La funzione educativa del gioco

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Il ludus per gli antichi, il gioco. Molti sottovalutano le potenzialità che il gioco può creare in un bambino e le capacità che può fargli sviluppare con gli anni, in particolare dunque la sua funzione educativa. Infatti, questa pratica effettuata da ogni bambino, anche solo con la sua fantasia, ha dei risvolti con il suo carattere e con le scelte di vita che effettuerà da grande. Nel gioco il bambino capisce utilizzo delle regole e del sapersi comportare.

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Il gioco come ispirazione per il futuro

Al gioco sono associate proprietà stimolanti, come quelle legate ai colori, alle forme, dedicate perlopiù ai bambini nei loro primi mesi di nascita. Infatti suoni, movimenti, dimensioni li portano a scoprire il mondo e a comprendere la varietà infinita di possibilità e di forme che esso offre. Un esempio ci è fornito ad esempio dai giochi frobeliani che si basano su accostamenti di colori primari e su forme base della geometria. Questi giochi ispirarono la madre di un bambino, Frank Loyd Wright, che con essi acquistò una notevole capacità compositiva e divenne uno dei maestri dell'architettura del Novecento. Altri esempi possono essere fatti per musicisti, artisti vari. È dunque importante scegliere con cura il gioco, specie nei bambini, così da indirizzarli, con il loro divertimento, ad una vita ricca di intelligenza e di espressività. Il bambino con i suoi primi giochi riesce a capire quali sono le sue inclinazioni, e di conseguenza a svilupparle adeguatamente attraverso il gioco.

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Il gioco per accrescere intelligenza

Ma il gioco possiede grandi qualità che vanno al di la del semplice divertimento o relax. Al gioco sono date funzioni e capacità che accrescono l'intelligenza del bambino e la sua ampiezza mentale. I più grandi filosofi si sono occupati del gioco, come Aristotele, che lo definì fonte di piacere e di virtù e come l'illuminista Kant che lo definì un'attività che provoca piacere. Ogni bambino nel gioco, specialmente quando gioca da solo, da libero sfogo alla sua creatività e fantasia, anche se non in tutti i giochi, infatti in un gioco come può essere quello di fare un puzzle, il bambino sviluppa le sue abilita logiche, perfetto sarebbe invece far giocare il bambino con le costruzioni, le quali sviluppano sia le sue abilità logiche nel momento in cui seguono delle istruzioni, sia quelle creative nel momento che costruiscono qualcosa di proprio.

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Il gioco non è solo parte dell'infanzia

La pratica del gioco è una cosa che non ha origini, nel senso che queste ultime si perdono nella notte dei tempi. Ma le qualità che possiede sono davvero uniche sotto molti punti di vista. Prima di tutto il gioco è divertimento, altrimenti non avrebbe senso chiamarlo tale. Essendo divertimento il gioco induce ad una distensione mentale, quasi come un potente antistress e antidepressivo. Molto spesso il gioco è accostato soprattutto all'infanzia perché indubbiamente sono i bambini quelli che maggiormente lo richiedono e ne necessitano. Ma non è così in ogni caso. Infatti il gioco, così inteso, viene praticato a tutte le età, dall'adolescenza (in particolare con gli sport) fino all'età adulta, ad esempio in coppia, ed infine anche in tarda età. Basti pensare la grande quantità di giochi che si possono fare con le carte (appunto le carte "da gioco") oppure i vecchi giochi di società, oppure laddove un gruppo di persone si riuniscono e passano magari una serata distesa difronte ad un gioco da tavolo. Oppure la varietà di giochi che si fa in famiglia ad esempio nel periodo di Natale, su tutti il più famoso è sicuramente la tombola. Ma ad oggi la varietà è ancor più estesa se consideriamo i videogames, ormai non più materia esclusiva dei bambini e adolescenti.

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Conclusione

In conclusione il gioco non è importante solo per la crescita del bambino, ma è fondamentale per la crescita della persona, infatti il gioco spesso si proietta sul suo futuro, per questo è bene far avere ai bambini giochi variegati, i quali si indirizzino tutti in diversi ambiti, ma sopratutto che non giochino sempre da soli, poiché è importante per loro imparare a condividere e a fare lavoro di squadra.

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