Come gestire un bambino che piange in macchina

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Il bambino che piange in macchina è una delle situazioni più complicate da gestire.
Il pianto nel bambino, così come nell'adulto, è una manifestazione di malessere, sia esso di natura fisiologica che emotiva. Vostro figlio o il bambino in questione sta lanciando un messaggio, una richiesta d’aiuto.
Provate a immaginare cosa significhi per lui trovarsi in auto, un ambiente del tutto sconosciuto, con odori, colori, temperature e atmosfere del tutto diversi; con la mamma o il papà che guidando e non sono in grado di creare il contatto visivo e fisico basilari per ristabilire la calma.
Alla luce di queste riflessioni, non è poi così strano che il bambino pianga disperatamente. Bisogna dunque armarsi di pazienza ed affrontare il problema. Quindi non ti resta che seguire tutti i passi della guida!

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Strategie da utilizzare con un bambino che piange in macchina

Per prima cosa, attivate le strategie di uso comune, che usate quando siete in casa. Proponetegli il suo pupazzetto preferito, che fungerà da compensatore affettivo, fino al momento in cui sarà possibile prenderlo in braccio. In secondo luogo, rivolgetevi a lui parlandogli in maniera calma e distesa, evitando però di distogliere l’attenzione dalla guida. Se proprio non smette di piangere, fermatevi, evitando però di scendere per prenderlo in braccio, altrimenti decodificherà questo schema e lo riproporrà le volte successive, e portarlo in macchina sarà una vera e propria mission impossible. Ora che siamo arrivati a questo punto non ci resta che passare al passo numero due, esperienze che fanno i bambini.

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Esperienze che fanno i bambini

Tutte le prime volte dei bambini rappresentano un momento importante e cruciale. Ci sono bambini più propensi alle nuove scoperte ed altri più ostili, ma non esistono bambini che, categoricamente, non possono affrontare esperienze diverse.
La differenza, sta solo nel tipo d’impatto esercitato dalle energie messe in campo, positive o negative e dell’influenza che tali energie hanno sul piccolo. Ora che siamo arrivati a questo punto non ci resta che passare al passo numero tre, cosa fare se il bambino continua a piangere.

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Cosa fare se il bambino continua a piangere

In terzo luogo, è indispensabile mantenere la calma. Una volta fermi, stendete la mano verso il piccolo per porgergli qualche carezza e un raggiante sorriso, per tentare di calmarlo. Se il piccolo non desiste dal pianto, sarà bene creare un diversivo, qualcosa che seppur momentaneamente blocchi il suo pianto: accendere la radio, fingere di starnutire (enfatizzando l’azione), cantare una canzoncina ritmica che abbia una mimica accentuata. Insomma si tratta di distrarlo!
Ottenuta la sua attenzione, occorrerà mantenerla, di conseguenza bisognerà perpetuare l’azione messa in campo. Se state cantando una canzoncina, continuate, e lentamente rimettetevi alla guida. Il bambino infatti percepisce gli stati d’animo ed è più recettivo di quanto si stimi.
Se siete riusciti a conquistare la sua attenzione, difficilmente egli si cimenterà nuovamente nel pianto, poiché le attenzioni che gli avrete rivolto lo culleranno simbolicamente al punto che ristabilirà il suo equilibrio emozionale e proietterà la sua attenzione verso voi, che a questo punto sarete il suo unico punto di riferimento. Ricordati di visionare anche i link in fondo alla guida, con tantissime altre informazioni inerenti sempre all'argomento della guida.

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I presenti contributi sono stati redatti dagli autori ivi menzionati a solo scopo informativo tramite l’utilizzo della piattaforma www.o2o.it e possono essere modificati dagli stessi in qualsiasi momento. Il sito web, www.o2o.it e Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. (già Banzai Media S.r.l. fusa per incorporazione in Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.), non garantiscono la veridicità, correttezza e completezza di tali contributi e, pertanto, non si assumono alcuna responsabilità in merito all’utilizzo delle informazioni ivi riportate. ATTENZIONE: tali contributi in nessun caso possono costituire la prescrizione di un trattamento o sostituire la visita specialistica o il rapporto diretto con il proprio medico curante. È pertanto necessario consultare SEMPRE il proprio medico curante e/o specialisti. Per maggiori informazioni leggi il “Disclaimer »”.

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