'allattamento. Uno dei rimedi più efficaci consiste nello spalmare sui capezzoli e sulle areole una pomata alla lanolina o alla calendula (o va bene anche un olio) con lo scopo di ammorbidirli nel momento immediatamente successivo alla poppata; tra i prodotti che le donne possono utilizzare tranquillamente senza il bisogno di risciacquare il seno prima della successiva poppata (e che possono reperire facilmente in qualsiasi supermercato) va assolutamente menzionato l'olio di mandorle dolci, uno degli oli più consigliati e utilizzati dalle donne non solo durante la fase dell'allattamento, ma anche durante la gravidanza (con lo scopo di preparare i capezzoli all'allattamento). Un altro rimedio considerato da molti davvero efficace e, incredibilmente, quasi miracoloso per la cicatrizzazione delle ragadi ai capezzoli consiste nell'utilizzo delle coppette in argento: sono assai note e rinomate le proprietà cicatrizzanti e antibatteriche dell'argento e l'effetto che questo ha sulle ferite si può vedere in tempi davvero molto brevi, e per questo motivo si consiglia l'uso delle suddette coppette, posizionandole sopra i capezzoli, coprendo questi ultimi e le areole e facendole aderire perfettamente alla pelle grazie alla loro forma sagomata.

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Concludendo, non si dimentichino altri due importanti e validi rimedi per attenuare il dolore ai capezzoli dovuti alle ragadi: in primo luogo, un rimedio che dona un sollievo immediato consiste nell'utilizzare un altro tipo di coppette, vale a dire delle coppette a base di gel rinfrescante che attenuano immediatamente il fastidioso senso di bruciore dei attanaglia i capezzoli negli attimi appena successivi alla poppata. Si tratta di coppette monouso, sigillate singolarmente, che attenuano efficacemente il dolore grazie all'azione rinfrescante del gel che le ricopre aderendo perfettamente ai capezzoli. Questo tipo di coppette rinfrescanti hanno il pregio di poter essere indossate sotto il reggiseno e di risultare assolutamente invisibili; tuttavia il loro merito più grande sta nella loro lodevole capacità di ammorbidire la pelle tenendola costantemente idratata, in modo da accelerare il processo di guarigione e, allo stesso tempo, di attenuare il senso di bruciore. L'ultimo metodo che consente di mantenere i capezzoli idratati, evitando in questo modo l'insorgere delle ragadi, consiste nel cospargere il capezzolo con una modesta quantità di latte materno al termine di ogni poppata, lasciandolo asciugare all'aria aperta per più tempo possibile.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Vi consigliamo di rivolgervi sempre ad un medico, senza ipotizzare congetture fantasiose circa il vostro problema.
Alcuni link che potrebbero esserti utili:

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I presenti contributi sono stati redatti dagli autori ivi menzionati a solo scopo informativo tramite l’utilizzo della piattaforma www.o2o.it e possono essere modificati dagli stessi in qualsiasi momento. Il sito web, www.o2o.it e Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. (già Banzai Media S.r.l. fusa per incorporazione in Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.), non garantiscono la veridicità, correttezza e completezza di tali contributi e, pertanto, non si assumono alcuna responsabilità in merito all’utilizzo delle informazioni ivi riportate. ATTENZIONE: tali contributi in nessun caso possono costituire la prescrizione di un trattamento o sostituire la visita specialistica o il rapporto diretto con il proprio medico curante. È pertanto necessario consultare SEMPRE il proprio medico curante e/o specialisti. Per maggiori informazioni leggi il “Disclaimer »”.

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