Come percepiscono il tempo i bambini

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

L'articolo che svilupperemo nei passi che comporranno la nostra guida, ha come tematica fondamentale un aspetto davvero importante, che spesso non prendiamo in considerazione: la percezione del tempo. Essendo più precisi, andremo a dedicarci a come percepiscono il tempo i nostri bambini. Questo è un interrogativo assolutamente interessante, che bisogna valutare. Incominciamo subito le nostre valutazioni.
È una cosa ormai risaputa che i bambini hanno un'idea di tempo completamente diversa dalla nostra. Per un adulto è molto difficile immedesimarsi nel corpo di un bambino di 2-3 anni, perché di quel periodo non si hanno ricordi definiti, ma solo memorizzazioni di luoghi o eventi particolari. La nostra divisione temporale è molto matematizzata e schematizzata, segue regole fisse difficilissime da comprendere per un bambino, che si perde nei meandri di ore, minuti, giorni, mesi, anni. Per non parlare poi di concetti come i mesi bisestili e quelli che hanno 28, 30 o 31 giorni.

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Occorrente

  • bambini
  • giochi
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I cicli di tempo naturali

Partirei da un aspetto abbastanza elementare, ovvero la concezione semplicistica, meno complessa, che può avere un bambino nella scomposizione di un qualsiasi problema. Questo accade, chiaramente, anche per quanto riguarda la percezione del tempo. Per i bambini, è decisamente più semplice fissare alcuni punti chiave della giornata: l'ora della nanna, l'ora della pappa, l'ora del bagnetto, e così via. I bambini risultano apprendere però molto velocemente il concetto delle stagioni e dell'alternanza giorno-notte, perché queste comportano effetti visivi: il sole che scompare dietro i monti, le foglie che cadono in autunno, gli alberi che fioriscono in primavera sono per loro chiari segnali del tempo che passa.

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L'apprendimento di concetti complessi

Passando ad aspetti un po' più complessi, risulta più difficoltoso l'apprendimento del concetto di settimana. Questo accade perché è una suddivisione innaturale, arbitraria, perché non c'è nulla in natura che abbia un ciclo di sette giorni. Ciò che non è naturale, come è normale che sia, ha bisogno di un ragionamento più complesso alle spalle, perché formulato in maniera a sua volta ragionata. La settimana però è un elemento indispensabile per noi adulti, per calcolare giorni feriali e fine settimana, per fissare impegni di lavoro e fissare eventi: cosa dobbiamo fare per farlo capire ai nostri bimbi? La risposta è nulla. I nostri figli capiranno il concetto di settimana solo con l'avvicinarsi della scuola primaria. In prima e seconda elementare infatti capiranno ad esempio che il sabato e la domenica possono stare a casa con mamma e papà, mentre il martedì sera ad esempio si va a nanna presto perché il giorno dopo c'è scuola.

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Come comportarsi

Non serve assolutamente a nulla, quindi, provare insistentemente a sgridare un bambino perché non comprende che la televisione vada necessariamente spenta tra dieci minuti perché si dovrà mangiare. La comprensione del tempo è complessa e quindi delicata per qualsiasi bambino, che va affrontato con le dovute precauzioni e i metodi corretti. Il principale responsabile dell'apprendimento temporale è la scuola; nei primi anni infatti i programmi didattici sono basati essenzialmente sulla comprensione della data e dell'ora, sul ciclo delle stagioni e sull'alternanza giorno e notte. Aiutamo quindi i nostri piccoli a capire che il tempo che passa non deve far paura, ma deve aiutarci a vivere meglio. Eccovi un link utile: http://genitoricrescono.com/il-tempo-per-i-bambini-giorni-mesi-settimane/.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Saper come i propri bambini percepiscono il tempo, è fondamentale per i propri genitori.
Alcuni link che potrebbero esserti utili:

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