Svezzamento: l'inizio e gli errori da non fare

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Difficoltà: media
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Introduzione

La nascita di un bimbo è un evento meraviglioso, molto coinvolgente dal punto di vista sia emotivo che fisico. Se nei primi tempi, chi ha la fortuna di allattare naturalmente, non deve affrontare alcuni problemi di scelta del latte adatto alla crescita, arriva un momento che accomuna tutte le mamme, mettendole spesso in crisi: lo svezzamento. Per la prima volta la mamma nutrice viene allontanata dal proprio figlio come unica fonte di alimentazione. Nessun figlio è uguale ad un altro, lo svezzamento cambia da caso a caso. Vediamo il suo inizio e gli errori da non fare.

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Non eccediamo nella quantità di cibo

Non si è mai perfettamente preparati nello svezzamento del bambino, gli errori si ripetono o se ne compiono di nuovi. È importante lasciarsi guidare da persone più esperte in proposito e dal piccolo stesso, a cui la natura ha fornito il modo di dimostrare i suoi bisogni. Il rapporto iniziale tra il bambino ed il cibo è importante per il suo futuro alimentare, quindi non sottovalutiamo questo delicato momento di crescita. In genere si inizia dalla frutta, più digeribile per lo stomaco abituato al latte, passando poi alle prime pappe, quindi ad alimenti più consistenti. La quantità però non deve essere esagerata, se è bene fare assaggiare un poco di tutto ai piccoli, è altrettanto sbagliato riempire loro il piatto, con la pretesa che lo svuotino in un attimo. Anche l'alimentazione deve essere un gioco piacevole per il piccolo, che a differenza di ciò che credono in molti sa regolarsi nella giusta quantità di cibo da assumere.

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Non iniziamo lo svezzamento prematuramente

Cerchiamo nel limite del possibile di non accelerare l'inizio dello svezzamento. A volte per la comodità di preparare lo stesso cibo per tutta la famiglia o perché i bambini sono attratti dai cibi degli adulti, non si rispettano le fasi graduali di inserimento dei nuovi alimenti. È importante invece procedere per gradi ed introdurre i cibi giusti nel momento in cui il piccolo li può digerire, onde evitare possibili allergie ed intolleranze. La fretta con i bambini non va d'accordo, è opportuno inoltre consumare i pasti insieme e non lasciare da solo il piccolo a mangiare. In compagnia ed a tavola con gli adulti tutto è più allegro.

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Non proponiamo sempre la "solita minestra"

Nella stessa maniera in cui agli adulti stanca la medesima minestra, ai piccoli i cibi ripetuti senza fantasia non piacciono. È importante variare gli alimenti durante lo svezzamento, in modo che il bambino conosca gusti nuovi ed apprezzi sapori piuttosto che altri. Anche il latte materno cambia il suo sapore a seconda dell'alimentazione della mamma, allo stesso modo la dieta dei piccoli deve essere varia, completa, colorata e si devono alternare le pietanze in modo che non si crei noia e svogliatezza.

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Non forziamo l'assunzione di un cbo sgradito

Se un alimento non è gradito non forziamo il bambino ad assumerlo ugualmente, ma agiamo con furbizia, riproponendoglielo, in piccole dosi, ogni tanto. I gusti cambiano, inoltre se proposto quando il piccolo ha fame è più probabile che il cibo diventi piacevole, anche se non particolarmente amato. Non è comunque il caso di unire dolcificanti, che alterano il sapore e potrebbero procurare malattie.

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Non usiamo il cibo come premio

È sbagliato premiare il bambino con il cibo, si rischia di educare il piccolo che mangiare tanto è un bene, soprattutto solo ciò che piace. Abituare il bimbo a sapori troppo dolci, non gli farà apprezzare i gusti naturali, che in seguito rifiuterà. Bevande con coloranti e dolcificanti artifciali diminuiscono il senso di fame, mentre il bambino dovrebbe imparare che alimentarsi in modo salutare è importante e necessario.

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I presenti contributi sono stati redatti dagli autori ivi menzionati a solo scopo informativo tramite l’utilizzo della piattaforma www.o2o.it e possono essere modificati dagli stessi in qualsiasi momento. Il sito web, www.o2o.it e Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. (già Banzai Media S.r.l. fusa per incorporazione in Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.), non garantiscono la veridicità, correttezza e completezza di tali contributi e, pertanto, non si assumono alcuna responsabilità in merito all’utilizzo delle informazioni ivi riportate. ATTENZIONE: tali contributi in nessun caso possono costituire la prescrizione di un trattamento o sostituire la visita specialistica o il rapporto diretto con il proprio medico curante. È pertanto necessario consultare SEMPRE il proprio medico curante e/o specialisti. Per maggiori informazioni leggi il “Disclaimer »”.

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