Come consolare un bambino che piange

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Difficoltà: media
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Introduzione

Il pianto è un'espressione naturale adottata da ogni essere vivente tramite il quale si riesce ad esprimere determinate sensazioni. Per il bambino, soprattutto durante i primi mesi di vita, rappresenta l'unico modo per esternare un malessere. Infatti, soprattutto quando ancora non ha imparato a parlare, esprime i suoi bisogni e le loro necessità attraverso il pianto. Capire le cause che generano i singhiozzi e le lacrime dei vostri bambini può essere complicato, soprattutto per i neo genitori, ancora inesperti nel capire le emozioni dei loro piccoli, nel saperli consolare, nel capire la motivazione del pianto. Con l'avanzare dell'età e coi progressi dei figli e genitori, tutto diventa più semplice. In questa breve guida, daremo dei semplici ma utili consigli su come consolare un bambino che piange.

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Il pianto nei primi mesi di vita

Durante i primi mesi di vita il pianto, nella maggior parte dei casi, è dovuto alle necessità primarie: mangiare, bere, aver bisogno di un cambio pannolino. Per consolare il piccolo, in questi casi, basterà controllare se il pannolino è sporco e verificare se hanno fame e sete. Provvedete quindi a risolvere nel più breve tempo possibili questi bisogni ed il vostro bambino smetterà di piangere. Inoltre, non di rado, i neonati sono soggetti a frequenti coliche. In questo caso, per consolare il pargolo, poneteli a pancia in giù sulle vostre ginocchia e praticate dei lievi massaggi sulla schiena.

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Il pianto nei primi anni di vita

Con l'aumentare dell'età aumentano anche le necessità del bimbo ma migliorano le capacità di comunicarle. Se il vostro bambino dovesse piangere a dirotto la possibilità di poter chiedere direttamente quale sia il problema, renderà sicuramente più semplice il compito di consolare il pargolo. Nei casi in cui il pianto dovesse essere incontrollabile, prendendo in braccio il piccolo e facendogli sentire il calore del corpo, potrete in breve tempo riuscire a consolarlo.
Infondere sicurezza presentandoci al bambino come punto di riferimento forte e stabile è fondamentale per permettere ai bambini di esprimere le proprie necessità senza esitazioni o timori permettendovi di dare spiegazioni rassicuranti o di essere autoritari in caso di capricci ingiustificati oppure consolandoli in caso di uno spavento, di una piccola caduta o di una delusione.

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Come intervenire

Infine è doveroso sottolineare che consolare i propri figli che piangono è istintivo per tutti i genitori e cercare di accontentare le loro esigenze diventa spesso una ragione di vita. Tale concetto è sicuramente chiaro ad ogni papà e mamma, infatti un bimbo felice e sorridente è una gioia per ogni genitore che vede cosi anche gratificati i propri sforzi. È però importante sottolineare che non bisogna trasformare l'amore per i propri figli nell'assecondare a prescindere ogni loro esigenza in caso di pianto. Questo modo di agire potrebbe trasmettere ai bambini l'abitudine di piangere per ottenere qualsiasi cosa. Che i bambini piangano è normale, ma bisogna anche dialogare e fargli capire, soprattutto col passare degli anni, quando ha senso farlo e quando, invece, può risultare un modo di comunicare scorretto e, a lungo andare, fastidioso per il prossimo.

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