Come aiutare i bambini aggressivi

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Introduzione

Molto spesso i bambini assumo degli atteggiamenti aggressivi e ciò il più delle volte è dovuto alla mancanza di attenzione che il bambino accusa. L'aggressività nei bambini può manifestarsi in vario modo (pianto, graffi o morsi) a seconda dell'età. Saper riconoscere le cause di tale aggressività risulta fondamentale in quanto un atteggiamento aggressivo potrebbe perdurare per tantissimo tempo se non per tutta la vita. Fondamentale è anche saper porre rimedio a tale atteggiamento. In questa guida cercheremo di far chiarezza proprio s questo argomento, mostrandovi come aiutare i bambini aggressivi.

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Occorrente

  • Tanta pazienza
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Capire il bambino

La cosa fondamentale che i diversi genitori devono fare è osservare scrupolosamente il proprio bambino: osservare il comportamento e cercare di comprenderne le ragioni che lo inducono ad assumere tali atteggiamenti. In cosa si può riconoscere l’aggressività del proprio figlio? Osservate come gioca, come si comporta nei confronti delle persone e dei suoi coetanei, come si comporta nei riguardi dei giocattoli. Il tipo di aggressività che potrete riscontrare inoltre può essere sia verbale che materiale. Fate attenzione anche a come si comporta nei comuni gesti della vita quotidiana: se improvvisamente diventa silenzioso, inappetente, svogliato, disordinato o tende ad isolarsi dal gruppo.

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Cause dell'aggressività

Come detto in apertura, bisogna saper riconoscere le cause di tali atteggiamenti ostili. Quando un bambino si comporta in maniera aggressiva la ragione è sempre e solo una: è alla ricerca di attenzioni. Tale reazione potrebbe però scaturire da molteplici cause. Ad esempio il bambino potrebbe avvertire un senso di abbandono se in famiglia c'è un nuovo fratellino appena arrivato, oppure se ha avuto litigi con i coetanei e si sente messo da parte.

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Come agire

La prima cosa che viene generalmente consigliata di fare è quella di mantenere la calma senza rimproverarlo oppure alzare la voce aspettando che gli passi lo sfogo d’ira, in questo modo vostro figlio resterà spiazzato vedendo che non vi arrabbiate e si calma velocemente. Un’altra cosa da fare è quella di dargli sicurezza: cercate di chiedergli cosa ha provocato il suo scatto d’ira e cercate insieme di trovare una soluzione al problema.
Infatti, arrabbiarsi è davvero sconsigliato, poiché in questo modo rischierete seriamente di perdere autorità e di prenderlo in giro perché a questo punto vostro figlio si sentirà non capito. Tenete presente che un bambino non dispone di un linguaggio per mediare gli stimoli forti che prova: cercate di aiutarlo a convogliare tutta l’energia negativa che scaturisce dalla sua rabbia in una qualche energia proficua così che il bambino non si senta in colpa. È opportuno in questa fase usare il linguaggio giocoso che è più vicino a lui, così che vi comprenderà meglio.

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Autorità e dolcezza

Inoltre, bisognerebbe far capire al bambino che se lui non è in grado di contenere la sua rabbia voi potete farlo al suo posto. È opportuno quindi agire in modo risoluto, rimandando il discorso a quando lui si sarà calmato. Se piange e fa i capricci potete bloccarlo con un tono della voce stabile e dolce nel contempo, ma irremovibile: ciò non solo lo aiuterà ad accettare l’autorità della vostra persona ma lo incoraggerà. Se poi perde il controllo e rischia di farsi del male potete bloccarlo fisicamente: lui lo interpreterà come una cura nei suoi confronti e si sentirà protetto.

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