Cosa fare se il bambino non parla

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Gentili lettori, la guida che seguirà tratterà il tema dei bambini. Nello specifico, ci occuperemo del loro sviluppo, della loro crescita, concentrandoci su cosa fare se il bambino non parla.
Cosa dobbiamo fare se il bambino non parla? Lo scopriremo trattando, nei diversi passi della guida, alcuni argomenti interessanti.
Vi auguro una buona lettura.

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Occorrente

  • libri illustrati
  • cd musicali da ascoltare e cantare assieme
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Giorno dopo giorno, tuo figlio ti stupisce con i suoi progressi, accompagnandoli con una dolce furbizia che, ogni volta, riesce a strapparti un sorriso e a farti passare le arrabbiature. Eppure, c'è un dubbio che ogni tanto ti assale. Confrontandoti con le mamme di altri bimbi della stessa età, ti sembra che il tuo parli di meno. Col passare dei mesi, questo fatto ti fa temere che il tuo bimbo possa avere un ritardo nel linguaggio. Come comportarsi? In questa guida ti spiegheremo cosa fare se il tuo bambino non parla.
La prima regola, quella davvero fondamentale, è non preoccuparsi esageratamente, non allarmarsi. Ci sono dei limiti ben specifici di sviluppo delle attività cognitive dei bambini, che tuttavia risultano essere variabili da bambino a bambino. Pensate, per esempio, ai bambini che camminano già 11 mesi o che cominciano a pronunciare qualche parola ai 18 mesi.

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Altri, invece, parlano subito e sviluppano le capacità motorie più tardi. Non c'è una regola fissa a cui attenersi. Tutti i genitori devono osservare attentamente lo sviluppo del proprio figlio, godendosi la propria famiglia senza suscitare ansia eccessiva al bambino. Quindi, siate vigili, ma calmi. Stimolate continuamente il vostro bambino, comunicate molto con lui, perché è un aspetto fondamentale che velocizza lo sviluppo cognitivo del bambino. Cercando serenamente di trovare gli stimoli giusti per comunicare costantemente con lui.
Secondo gli esperti, il bimbo pronuncia le prime paroline quando compie un anno di età. Verso i 18 mesi, arriva ad utilizzare consapevolmente all'incirca 50 parole per poi attestarsi alle 150 verso i due anni. Se il tuo bambino non rientra in questa casistica ma si fa capire chiaramente con poche parole, con suoni che includano anche consonanti e con gesti significativi, ha solo bisogno di più tempo. I bimbi che parlano più tardi (quelli che tecnicamente vengono chiamati "late talkers") sono molto più rari di quanto l'ansia genitoriale faccia temere.

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Si tratta di casi molto particolari: il più delle volte, infatti, non sono altro che dei bambini pigri ma molto svegli, perché hanno trovato delle "scorciatoie comunicative" per esprimere le proprie esigenze e ottenere quello che vogliono, senza però prendersi il disturbo di parlare! Non disperate, però: i piccoli che se la prendono comoda per cominciare a parlare, recuperano anche velocemente, tanto che gli specialisti anglosassoni li hanno ribattezzati "late bloomers", cioè bambini che sbocciano tardi.
Ma cosa fare per stimolare un bambino che parla poco? Prima di tutto, assicurati di essere tu a parlargli abbastanza. Lo sviluppo cognitivo, relazionale ed emotivo del bambino si basa soprattutto sul rapporto coi genitori e in special modo con la madre. La mamma in primis deve trovare tutti gli spunti possibili per parlare al proprio piccolino. Molto spesso, soprattutto quando si è avuta una giornata pesante, lasciare per un pochetto il proprio bimbo davanti alla televisione sembra essere una soluzione tutto sommato accettabile, visto che comunque il bambino sente parlare nella propria lingua.

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Purtroppo bisogna rifuggire questa soluzione perché il linguaggio si apprende quando si crea una relazione e c'è uno scopo per parlare. Quindi sfrutta tutti gli spunti - come fare assieme la spesa, leggere un libro pieno di belle figure o il bagnetto - per parlargli e accogliere con entusiasmo le sue prime chiacchiere.
A scuola ci dicevano che chi impara cantando, memorizza più facilmente. Proponigli delle canzoni di vario genere: filastrocche per bambini, musica leggera, pop e tutto ciò che la fantasia ti suggerisce di fargli ascoltare.

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Oltre ad allenarlo ad ascoltare e a riprodurre suoni diversi, questo sarà un modo divertente per abituare il suo orecchio alle varie melodie, per sviluppare il gusto per la musica e la capacità di apprezzare i vari ritmi. Accogli con approvazione i suoi tentativi di comunicazione - siano essi gesti o suoni - per mantenere saldo il vostro rapporto e fargli sentire che lo capisci.
Limita l'uso del ciuccio alla nanna e ai momenti di stress: così non sarà sempre occupato a ciucciare e articolerà meglio il linguaggio quando sentirà l'esigenza di parlare. Qualora il bambino non si esprima in modo congruo alla sua età, comunicate con lui, interagite, offritegli continue correzione nei punti dove avete trovato degli errori particolari e ripetuti nel tempo, in modo tale che il bimbo comprenda l'errore e si corregga con il tempo, memorizzando la giusta formula. Tuttavia, non siate assillanti! Dovete farlo in modo dolce, senza stressare eccessivamente ed oltretutto inutilmente il bambino. La comunicazione dovrà essere costruttiva e coinvolgente, perché i bambini imparano moltissimo da tutto ciò che li circonda.
Vi consiglio la lettura di quest'articolo: http://www.natiperleggere.it/index.php?id=5.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • aggiornare il pediatra di fiducia sui progressi del proprio bambino
  • verificare eventuali problemi uditivi con un otorino ed effettuando uno screening audiologico
  • valuta col pediatra di consultare un neuropsichiatra infantile o un logopedista
Alcuni link che potrebbero esserti utili:

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