Svezzamento: quando introdurre il pomodoro

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Introduzione

Il pomodoro, come tutte le verdure, è un elemento davvero importante per una corretta alimentazione del bambino, poiché contiene numerose sostanze indispensabili ad un sano sviluppo psico-fisico del bimbo. Il pomodoro, infatti, è ricco di acqua, vitamine, fibre e sali minerali. L’alto contenuto di acqua e i suoi nutrienti rendono il pomodoro un alimento poco calorico, leggero, dissetante e mineralizzante. Le fibre presenti nel pomodoro, inoltre, regolarizzano la funzionalità intestinale e aiutano a combattere la stitichezza. Il pomodoro è perfetto per la preparazione delle pappe dei bambini poiché si sposa benissimo con alimenti come la pasta, il riso, e le patate di cui facilita la digestione. Quando introdurre il pomodoro nel delicato periodo dello svezzamento? In questa guida vi daremo degli ottimi consigli riguardo questo argomento.

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Il passaggio da una alimentazione lattea a quella mista

Con il termine di svezzamento o divezzamento si intende il passaggio da un'alimentazione esclusivamente lattea ad un'alimentazione mista in cui si introducono nella dieta i cibi solidi. Attualmente si consiglia di iniziare a svezzare nel periodo compreso tra 4 e i 6 mesi di vita. Uno svezzamento troppo anticipato può far correre al bimbo sostanzialmente due rischi: quello del sovrappeso, per un'eccessiva introduzione di calorie, e quello di sviluppare intolleranze alimentari e/o allergie. Lo svezzamento prevede l'introduzione di un pasto serale o a mezzogiorno di pappe vegetali con crema di riso per poi passare alla tapioca, orzo e semolino di grano. Mentre tra i vegetali vengono introdotte per prima le patate, le zucchine e le carote per poi proseguire con tutte le altre, tra la frutta è bene cominciare con gli omogenizzati di mela e pera. Ma quando introdurre il pomodoro rosso che noi italiani amiamo così tanto?

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Somminisrtare il pomodoro ai bambini dopo i 10 mesi di vita

Il pomodoro può essere soclass="pas">mministrato al bambino solo dopo i 10 mesi e comunque sempre seguendo le direttive del pediatra. E’ preferibile proporlo al bimbo fresco, cotto, privato della pelle e dei semi che potrebbero non essere semplici da masticare e digerire. Il motivo per cui il pomodoro viene introdotto “tardi” nella dieta del bambino è che esso potrebbe scatenare delle reazioni allergiche. In questi casi il bambino, in seguito all’assunzione di pomodoro, lamenta pizzicore alla lingua e arrossamento intorno alla bocca. Queste pseudoallergie, definite cosi perché al contrario delle vere allergie non azionano un meccanismo immunologico, sono causate dall’istamina. In presenza di queste reazioni allergiche potrebbe essere utile escludere il pomodoro dall’alimentazione del bimbo per qualche settimana e poi reintrodurlo gradualmente per vedere se esiste una quantità tollerabile di pomodoro che il bambino può mangiare senza incorrere in effetti indesiderati.

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Servire il pomodoro maturo ai bambini

In qualunque modo vogliate riproporre il pomodoro ai vostri pargoli, care mamme, abbiate l’accortezza di servirlo necessariamente maturo perché i frutti acerbi non contengono affatto gli stessi nutrienti presenti in quelli maturi. E’ fondamentale, comunque in linea generale, non avere mai fretta nello svezzamento perché i bambini avranno il tempo di un’intera vita per assaggiare alimenti potenzialmente allergizzanti.

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I presenti contributi sono stati redatti dagli autori ivi menzionati a solo scopo informativo tramite l’utilizzo della piattaforma www.o2o.it e possono essere modificati dagli stessi in qualsiasi momento. Il sito web, www.o2o.it e Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. (già Banzai Media S.r.l. fusa per incorporazione in Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.), non garantiscono la veridicità, correttezza e completezza di tali contributi e, pertanto, non si assumono alcuna responsabilità in merito all’utilizzo delle informazioni ivi riportate. ATTENZIONE: tali contributi in nessun caso possono costituire la prescrizione di un trattamento o sostituire la visita specialistica o il rapporto diretto con il proprio medico curante. È pertanto necessario consultare SEMPRE il proprio medico curante e/o specialisti. Per maggiori informazioni leggi il “Disclaimer »”.

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