Come far superare al neonato la paura dell'abbandono

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Difficoltà: facile
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Introduzione

I neonati utilizzano il pianto, per poter comunicare in maniera verbale le loro esigenze a coloro che se ne prendono cura, non avendo ancora la capacità di parlare. Ad esempio, essi piangono quando hanno bisogno di mangiare o bere, o anche perché avvertono un fastidio come mal di pancia, denti in crescita, febbre ecc.. Tuttavia piangere può anche nascondere un qualcosa di più profondo, ovvero una sorta di disagio psicologico che, in maniera scientifica viene definita sindrome da paura d’abbandono. Tale stato d'animo è causato dall'istinto di autoconservazione, che viene superato dal piccolo, quando esso viene aiutato nei primi sei mesi d'età. In questo articolo, si daranno consigli su come far superare al neonato la paura dell'abbandono entro pochi mesi.

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Dato che la sindrome è legata alla paura di essere abbandonato, non bisogna lasciare il piccolo da solo, specialmente quando piange. È consigliabile pertanto, prenderlo in braccio, cullarlo, parlargli o cantargli una ninna nanna, fino a quando non si è tranquillizzato completamente o non si è addormentato. Lasciarlo piangere è la cosa più sbagliata che si possa fare, perché non serve ad educarlo, come gran parte delle persone pensa, ma si ottiene soltanto il risultato di rafforzare la sua paura e di farlo disperare ancora di più.

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È necessario dotarsi di molta pazienza con un neonato, poiché è in grado di mettere a dura prova le forze dei genitori, ma, specialmente nel caso della sindrome da paura di abbandono, ci si deve mostrare decisamente tranquilli, dargli sicurezza e trasferirgli un senso di serenità. Se invece, ci si mostra infastiditi o stanchi, non si potrà raggiungere l' obiettivo di tranquillizzarlo. L'ansia e la preoccupazione infatti, non faranno altro che confermare la sua paura di essere abbandonato.

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Mentre nei primi mesi di vita del piccolo, bisogna adottare un atteggiamento che rassicuri il più possibile il neonato, servendosi anche del contatto corporeo, verso il quinto o il sesto mese si può cominciare ad insegnargli, un po' alla volta, a fare a meno della presenza continua dei genitori. Invece di cullarlo per farlo addormentare, per esempio, si può metterlo direttamente nel lettino e stargli vicino cantandogli una filastrocca o, quando è sveglio, tenerlo sul seggiolone, invece che in braccio, nella stessa stanza dove si trova il genitore e parlargli. Facendo in questo modo, a poco a poco le paure del bambino svaniranno, rendendolo più sicuro e favorendo la sua crescita emotiva.

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I presenti contributi sono stati redatti dagli autori ivi menzionati a solo scopo informativo tramite l’utilizzo della piattaforma www.o2o.it e possono essere modificati dagli stessi in qualsiasi momento. Il sito web, www.o2o.it e Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. (già Banzai Media S.r.l. fusa per incorporazione in Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.), non garantiscono la veridicità, correttezza e completezza di tali contributi e, pertanto, non si assumono alcuna responsabilità in merito all’utilizzo delle informazioni ivi riportate. ATTENZIONE: tali contributi in nessun caso possono costituire la prescrizione di un trattamento o sostituire la visita specialistica o il rapporto diretto con il proprio medico curante. È pertanto necessario consultare SEMPRE il proprio medico curante e/o specialisti. Per maggiori informazioni leggi il “Disclaimer »”.

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