5 segnali di depressione post partum

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Difficoltà: media
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Introduzione

La nascita di un bambino è un momento unico, di solito molto atteso. Aspettative, stanchezza data dalla gravidanza, sbalzi ormonali, mutamento del corpo però possono influire sullo stato d'animo della puerpera che si ritrova in una condizione del tutto nuova, che per quanto potesse essere stata immaginata, difficilmente sarà corrispondente all'idea che si era fatta.
Da non sottovalutare sono dunque 5 segnali che sono il campanello d'allarme per poter riconoscere la cosiddetta depressione post partum che, nella sua forma più grave e duratura, colpisce all'incirca il 10% delle donne che partoriscono.

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Stanchezza emotiva

Tutto sembra pesante, ogni piccola cosa da fare diventa qualcosa di insormontabile: questo è la stato emotivo e psicologico in cui versa una donna che molto probabilmente sta cadendo nella voragine della depressione post partum. Davanti agli occhi si vede uno scenario cupo, la pesantezza diventa un qualcosa di intollerabile. I sentimenti che predominano sono di confusione e irrequietezza.

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Disturbi del sonno

Dormire è fondamentale per riprendere energie, ma si sa che con un neonato il sonno diventa spesso un lusso. Al di là del fattore fisiologico dovuto all'allattamento del piccolo, se la puerpera manifesta disturbi del sonno può essere un segnale di depressione post partum. I disturbi possono essere sia nel senso di mancanza di sonno e quindi insonnia, sia al contrario un desiderio eccessivo di dormire.

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Voglia di piangere spesso

Il pianto è il naturale sfogo che l'essere umano possiede per fare uscire fuori un'emotività che si porta dentro. Durante il puerperio spesso ci si ritrova in uno stato emotivo confusionale e di completa incapacità di affrontare la situazione che si vive. Ma al di là delle emozioni, il pianto sintomo di una depressione conseguente al parto è inaspettato, scollegato da tutto. La voglia di piangere arriva di colpo e la crisi di pianto spesso risulta violenta. Non trovare un vero motivo alla voglia di piangere è un segnale da non sottovalutare.

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Provare sentimenti negativi nei confronti del neonato

Molti pensano che nel momento stesso in cui vedi tuo figlio l'amore nei suoi confronti sia da subito incondizionato e immenso. Tuttavia la natura umana è molto più complessa di così. Essere messi di fronte a un neonato che dipende in tutto e per tutto da te può provocare sentimenti contrastanti e nelle donne che celano una depressione clinica dovuta al parto si manifesta nel guardare il proprio figlio e non riconoscerlo come tale o aver paura di potergli fare del male. La frustrazione data dallo sconvolgimento emotivo può portare la neo mamma a non riuscire a provare quell'affetto da subito che si era immaginata verso il suo bambino.

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Indolenza eccessiva

Essere spossate durante il puerperio è normale, ma quando la stanchezza supera i limiti fino a diventare indolenza allora potremmo trovarci di fronte a un quadro clinico da affrontare il prima possibile. La voglia di non fare nulla, l'essere fiacche ed estremamente pigre non si incastra con l'impegno che un bambino appena nato richiede. È necessario reagire e se non si riesce allora occorre chiedere un aiuto perché potremmo trovarci di fronte a una seria situazione di depressione post partum.

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I presenti contributi sono stati redatti dagli autori ivi menzionati a solo scopo informativo tramite l’utilizzo della piattaforma www.o2o.it e possono essere modificati dagli stessi in qualsiasi momento. Il sito web, www.o2o.it e Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. (già Banzai Media S.r.l. fusa per incorporazione in Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.), non garantiscono la veridicità, correttezza e completezza di tali contributi e, pertanto, non si assumono alcuna responsabilità in merito all’utilizzo delle informazioni ivi riportate. ATTENZIONE: tali contributi in nessun caso possono costituire la prescrizione di un trattamento o sostituire la visita specialistica o il rapporto diretto con il proprio medico curante. È pertanto necessario consultare SEMPRE il proprio medico curante e/o specialisti. Per maggiori informazioni leggi il “Disclaimer »”.

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