10 motivi per non dare uno smartphone ai bambini

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tramite: O2O
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Introduzione

Al giorno d'oggi, ognuno di noi possiede almeno uno smartphone (i cosiddetti telefonini intelligenti). Esiste una app ormai per tutto: dal meteo al fitness, allo sport e naturalmente intrattenimento e giochi. Oggi si parla di generazione 2.0: i nostri figli nascono e crescono in un contesto dove la tecnologia è onnipresente nelle nostre case ed è parte integrante delle nostre vite. Ma siamo sicuri che permettere ai nostri bambini di utilizzare uno smartphone fin dalla più tenera età sia la scelta migliore per loro?  Ecco 10 buoni motivi per non dare uno smartphone ai bambini.

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Per evitare che i bambini vengano esposti a radiazioni

L'uso prolungato degli smartphone ci espone inevitabilmente a radiazioni che nel corso del tempo influenzano negativamente la nostra attività cerebrale. Chi di noi dopo una lunga conversazione con il cellulare non ha avvertito almeno una volta la sensazione di calore all'orecchio cui era appoggiato il dispositivo? Certamente utilizzare un auricolare è una buona soluzione ma il problema rimane, anche perché difficilmente un bambino ne farà uso. E che dire delle interferenze che vengono causate dagli smartphone verso altri apparecchi a causa di onde elettromagnetiche (radio, tv ecc)?
Immaginiamo il cervello dei bambini come una spugna in grado di assorbire tutto. Non essendosi ancora completamente formato risulta molto più ricettivo e sensibile a tali stimoli. Evitiamo quindi la loro sovraesposizione: meglio correre ai ripari.

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Lo smartphone porta alla perdita della manualità

I bambini che utilizzano troppo frequentemente uno smartphone sembrano ritrovarsi spaesati di fronte alla possibilità di cominciare un'attività che implichi un'attività manuale. Difatti i bambini abituati all'uso continuo del touch screen spesso non sanno cosa fare di fronte ai giocattoli più classici, come ad esempio le costruzioni o il pongo, in quanto abituati ad un mondo interamente tecnologico a discapito dello sviluppo della loro creatività e manualità. Un tempo i più piccoli si cimentavano con giochi "reali" che permettevano lo sviluppo naturale di abilità pratiche. Oggi rischiamo che questo processo venga pericolosamente compromesso.

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Lo smartphone può creare problemi relazionali

Un altro aspetto fondamentale per la crescita del bambino è la sfera relazionale. Se è vero che le scuole e gli ambienti extra scolastici (come ad esempio i centri sportivi o ricreativi) facilitano lo sviluppo di nuove conoscenze, al contrario l'utilizzo continuo degli smartphone vede il bambino solo con sé stesso mentre tutto il resto viene tagliato fuori. Il risultato è che presto il bambino si abitua all'individualità, con il rischio concreto di isolamento dal resto del mondo. Questo può influenzarne negativamente il carattere, poiché il bambino rischia di diventare sempre più introverso e di avere in futuro seri problemi di relazione sia nel mondo del lavoro che nella sua sfera personale.

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Lo smarphone non sostituisce i genitori

Purtroppo oggi viviamo in una realtà frenetica dove spesso entrambi i genitori devono lavorare e trascorrere gran parte della giornata lontani da casa. Se non possiamo contare sull'aiuto dei nonni o di qualche persona fidata il rischio che il bambino cresca in solitudine e magari a stretto contatto con gli smartphone è concreto. Molte volte i genitori, stanchi per il lavoro, cedono alla tentazione di concedere ai bambini lo smartphone per tenerli occupati, magari pensando in buona fede che l'utilizzo di strumenti elettronici fin dalla più tenera età possa sviluppare più facilmente nel bambino abilità che gli adulti hanno dovuto sviluppare con il tempo. Purtroppo così si rischia l'esatto contrario: lo smartphone diventa l'unica esperienza totalizzante nella vita del bambino e si rischia che si trasformi in un surrogato di mamma e papà.

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Può arrecare danni alla vista

Si sa che il contatto prolungato con qualsiasi tipo di schermo (dalla tv al pc, dal tablet allo stesso smartphone) provoca sensazioni di affaticamento e problemi di vista che, se trascurati, possono diventare permanenti. Questo effetto può essere devastante se pensiamo che gli occhi di un bambino sono molto più delicati rispetto a quelli di un adulto e a lungo andare potrebbero insorgere patologie quali miopia ed astigmatismo anche in età precoce. I difetti della vista nei bambini se presi per tempo possono essere corretti più o meno facilmente, ma prevenire è sicuramente meglio che curare.

