Come togliere la poppata notturna

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Crescere un bambino non è certamente molto semplice, diventare dei buoni genitori è un compito arduo e bisogna decidere di volta in volta come comportarsi con il proprio bambino. Il rapporto che lega la madre al suo bambino allattato al seno è qualcosa di estremamente intenso ed unico, perciò iniziare a calare le poppate, specialmente quelle notturne che saziano la fame e rassicurano il bimbo, può essere fonte di problemi. Infatti grazie ad esse riassapora quel tepore a cui era abituato quando stava nel ventre della sua mamma. Bisogna dunque determinare il modo di togliere la poppata notturna, senza suscitare uno stato d'animo ansioso in lui o nell'adulto. Come bisognerà mai procedere per non avere inconvenienti? Lo vediamo subito adesso, rimanete sintonizzati e non ve ne pentirete. Vi daremo utili suggerimenti che vi permetteranno di capire come procedere in questo delicato passaggio.

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Occorrente

  • la pazienza innanzitutto
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Differenze di carattere

Innanzitutto ricordiamo che ci sono dei piccoli che sono pigri di natura, dolci, dei veri teneroni. Hanno la naturale tendenza a dormire molto, saltando così i pasti sin dai primi mesi di nascita. Loro generalmente sono meno vittime di coliche gassose e crescono in salute. Altri invece sono caratterizzati dalla voracità, infatti si cibano molto, diventando rapidamente belli rotondi e floridi. Purtroppo però tutto ciò provoca coliche notturne e la tendenza a non voler privarsi del pasto notturno. Rinunciarvi dipende oggettivamente dal peso del piccolo alla nascita e dal suo stato di salute, da una crescita veloce e dal peso corporeo di conseguenza in progressivo aumento.

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Differenze fra maschi e femmine

Si può fare un distinguo tra maschi e femmine, osservando che di solito sono i primi ad essere maggiormente vivaci e bramosi di cibo, per questo motivo in genere si nutrono di più, sono più grossi, più lunghi, più pesanti, e ciò fin dalla nascita. I prematuri hanno al contrario un peso al di sotto degli standard medi, dunque necessitano di pasti più frequenti e meno abbondanti. Questi fattori appena elencati, ossia il carattere, il sesso, la gravidanza a termine o meno con relativo parto prematuro, sono tutti fattori che incidono sulla modalità e sulla scelta del momento in cui levare all'infante il pasto notturno.

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Ritmi naturali

Ogni creaturina segue i suoi tempi e i suoi ritmi naturali. Una regola generale, come sostengono i pediatri, pare essere quella che posticipa l'eliminazione del desinare quando si fa buio al raggiungimento di un peso compreso tra i 6 e i 7 chili. Questo perché quando ciò accade, in automatico tenderà a non svegliarsi più la notte. Per alcuni può verificarsi già nel periodo conclusivo del primo mese di vita, per altri corrisponde all'introduzione dello svezzamento, in cui si iniziano a consumare biscottini e pappe che soddisfano il suo appetito.
Arriva prima o poi il momento di togliere una poppata al proprio bambino, in modo da abituarlo gradualmente a mangiare altro. Ma il passaggio potrebbe risultare traumatico se non si procede nella maniera corretta. Fortunatamente grazie a dei buoni consigli, potrete evitare qualche errore, o perlomeno avere una consapevolezza maggiore. Vi auguro quindi buona fortuna.
Alla prossima.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Posticipate l'orario dell'ultimo pasto serale

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I presenti contributi sono stati redatti dagli autori ivi menzionati a solo scopo informativo tramite l’utilizzo della piattaforma www.o2o.it e possono essere modificati dagli stessi in qualsiasi momento. Il sito web, www.o2o.it e Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. (già Banzai Media S.r.l. fusa per incorporazione in Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.), non garantiscono la veridicità, correttezza e completezza di tali contributi e, pertanto, non si assumono alcuna responsabilità in merito all’utilizzo delle informazioni ivi riportate. ATTENZIONE: tali contributi in nessun caso possono costituire la prescrizione di un trattamento o sostituire la visita specialistica o il rapporto diretto con il proprio medico curante. È pertanto necessario consultare SEMPRE il proprio medico curante e/o specialisti. Per maggiori informazioni leggi il “Disclaimer »”.

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