Come insegnare a leggere l'orologio ai bambini

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

In questo articolo vogliamo aiutarvi a capire in che modo poter insegnare a leggere l'orologio ai nostri bambini. Insegnare ai bambini a leggere l'orologio è molto più semplice di quel che si pensa e può essere anche un'esperienza divertente. Per iniziare è fondamentale servirsi, ovviamente, di un orologio "classico", completo quindi di numeri ed anche di lancette. La lettura di un orologio, che è privo di questi strumenti, può di certo risultare per un bambino, davvero molto più complessa ed è un' abilità, che solitamente si acquisisce con il tempo.Pronti per iniziare questa guida su come si legge un'orologio? Buon lavoro e buon divertimento!

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Iniziamo subito con il dire che ad un bambino un po' più sveglio, sorgerà sicuramente spontanea la domanda: "Se una giornata è composta da 24 ore, perché i numeri sono solamente 12?" È possibile tranquillamente offrirgli una risposta che non lo mandi in confusione. Basterà semplicemente dirgli che, in una giornata, ripetono due volte lo stesso giro. Ma di chi stiamo parlando? Ovviamente delle lancette, che solitamente sono tre, ciascuna diversa dall'altra, non solo in apparenza, ma anche nella loro piena funzionalità. Cominciamo a conoscerle meglio. La più piccola di queste lancette, proprio per la sua "natura", avanza lentamente sui numeri più grandi del quadrante. Questa è talmente lenta che impiega circa 12 ore, per fare tutto il giro per poi ritornare al punto di partenza. Si tratta chiaramente della lancetta delle ore, ma se vogliamo rendere la spiegazione meno noiosa per il nostro bambino, possiamo anche semplicemente trovare, un nome più divertente da attribuirgli.

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La lancetta più grande, invece, procede molto più rapidamente rispetto alle altre, e sostando questa volta sui numeri più piccoli del quadrante del nostro orologio. Ma perché questa deve essere più veloce? La risposta è molto semplice: perché il compito è più impegnativo, dato che i minuti sono tanti, cioè 60 per l'esattezza. A svolgere tale compito è, quindi, la lancetta dei minuti ma, anche in questo caso, possiamo anche lasciare spazio alla nostra fantasia, o a quella del nostro bambino, per attribuirgli un nomignolo più divertente. In modo che questa possa restargli in mente e ricordarle per associazione d'idea.

Continua la lettura
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Per concludere, è il turno dell'ultima, ma di certo non meno importante, lancetta. Stiamo parlando di quella dei secondi! Questa è la più veloce di tutte, la più dinamica, l'unica il cui movimento è chiaramente percepibile anche ai nostri occhi e a quelli del nostro bambino. La motivazione da offrirgli per questa sua azione, potrebbe essere sempre la stessa: i secondi in un'ora sono tanti, anzi tantissimi, 3600 per l'esattezza e quindi di certo una cifra che ad un bambino risulterà ancor più impegnativa di quel che è. Dal canto suo la lancetta deve quindi procedere senza permettersi alcuna sosta.
È importante che i bambini capiscano in fretta cosa indichi il rincorrersi di queste lancette perché, già alla loro età, le loro giornate risultano molto impegnative tra la scuola, i compiti e lo sport. È opportuno, quindi, che essi imparino rapidamente a gestire il loro tempo. In questo modo, con questa parole, anche i nostri bambini, riusciranno a capire in che modo funziona un orologio ed anche imparare a leggerlo, senza grosse difficoltà!

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I presenti contributi sono stati redatti dagli autori ivi menzionati a solo scopo informativo tramite l’utilizzo della piattaforma www.o2o.it e possono essere modificati dagli stessi in qualsiasi momento. Il sito web, www.o2o.it e Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. (già Banzai Media S.r.l. fusa per incorporazione in Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.), non garantiscono la veridicità, correttezza e completezza di tali contributi e, pertanto, non si assumono alcuna responsabilità in merito all’utilizzo delle informazioni ivi riportate. ATTENZIONE: tali contributi in nessun caso possono costituire la prescrizione di un trattamento o sostituire la visita specialistica o il rapporto diretto con il proprio medico curante. È pertanto necessario consultare SEMPRE il proprio medico curante e/o specialisti. Per maggiori informazioni leggi il “Disclaimer »”.

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