Tagesmutter: cos'è e come funziona

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Introduzione

Il termine tagesmutter può sembrare un po' ostico. Viene dal tedesco ma il suo significato è molto semplice. Infatti significa "mamma di giorno", e identifica una figura professionale qualificata apparsa solo in tempi recenti in Italia, ma che sta prendendo sempre più piede. Quella delle tagesmutter è una professione generata dalle nuove esigenze dei tempi moderni: chi ha uno o più figli riesce a conciliare con difficoltà lavoro e famiglia, ma i costi di un asilo nido spesso sono esorbitanti. Per salvare capra e cavoli, nasce la professione di tagesmutter: ecco cos'è e come funziona.

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Una professione qualificata

Cominciamo con il chiarire un concetto fondamentale. Una tagesmutter non è una babysitter. L'assistenza che offre una mamma di giorno è qualificata professionalmente, poiché per poter diventare tagesmutter è necessario frequentare un corso di formazione e possedere alcuni specifici requisiti. Una tagesmutter ospita i bambini delle altre mamme a casa sua: quindi sono indispensabili l'igiene e la massima pulizia. Inoltre deve avere conoscenze in scienze alimentari, pedagogia, e sapere quali sono le attività da proporre a bambini di fasce di età differenti.

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Cosa fa la tagesmutter

La tagemutter può ospitare in casa sua fino a cinque bambini di età compresa tra 0 e 3 anni; non più di due possono avere meno di un anno. Gli orari sono molto flessibili e i costi contenuti. I vantaggi di questa professione sono tanto per chi la esercita che per chi usufruisce dei suoi servizi. Una mamma che non vuole rinunciare ad avere una sua entrata economica si può proporre come tagesmutter e allevare i suoi figli insieme a quelli degli altri; per i genitori che non hanno tanto tempo libero è una valida alternativa, o un'integrazione, dell'asilo nido. Con il vantaggio che solitamente una tagesmutter è anche più economica.

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La normativa in Italia

Come si diceva all'inizio la figura professionale della tagesmutter è ancora piuttosto innovativa in Italia. La prima regione ad introdurla è stata il Trentino, e poi sono seguite a ruota Lombardia, Lazio, il Veneto, l'Emilia Romagna. Di conseguenza ancora non c'è una normativa univoca, ma ogni regione ha le sue proprie regole. In alcuni casi vi sono dei contributi con finanziamenti pubblici per i genitori che decidono di avvalersi della figura della tagesmutter, con ulteriore diminuzione dei costi. A loro volta i corsi di formazione possono essere offerti gratuitamente dalla regione, per dare una possibilità alle mamme che non vogliono rinunciare al lavoro, ma nemmeno a veder crescere i propri figli.

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