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Sul lungo periodo può causare problemi posturali

Sempre per ragioni analoghe la cosa migliore per lo sviluppo corretto delle ossa e dei muscoli del bambino è sicuramente praticare uno sport. I bambini che fanno largo utilizzo di uno smartphone e magari contemporaneamente hanno poca vita sociale e non praticano alcuna attività fisica rischiano più degli altri di sviluppare problemi posturali (come la scoliosi o altre patologie della schiena). Se le patologie si cronicizzano possono portare anche a dolori molto fastidiosi e le conseguenze per la crescita del bambino potrebbero essere disastrose.

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Sarebbe meglio leggere un buon libro

Al posto dello smartphone, perché non spingere il bambino verso una sana abitudine? La lettura di un libro porterebbe sicuramente maggiori benefici e conseguentemente meno potenziali danni. Per ogni età è bene scegliere letture adeguate, magari che incontrino gli interessi del bambino di modo da stimolarlo maggiormente. Inoltre leggere ne favorisce sicuramente l'apertura e lo sviluppo intellettivo. Sarebbe bene evitare i cosiddetti e-book: i caratteri troppo piccoli e la retroilluminazione costante dello schermo possono stancare più facilmente il bambino e portare sul lungo periodo le conseguenze appena descritte.

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Evitiare i pericoli della realtà virtuale

Cosa succederebbe se il bambino accidentalmente riuscisse a fare uso dei social (magari attraverso l'account dei genitori o peggio ancora con un account proprio per i più grandicelli)? Siamo sicuri di conoscere tutte le conseguenze ed i pericoli che potrebbe correre davanti ad uno schermo? Se con il pc e la rete sono cominciati i primi problemi in questo senso, con lo smartphone incappare nella realtà virtuale (e rimanervi invischiati dentro) è praticamente inevitabile in quanto i telefonini ci permettono di essere sempre connessi 24 ore al giorno e con le app spesso non è necessario effettuare il log in visto che i dati vengono memorizzati automaticamente. Meglio sarebbe intensificare il controllo da parte dei genitori e bloccare le applicazioni con password segrete.

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Provoca effetti indesiderati sul ciclo sonno-veglia

Come per tutte le apparecchiature elettroniche, quando l'occhio viene costantemente stimolato da impulsi luminosi e da musiche e suoni molto forti troppo a lungo si generano sostanze all'interno del nostro cervello che vanno automaticamente ad interferire con i normali cicli di sonno-veglia. Immaginiamo questo effetto nel nostro bambino: con l'utilizzo intensivo degli smartphone diventa più difficile prendere sonno la sera e spesso farlo addormentare diventa un problema. I bambini infatti si rivelano più agitati ed irrequieti e spesso viene compromessa anche la qualità del sonno durante la notte.

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Può provocare danni economici

Infine è bene ricordare che un bambino è sempre un bambino e come tale necessita di fare esperienze. Non lamentiamoci se il nostro smartphone dal costo forse un po' troppo elevato finisce nelle sue mani ed improvvisamente si verificano malfunzionamenti, cancellazioni accidentali di dati o peggio ancora la rottura del dispositivo. Forse gli smartphone non sono fatti per i bambini. Del resto, come per tutte le cose, farne abuso è sicuramente nocivo. Come recita il vecchio adagio, il troppo storpia. Lasciamo che i bambini rimangano tali ancora per un po'.

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I presenti contributi sono stati redatti dagli autori ivi menzionati a solo scopo informativo tramite l’utilizzo della piattaforma www.o2o.it e possono essere modificati dagli stessi in qualsiasi momento. Il sito web, www.o2o.it e Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. (già Banzai Media S.r.l. fusa per incorporazione in Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.), non garantiscono la veridicità, correttezza e completezza di tali contributi e, pertanto, non si assumono alcuna responsabilità in merito all’utilizzo delle informazioni ivi riportate. ATTENZIONE: tali contributi in nessun caso possono costituire la prescrizione di un trattamento o sostituire la visita specialistica o il rapporto diretto con il proprio medico curante. È pertanto necessario consultare SEMPRE il proprio medico curante e/o specialisti. Per maggiori informazioni leggi il “Disclaimer »”.

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