Come insegnare al proprio bambino a nuotare

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Tra le tante cose da insegnare al proprio figlio c'è sicuramente il nuoto. Le occasioni non mancano, soprattutto d'estate quando c'è la possibilità di portarlo al mare. La migliore cosa però è cominciare fin da piccolo ad abituarlo all'acqua quindi se avete modo, vi consiglio di fare qualche ora di balneazione anche in piscina. Tutto dipende dalla predisposizione e dalla volontà del bambino. Fin dai primi mesi di vita potrà prendere confidenza con l'acqua, anche se la fascia di età compresa tra i due e i cinque anni è considerata la più adatta. In questa guida spiegheremo come insegnare a nuotare al vostro bambino seguendo qualche piccola indicazione.

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Occorrente

  • Un paio di braccioli e una tavoletta da usare in piscina e tanta pazienza per le mamme che si improvviseranno istruttrici di nuoto!
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Quando vi sentirete abbastanza sicuri ed il vostro bambino avrà preso sufficiente confidenza con l'ambiente, potrete immergervi insieme a lui. Tenete le vostre mani sotto le sue ascelle (se il bimbo è abbastanza grande potrete anche utilizzare una tavoletta) e lasciatelo libero di muovere e scalciare con le gambe. Ricordatevi sempre di avere un atteggiamento positivo, giocoso e sorridente per trasmettergli sicurezza e divertimento.

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Immergersi completamente ed esplorare i fondali come i pesciolini è divertente! Questo è il messaggio giusto che dovrete trasmettere. Girerete il bambino a pancia sotto (sostenendolo con le vostre mani) e insegnerete a sbattere i piedi e muovere le braccia con movimenti ampi e lenti. In questa posizione sarà facile suggerirgli di provare a immergere il viso e aprire gli occhi per vedere il fondo. Se il bimbo non si sentirà sicuro, riportatelo in posizione verticale e, continuando a sostenerlo per le ascelle, provate a fargli immergere la testa sott'acqua. Un po' di incitamento in questa fase aiuterà il bimbo ad acquisire sicurezza e a percepire l'insegnamento come una piccola sfida. Non dovrete essere impazienti ed avere fretta. Ogni bambino ha i suoi tempi e non dovrete fare paragoni con altri bimbi che potrebbero essere più rapidi nel lasciarsi andare.

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Dovrete aspettare pazientemente che il bimbo vi chieda, di sua iniziativa, di essere "lasciato", per provare da solo a stare a galla. Dovrete rimanere vicini a lui, rassicurandolo e incoraggiandolo. I primi movimenti saranno scoordinati e confusi ma, lentamente, il bambino prenderà fiducia e sicurezza. Una volta imparato a stare a galla e a trattenere il respiro per fare piccole immersioni, un paio di braccioli potranno essere molto utili per insegnare i movimenti in maniera fluida e coordinata e per far sì che il nuoto continui ad essere un piacevole gioco senza diventare faticoso. Ricordatevi che il bambino non dovrà diventare un campione, quindi non dovrete forzarlo ad avere una tecnica perfetta. Se il nuoto gli piacerà davvero molto allora potrete iscriverlo ad un idoneo corso, dove imparerà tutti i giusti movimento per perfezionare il suo stile. I veri corsi di nuoto sono consigliati dai 6/7 anni, prima dei quali è giusto che i bambini giochino solamente in acqua.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Ricordiamoci di avere un atteggiamento positivo e sorridente. Inventarsi un gioco da fare nell'acqua può essere un ottimo modo per divertirsi isieme.

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I presenti contributi sono stati redatti dagli autori ivi menzionati a solo scopo informativo tramite l’utilizzo della piattaforma www.o2o.it e possono essere modificati dagli stessi in qualsiasi momento. Il sito web, www.o2o.it e Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. (già Banzai Media S.r.l. fusa per incorporazione in Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.), non garantiscono la veridicità, correttezza e completezza di tali contributi e, pertanto, non si assumono alcuna responsabilità in merito all’utilizzo delle informazioni ivi riportate. ATTENZIONE: tali contributi in nessun caso possono costituire la prescrizione di un trattamento o sostituire la visita specialistica o il rapporto diretto con il proprio medico curante. È pertanto necessario consultare SEMPRE il proprio medico curante e/o specialisti. Per maggiori informazioni leggi il “Disclaimer »”.

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