Consigli per gestire il pianto del bebè durante la notte

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Le prime settimane di vita di un neonato sono un periodo piuttosto difficile da affrontare, in particolare quando si tratta del primo figlio ed i genitori non sono del tutto preparati a questo grande cambiamento. Un neonato non ha orari, può dormire per poche ore di fila e necessita di mangiare molto spesso. Giorno e notte per lui non fa differenza e le sue necessità vengono naturalmente prima di tutto il resto. Per un neo genitore la difficoltà più grande è probabilmente quella di abituarsi alle notti insonni, trascorse a nutrire e a cullare il piccolo. Con questa breve guida vediamo quindi alcuni consigli utili per gestire il pianto del bebè durante la notte, per aiutarlo ad addormentarsi più serenamente.

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Attaccarlo al seno materno

La prima fonte di agitazione per un neonato è la fame. Se il vostro bimbo si sveglia nel cuore della notte piangendo è molto probabile che abbia bisogno di mangiare. Attaccarlo al seno materno è quindi la prima cosa da fare in queste situazioni. Fatelo anche se il piccolo ha mangiato da poco, non costringetelo per forza a nutrirsi ad intervalli regolari ma attaccatelo ogni volta che lui ne sente il bisogno (allattamento a richiesta). In primo luogo perché la suzione stimola la produzione di latte, in secondo luogo perché i neonati possono avere semplicemente bisogno di contatto fisico ed il seno materno è il modo più efficace per tranquillizzarli.

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Cullarlo il braccio

Un altro modo per cercare di calmare il pianto notturno di un neonato è quello di cullarlo dolcemente tra le vostre braccia, anche per diverso tempo, se necessario. Molti genitori temono che addormentare i bambini in braccio possa "viziarli", ma non dimenticate che un neonato ha bisogno del contatto fisico, essendo ancora abituato al tepore del grembo materno ha la necessità di sentire intorno a sé la presenza della mamma o del papà. Una volta che si sarà addormentato potrete poi poggiarlo delicatamente nella culla, meglio se avvolto da una copertina con il vostro odore (dormiteci per qualche notte prima di usarla per il vostro bimbo).

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Offritegli il ciuccio

Il ciuccio può in molti casi essere utilizzato per calmare il pianto notturno di un neonato. È consigliabile però non utilizzarlo da subito per non creare confusione con il seno materno, che ha una conformazione diversa e che richiede una suzione differente. Se intendete allattare al seno aspettate quindi che il tutto si sia ben avviato e che il vostro bimbo abbia imparato a nutrirsi correttamente. Diciamo che 15-20 giorni possono essere sufficienti. Scegliete un ciuccio che sia adatto alla sua età e sterilizzatelo prima dell'uso.

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Cantate per lui

Le voci di mamma e papà sono una delle prime fonti di serenità per un neonato, dato che sono i suoni che durante la gravidanza ha ascoltato in misura maggiore. Inoltre, i neonati sviluppano completamente la vista in alcune settimane dunque appena nati le voci delle persone saranno il loro principale punto di riferimento. Per calmare il pianto notturno sarà quindi molto utile cantare al vostro bambino, magari una canzone che già ha ascoltato durante la gravidanza o una ninna che potete ripetere più volte.

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Datevi il cambio

Infine, un consiglio utile soprattutto per voi genitori: cercate di darvi il cambio il più possibile. Molto spesso la cura notturna dei neonati è una totale responsabilità della mamma, perché il papà il giorno successivo deve andare al lavoro. Invece sarebbe opportuno darsi cambio, per permettere ad entrambi i genitori di riposare almeno per qualche ora, per poter affrontare la giornata successiva (altrettanto impegnativa) con un po' più di serenità. Ricordate che anche i papà hanno diritto al congedo parentale quindi non esitate a farne richiesta.

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I presenti contributi sono stati redatti dagli autori ivi menzionati a solo scopo informativo tramite l’utilizzo della piattaforma www.o2o.it e possono essere modificati dagli stessi in qualsiasi momento. Il sito web, www.o2o.it e Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. (già Banzai Media S.r.l. fusa per incorporazione in Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.), non garantiscono la veridicità, correttezza e completezza di tali contributi e, pertanto, non si assumono alcuna responsabilità in merito all’utilizzo delle informazioni ivi riportate. ATTENZIONE: tali contributi in nessun caso possono costituire la prescrizione di un trattamento o sostituire la visita specialistica o il rapporto diretto con il proprio medico curante. È pertanto necessario consultare SEMPRE il proprio medico curante e/o specialisti. Per maggiori informazioni leggi il “Disclaimer »”.

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